DRONI CONTRO MADURO
"Attentatori dalla Florida"

| Secondo la polizia, mandante Trump. "Terroristi addestrati negli Usa". Presidente è illeso: "E' stato Juan Manuel Santos", l'ex presidente della Colombia premio Nobel. Primi arresti e perquisizioni. Comunità italiana nel mirino

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La polizia segreta di Maduro e le forze speciale stanno eseguendo in questi minuti  i primi arresti dopo il fallito attentato a Maduro. E sono convinti che i mandanti, oltre ai filo-colombiani e l'estrema destra locale, siano negli Usa. "Gli attentatori - ha comunicato una fonte della polizia - arrivano dalla Florida". Ma oltre a queste parole, di fatti concreti, per ora ancora nulla. Il governo promette al più presto una conferenza stampa  o un comunicato ufficiale per fare il punto della situazione, mentre l'onda repressiva aumenta di ora in ora. E nel mirino anche quella parte della comunità italiana che s'è schiarata contro il governo reduce da una contrastata e scontata vittoria elettorale, mentre una spaventosa inflazione ha trasformato tutti in "milionari ma  poveri". “Il presidente Nicolas Maduro è stato oggetto di un attentato a Caracas: è incolume e a breve parlerà al paese. L’attentato ha causato il ferimento di sette persone”. Con queste parole, Jorge Rodriguez, ministro delle comunicazioni venezuelane, ha reso noto al paese il pericolo a cui è scampato il presidente in carica. E' la prima azione di questo genere in Sudamerica e subito scatta la repressione contro i circoli dell'opposizione ritenuti coinvolti nell'attentato avvenuto durante la celebrazione dell'81° anniversario della fondazione della Guardia Nazionale. L'esplosione s'è sentita in diretta tv, durante un collegamento con il palce in cui c'era il presidente. Primi arresti e ondata di perquisizioni. Nel primo discorso accusa Juan Manuel Santos di esserne l'ipiratore. «I primi elementi di investigazione indicano Bogotà». Due ore dopo, Maduro, in un discorso alla nazione in diretta TV, accusa la Colombia. In particolare il presidente uscente Juan Manuel Santos, in complicità con «l’estrema destra». «Devo riferire che alcuni degli autori materiali del tentativo di attento contro la mia vita sono stati catturati, e sono già sotto processo», ha poi aggiunto il massimo dirigente della Rivoluzione Bolivariana. Il presidente ha poi raccontato che «l'artefatto volante è esploso di fronte a me», e di come la sua «prima reazione è stata l’osservazione». Maduro in un primo momento ha pensato che si trattasse "di un fuoco d’artificio, ma nel giro di un micro secondo c’è stata una seconda esplosione alla mia destra. Avete visto persone correre perché hanno sentito l’onda dell’esplosione, sono state sequestrate parte delle prove, l’investigazione è in fase avanzata, sdenza dubbio abbiamo chiarito la situazione a tempo di record e si tratta di un tentativo di uccidermi. E non ho alcun dubbio che tutto indica l’estrema destra venezuelana in alleanza con l'estrema destra colombiana, e il nome di Juan Manuel Santos è dietro questo attacco». Santos, che il giorno 7 lascerà la carica a Ivan Duque, aveva previsto «fine di Maduro, il finale del regime».



L’attentato, ha proseguito Rodriguez, aveva una regia precisa: “Alle 17:41, nei momenti finali della parata militare in programma sull’Avenida Bolivar, si sono udite distintamente alcune esplosioni che riguardavano artefatti volanti tipo drone carichi di esplosivi, fatti saltare in prossimità del palco presidenziale. Posso affermare che si tratta di un attentato contro la figura del presidente Maduro, rimasto completamente illeso e attualmente riunito con collaboratori, ministri e vertici militari per valutare l’accaduto”.

Secondo alcuni media venezuelani e i canali social di gruppi attivisti, i droni carichi di esplosivo sarebbero stati due: il primo sarebbe stato fatto esplodere a pochi passi dal palco presidenziale, dove Maduro stava parlando in diretta tv, in occasione della cerimonia dell’81esimo anniversario della nascita della Guardia Nazionale, e il secondo nella zona della parata militare. In rete circolano anche alcune immagini che mostrano un incendio scoppiato in un palazzo poco distante, a conferma del sospetto che gli autori avrebbero avuto a disposizione diversi droni carichi di esplosivo.

L’esercito ha immediatamente isolato la zona e attualmente presidia diversi punti di Caracas.

Nicolas Maduro, classe 1962, nell’aprile del 2013 ha assunto la carica di presidente della Repubblica Venezuelana. Una presidenza aspramente contestata, che secondo i venezuelani avrebbe portato il paese ad una pesante diminuzione della qualità della vita: corruzione, politiche sbagliate e diminuzione del prezzo del petrolio, uno dei capitoli principali dell’economia del paese, hanno portato a conseguenze pesanti come l’aumento del crimine, dell’inflazione, della povertà e addirittura la penuria di generi di prima necessità.

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