Il peso specifico degli Omarosa tapes

| La nuova tegola sulla testa di Trump sono le rivelazioni dell’ex responsabile delle relazioni pubbliche della White House. A dare forza alle sue accusa alcune registrazioni segrete

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I 513 mq della “Situation Room” sono uno degli angoli della Casa Bianca più inaccessibili al mondo esterno: lì dentro si gestiscono le più delicate operazioni di intelligence, un luogo ultrasicuro in cui è rigorosamente vietato introdurre qualsiasi tipo di apparecchio elettronico. È la stanza, per capirci, da cui Obama e il suo staff seguirono in diretta le fasi dell’attacco sferrato dai Navy Seal al rifugio segreto di Osama Bin Laden.

È proprio lì che Omarosa Manigault Newman, ormai ex consigliera della “White House”, ha registrato di nascosto le fasi del suo licenziamento dall’ufficio relazioni pubbliche dello staff presidenziale. Una vistosa violazione dei protocolli di sicurezza, da cui lei si difende affermando di non essere la sola: “Alla Casa Bianca tutti mentono su tutto. Mente Trump al popolo americano e mente la sua portavoce Sarah Sanders quando si presenta davanti al paese. Bisogna imparare in fretta a difendersi da soli, altrimenti si rischiano decine di pugnalate alle spalle”.

Due registrazioni che suonano come una sonora vendetta, diffuse dalla “NBC” e diventate l’ennesima grana a pesare sulle spalle di Donald Trump, ancora alle prese con i nastri sequestrati negli uffici del suo avvocato, in cui si sente il presidente discutere come e con quanto denaro assicurarsi il silenzio di Karen McDougal, l’ex coniglietta di “Playboy” compagna di giochi proibiti mentre Melania era a casa con il figlio nato da poco.

Nel primo audio di Omarosa, ex concorrente del programma “The Apprentice”, classe 1974, assunta nello staff elettorale di Trump per fare breccia nell’elettorato afroamericano, il capo di gabinetto John Kelly parla di “importanti problemi di integrità”, e la invita alle dimissioni “per evitare conseguenze legali che potrebbero incuriosire la corte marziale”. La donna ha raccontato di essere stata condotta nella Situation Room: “Hanno bloccato le porte e iniziato subito dopo a minacciarmi e intimorirmi”. Un tentativo di intimidazione pubblicato con dovizia di particolari in “Unhinged: an insider’s account of the Trump White House”, il libro in cui Omarosa racconta la sua esperienza alla Casa Bianca, definendo se stessa “complice involontaria di un presidente razzista, bigotto e misogino, le cui facoltà mentali si stanno deteriorando velocemente”. Uno che più volte l’ha definita “N-world”, definizione dell’impronunciabile “Nigger”, oltre ad aggettivi come “una piccola donna spregevole, perdente, poco intelligente, antipatica a tutti, assenteista e perennemente scontenta”.

Nel secondo audio, ancora una volta diffuso dalla NBC, si sente la voce di Omarosa minacciare Trump di “vuotare il sacco”. E non è finita: nelle mani di Omarosa ci sarebbe anche una telefonata con Ivanka e Jared Kusher, rispettivamente la figlia prediletta del tycoon e suo marito.

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