Brucia la caserma della Gendarmerie "azione diretta" degli anarco-terroristi

| Secondo grave attentato incendiario dopo le condanne per incidenti del maggio 2016 a Parigi

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Una trentina di veicoli parcheggiati all'interno della caserma della Brigade della Gendarmerie di Meylan (17mila abitanti nel dipartimento dell'Isère della regione dell'Alvernia-Rodano-Alpi) sono stati distrutti a causa di un incendio di natura quasi certamente dolosa avvenuto alle quattro di giovedì mattina. Le fiamme, innescate da quattro focolai distanziati, si sono estese anche alle facciate degli edifici vicini dove vivono residenti ma anche le famiglie dei militari in servizio. Un centinaio di persone sono state costrette a lasciare le abitazioni, invase dal fumo, sotto la guida dei vigili del fuoco. Le auto danneggiate sono in maggior parte private e appartengono ai gendarmi che abitano nei fabbricato, osserva il comandanre del gruppo dell'Isere, colonnello Yves Marzin. Un atto gravissimo, con un evidente collegamento con l'incendio della prima caserma della Gendarmerie presa di mira il 21 settembre, la Offner di Grenoble, atto subito rivendicato dagli attivisti anachici del movimento anticapilista e libertario. In quell'occasione erano andati distrutti 12 veicoli della polizia e gli uffici tecnici dove avvenivano le identificazioni dei fermati. Anche in questo caso i danni sono stati ingenti. Si attende la rivendicazione del nuovo attentato.

 

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