Guerra aperta agli “smombies”

| Un nuovo termine che unisce ‘zombie’ a ‘smartphone’, ma che soprattutto dà l’idea di un fenomeno preoccupante: coloro che vagano con gli occhi fissi allo schermo

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Lentamente, molto lentamente, la pericolosa abitudine di telefonare, chattare e messaggiare mentre si è alla guida inizia a smorzarsi. Certo, è stato necessario ricorrere alle maniere forti, e girando la testa ad un qualsiasi semaforo, è facile capire che forse non bastano ancora.

Eppure la straordinaria capacità di intontimento propria degli smartphone non si limita a fare danni solo nel traffico, ma tracima ovunque. Un esempio calzante: negli Stati Uniti, a fronte di una diminuzione di morti nelle file di automobilisti, motociclisti, camionisti e ciclisti, sono aumentate quasi del 10% quelle dei pedoni. Motivo accertato, per tutti: vagavano con lo smartphone in mano e le cuffiette nelle orecchie, senza badare minimamente a semafori e/o strisce pedonali. Secondo un recente sondaggio dell’associazione dei chirurghi ortopedici americani, il 78% degli intervistati ha ammesso che camminare distratti dal cellulare sia un problema serio da affrontare in qualche modo, mentre la quasi totalità, l’85%, assicura di assistere a scene simili ogni santo giorno.

E non va meglio in Corea del Sud, dove gli incidenti causati dall’uso indiscriminato dello smartphone sono praticamente raddoppiati nel giro di cinque anni. E quel che è peggio, si tratta per la massima parte di giovani al di sotto dei vent’anni, in un orario concentrato fra le 15 e le 17. Esattamente mentre tornano a casa dopo la scuola.

Quanto basta per costringere il governo di Seul a prendere provvedimenti: primo fra tutti, l’obbligo per i genitori di installare il “Cyber Security Zone” sugli apparecchi dei propri figli. Una funzione per la verità introdotta e ritirata per due volte perché vulnerabile agli hacker, ribattezzata “sistema anti-smombies”, termine che combina in modo efficace i termini ‘zombie’ e ‘smartphone’, in grado di inibire lo schermo di qualsiasi marca e modello di smartphone dopo appena cinque passi.

Ma la Corea del Nord non è l’unico posto al mondo che ha dichiarato guerra ai sonnambuli da tastiera: da qualche mese a Honolulu, Hawaii, vige il divieto assoluto di attraversamento della strada fissando lo schermo di uno smartphone. Le pene vanno dai 13 ai 30 euro per cominciare, con recidiva a 99 dollari, mentre in Cina si testano le corsie pedonali per “smartphone users” e in Olanda compaiono i primi semafori “annegati” nell’asfalto: se la gente guarda in basso, allora tanto vale venirgli incontro.

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