Cordoglio & carte da bollo

| Due recenti morti celebri, quella di Johnny Hallyday e quella di Ingvar Kamprad dell’Ikea, stanno per finire in tribunale per questioni di eredità. Non è la prima volta, non sarà l’ultima: qualcuno l’ha già scritto

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Di Germano Longo
“Non puoi dire di aver conosciuto un uomo finché non hai diviso un’eredità con lui”: meglio di come l’aveva spiegata lo scrittore svizzero Johann Kaspar Lavater, è difficile. In fondo è sempre così: finito il cordoglio e passate le esequie si passa al pratico, e più il compianto era ricco e famoso, più sale il numero di legali messi in moto.

Due morti celebri, ultimamente, hanno rubato la scena alle cronache: Johnny Hallyday, l’Elvis di Francia, salito sull’ultimo palco lo scorso 5 dicembre, e Ingvar Kamprad, papà dell’Ikea, “smontato” il 27 gennaio.

Johnny, figli a secco

Il 9 gennaio, ai funerali di Hallyday, un’immagine aveva rincuorato i fan e a lui sarebbe piaciuta tanto: la grande famiglia allargata di Johnny riunita sugli Champs Élysée, messi vicini dallo stesso dolore che non trova pace. Due mesi, e l’armonia funebre va in frantumi: all’apertura del testamento, si scopre che Johnny non ha lasciato nulla a Laura e David, i due figli. La prima, 34 anni, nata da una relazione con l’attrice Nathalie Baye, il secondo figlio di Sylvie Vartan. L’intero patrimonio del cantante va a Laeticia Boudou, 42 anni, l’ultima moglie, sposata nel 1996, e in caso di morte della consorte, alle due figlie adottate dalle coppia.

I due fratellastri serrano le fila e mettono in moto i legali per impugnare il testamento: a loro neanche una chitarra, una delle sue tante moto, una foto o un disco autografato. Ma la battaglia si annuncia lunga e difficile: Hallyday aveva la residenza in California, dove la legge consente di scegliere liberamente a chi lasciare i propri beni terreni, ma il testamento è stato redatto e registrato in territorio francese.

Ingvar, un gioco di fondazioni

Problemi anche per Peter, Jonas e Mathias Kamprad, figli di Ingvar, ricchissimo e tirchissimo fondatore dell’impero Ikea. Che paparino da tempo avesse creato una ragnatela di fondazioni e società per depotenziare la presenza dei figli all’interno dell’azienda di famiglia è cosa nota, ma dalle ultime notizie sulla “dinasty” svedese, a rimetterci di più sembra sia Annika, la figlia del primo matrimonio, persona non gradita perfino ai funerali.

L’Ikea è controllata dalla Ingka, holding fondata negli anni Ottanta e diretta da Lars Johan Jarnheimer, mentre il marchio Ikea è di proprietà della “Interogo”. Ma i figli non ci stanno, e affinano le armi.

Diseredati illustri

Lo chef Gordon Ramsey, la rockstar Sting, il magnate Bill Gates: sono tre personaggi ad aver stabilito pubblicamente, in piena salute, che quando sarà ora di salutare tutti, non lasceranno nulla ai propri figli. Ma è prassi quasi comune, che le divisioni dei grandi patrimoni finiscano nelle aule dei tribunali: è stato così per Oriana Fallaci, Alberto Sordi, Lucio Dalla, Luciano Pavarotti e Gianni Agnelli.

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