"In queste ore stavano torturando Giulio..."

| La risposta al presidente egiziano Al Sisi della madre del ricercatore ucciso due anni fa al Cairo. Al Sisi aveva rinnovato le condoglianze alla famiglia, specificando che "il delitto aveva lo scopo di minare i rapporti con l'Italia"

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Due anni fa..31 gennaio 2016...stavano torturando Giulio, non dimentichiamo!…”. Paola Deffendi, la madre di Giulio Regeni, ha commentato così le dichiarazioni del presidente egiziano Al Sisi, nel corso di un meeting con Eni nella località dove è stato scoperto un nuovo grande giacimento di petrolio. Ai post di Deffendi, seguono i commenti critici e spesso dai toni violenti, contro il regime de Il Cairo. “Non crederci Paola, è una finzione”, “Vergogna” e altri dello stesso tenore.

"Non ci dimenticheremo - aveva detto il presidente - del caso Regeni e non ci fermeremo finchè i responsabili non saranno consegnati alla giustizia". Il presidente egiziano è tornato sul caso del ricercatore friulano ucciso due anni fa in Egitto in occasione della messa in produzione del maxi giacimento di gas di Zohr, scoperto dall'Eni nel 2015 e considerato uno dei più grandi del Mediterraneo.  "Non dimentico che l'Italia è stata con noi nonostante l'episodio di Regeni", ha scandito al Sisi, che è poi tornato a denunciare il "tentativo di danneggiare le relazioni" tra i due Paesi attraverso il caso della morte di Giulio, il cui corpo venne trovato senza vita e con evidenti segni di tortura in un fosso vicino all'autostrada Il Cairo-Alessandria il 3 febbraio di due anni fa. Sisi ha rinnovato "ancora una volta le condoglianze in nome dell'Egitto. Diciamo loro che noi non abbandoneremo il caso fino a che non avremo trovato i criminali che hanno fatto questo, non li avremo puniti e portati di fronte alla giustizia egiziana”. "Ho capito perché avevano bisogno di danneggiare le relazioni tra Egitto e Italia, per non farci arrivare al giacimento di Zohr", ha detto al Sisi rivolgendosi all'amministratore delegato dell'Eni Claudio Descalzi.

 

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