I miliziani sconfitti? Sono di nuovo tra noi

| ANALISI. Rientrati a Torino i combattenti da Iraq e Siria dove l'Isis si ritira. Erano partiti nel 2016

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Di Germano Longo
Tornati dal fronte. La storia dei foreign fighters italiani o immigrati, in genere nordafricani, partiti dalle nostre città, è al già al capitolo secondo. Due giovani italiani sono tornati a casa dopo mesi di combattimenti.  Molti loro commilitoni sono morti, in maggioranza a causa dei bombardamenti dell'aviazione turca sulle formazioni curde, poi per mano dei mitra del Califfato. Tra i caduti molti gli europei, americani compresi. Entrambi hanno combattuto per il Ypg Yekinine Parasrin Gel, Unità di Protezione Popolare, partendo dal Rojava curdo per sconfinare in territorio siriano nel corso dell'avanzata contro le milizie Isis che erano attestate nella città di Raqqa. Si tratta dall'ala militare del PYD, Partito dell'Unione Democratica. D. ha fatto parte per un brevissimo periodo nelle formazioni militari di area marxista, collegate al Pkk, il partito comunista curdo considerato terrorista da Turchia, Unione Europea, gli Stati Uniti, la Siria, Canada, Iran e Australia. Grasso, dopo il fulmineo passaggio con kefia, kalashnikov e mimetica, è impegno da più di un anno in una frenetica tournée divulgativa in tutta Italia, anche nelle università. A Milano, il rettore della Statale, non gli ha dato l'autorizzazione ma in altri atenei Grasso ha tenuto la consueta conferenza dove esalta le milizie del pkk, accusate in Turchia di compiere attentati terroristici che hanno causato centinaia di morti tra i civili. In questi giorni è in Calabria, a Cosenza, dove ha tenuto "un'utile e affollata assemblea". Domani sarà ospite dell'università di Palermo, scrive su fb, "per raccontare cosa ha visto in Siria". Il rientro dei foreign fighters con passaporto italiano aveva avuto un momento di difficoltà, quando i due sono stati fermati dai miliziani Peshmerga che stanno sostenendo il maggiore peso nella guerra contro l'Isis. I soldati Ypg sono stati poi liberati dopo momenti di paura.. Ma quanti sono i combattenti italiani e piemontesi nel Kurdistan siro-turco? Molto di più di tre. Tra loro ci sono anche due giovani donne, una ha abitato per lungo tempo ad Exilles, in una comunità anarchica dell'Alta Val Susa; un'altra, un medico torinese di area insurrezionalista, lavora negli ospedali della zona. Altri invece fanno la spola dal fronte al confine italiano, con intenzioni non sempre chiarissime ma legate all'informazione, al sostegno del pkk o semplicemente per provare il brivido che dà la guerra vera, annoiati dalle solite scaramucce di piazza. 

COMBATTENTI ISLAMICI NELLE FILE ISIS

Hanno combattuto per mesi nel territorio siri-iracheno e sono rientrati a Torino, dove vivono tuttora, confusi nei quartieri ad alto tasso di immigrazione. E' l'aspetto più misterioso, controverso e delicato per i problemi di tutela e di prevenzione da parte delle sezioni anti-terrorismo delle forze di polizia, coordinate dalla procura. Dalla città della Mole sono partiti, almeno, una quindicina di nordafricani, quasi tutti tunisini e dell'Est Europa, di etnia albanese-kosovara, per combattere nelle fila dell'Isis, in genere sul fronte siro-iracheno. Tre sono morti. E uno, un tunisino, è partito pagandosi il viaggio con la borsa di studio dell'università di Torino. L'ultimo contatto tracciato dagli investigatori, che monitorano con la più grande attenzione i movimenti dei foreign fighters è a Nizza, da dove costui è partito per raggiungere, via Turchia, le zone di guerra.

Ma due (forse tre) miliziani sono sì partiti per il fronte ma sono nel frattempo tornati a Torino dopo mesi di aspri combattimenti; in apparenza si sono reinseriti nella comunità ma questi reduci così radicalizzati che intenzioni hanno, adesso? Chi li controlla 24 ore su 24, spiega che si sono ricongiunti con amici e famiglie, frequentano le moschee tra le più moderato, hanno scelto il più basso dei profili. Ma ora sanno maneggiare armi pesanti, conoscono l'uso degli esplosivi e come creare-costruire gli yen (Improvised Esplosive Device), con i componenti chimici più facilmente reperibili nel mercato clandestino ma anche in normali circuiti di vendita. Le autorità spagnole hanno immediatamente arrestato, una volta rientrati in patria dai territori in guerra, i reduci delle varie formazioni, Isis compreso. Nove combattenti spagnoli Ypg e Pkk sono stati fermati appena varcato il confine. Gli hanno contestato una serie di gravi reati legati alla loro appartenenza a gruppi ritenuti terroristi. In Italia, non esiste una legge analoga e i reduci sono semplicemente controllati con attenzione. Almeno per ora.


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