Jay e Lauren, uccisi dall’Isis

| Due giovani americani che da un anno giravano il mondo in bici, sono stati travolti da un’auto condotta da alcuni terroristi

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Jay e Lauren avevano detto basta: “Il mondo non è così terribile come lo dipingono i media: la gente è meravigliosa”. Avevano mollato il lavoro, le scadenze e gli appuntamenti, per fare il giro del mondo in bicicletta: dal Sudafrica allo Zambia, dalla Spagna alla Bulgaria. Entrambi di 29 anni, Jay Austin e Lauren Geoghean erano partiti nel luglio del 2017, pedalando per 370 giorni, fino all’appuntamento con un’auto guidata da terroristi dell’Isis che si è lanciata su di loro, uccidendoli sul colpo insieme ad altri due ciclisti, uno svizzero e l’altro olandese. È accaduto lungo un tratto panoramico nel sudovest del Tagikistan: nell’ultimo post sul loro blog - symplycycling.org - datato 25 luglio, celebravano l’impresa di aver superato del passo di Ak-Baital, a 4.655 metri di altitudine.

Viaggiavano liberi, senza orari e prenotazioni, chiedendo consigli alla gente che incontravano sulla loro strada. L’Isis ha rivendicato l’attacco mostrando i cinque attentatori che promettono di “uccidere i miscredenti”.

Jay Austin, nativo di Washington, lavorava per il Dipartimento dello sviluppo urbano: si era costruito da solo la propria abitazione, “The Matchbox”, 13 metri quadrati con pareti magnetiche per poter essere spostate in base alle necessità del momento. Nel 2012 incontra Lauren Geoghean, californiana, dipendente dell’ufficio ammissioni del college di Georgetown, dove entrambi si erano laureati.

Un anno fa la decisione di mollare tutto e andare a vedere il mondo da vicino: “Mi sono stancato di colorare i migliori anni della mia vita con strisce di grigio e beige - raccontava Jay sul suo blog - ho perso troppi tramonti, troppi temporali, troppi venti”.

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