La banalità del male, ecco i tre killer Isis

| Identificati i tre assassini, il terzo è un italo-marocchino. Sono di origini pakistana e marocchina

+ Miei preferiti
Di Germano Longo
Scotland Yard ha rivelato l'identità dei tre terroristi del London Bridge e Borough Market: Khuram Butt, 27 anni di origini pachistane, sposato, un figlio e residente a Barking, e Rachid Redouane, 30 anni, sempre di Barking, marocchino figlio di madre libica, alias Rachid Elkhdar, costui è sposato con una donna scozzese e ha vissuto in Irlanda, nella periferia Nord di Dublino. Il terzo è l'italo-marocchino Youssef Zaghba, 22 anni, da qualche mese cameriere a Londra, con madre italiana che vive a Bologna dopo il divorzio dal marito, un marocchino rientrato da tempo in Patria. Barking è un borgo di oltre 190 mila abitanti, Est Londra, con un amministrazione indipendente e un'alta percentuale di cittadini naturalizzati britannici di diverse provenienze, in larga maggioranza di religione islamica. La percentuale di radicali non è altissima ma egualmente pericolosa. Da non dimenticare che la comunità islamica rinnega gli estremisti in modo netto. I taxisti musulmani inglesi, la notte dell'attacco al London Bridge si sono messi volontariamente a disposizione della gente terrorizzata per trasferirli, gratis, in zone sicure. E il collegio degli Imam inglesi ha deciso rifiutare il rito religioso ai tre killer di Borough Market.
KHURAM BUTT, ADDETTO AL METRO'
Khuram Butt era conosciuto dalla polizia e dall'I5 per suo radicalismo estremo. Nel 2016 era stato ripreso da una troupe tv di Channe4 in un parco mentre dispiegava la bandiera nera dell'Isis e teorizzava il suo sostegno al Califfato, durante un controllo della polizia. Sposato con tre figli, di professione faceva il cameriere e avrebbe lavorato anche in una catena di ristoranti inglesi.
Tifoso dell'Arsenal e frequentatore abituale di palestre dove si praticano arti marziali. Una sua vicina di casa, l'italiana Erica Gasparri, lo aveva segnalato alla polizia perchè aveva tentato di fare il "lavaggio del cervello" ai suoi figli mentre giocavano nel parco vicino al condominio. Non era uno che nascondeva le sue idee, era collegato all'Imam Anjem Choudary, un attivista ora in carcere che aderisce alStato Islamico di Iraq e del Levante, portavoce di un'associazione proibita, Islam4UK, un pessimo maestro già connesso con i gruppi salafiti che nel 2005 fecero saltare il metro' di Londra, con un bilancio di 56 morti e con un altro predicatore. Aveva aggredito pochi giorni fa un Imam del quartiere che aveva preso posizione contro l'Isis, definendolo "Murtad", cioè apostata dell'Islam. Dovrebbe essere il pianificatore dell'attacco, nei giorni precedenti, assieme a  Redouane e al terzo assassino non ancora identificato, aveva compiuto numerosi sopralluoghi sul London Bridge per verificare il flusso e l'ora del traffico più intenso, le vie di fuga e quant'altro fosse utile ad uccidere più persone possibili. Indossava una finta cintura da kamikaze, con i contenitori metallici solitamente utilizzati per gli esplosivi collegati ai detonatori,  per indurre la polizia a non aprire il fuoco nel timore di esplosioni; invece gli agenti lo hanno ucciso immediatamente, non lasciandogli alcuna possibilità di fuga. Butt aveva lavorato per sei mesi, fino al mese di ottobre dello scorso anno, nella stazione di Westminster, dove ha seguito un corso di formazione per il servizio assistenza clienti della Metropolitana di Londra. Il ventisettenne radicalizzato, membro del gruppo radicale salafita britannico al-Muhajiroune noto all'MI5, già dai tempi degli attentati nel Metro. Era collegato a uno dei terroristi del luglio 2005, Siddique Khan.
RACHID REDOUANE O ELKHDAR, PASTICCERE
Meno appariscente la personalità di Rachid Redouane o Elkhadar, con documenti di 6 anni più giovane rispetto all'identità vera. Sposato e separato con B. O'.L., madre dei suoi figli, lavorava come pasticcere in diversi locali nel Sud di Londra. Si era radicalizzato guardando i video Isis e, come Butt, più carismatico e fanatico, non nascondeva le sue idee in alcun modo. Di sicuro ha vissuto in Irlanda perchè era in possesso di un documento firmato dal Dipartimento dell'Immigrazione che viene concesso solo dopo una accurata istruttoria. Con la moglie, che non hai condiviso la fede del marito, avevano litigato, in modo irrimediabile, per l'educazione della figlia che lui voleva trasformare in una islamica secondo i postulati del Califfato. Interessante la testimonianza di una coppia di vicini: "Poche ore prima dell'attentato abbiamo condiviso i tre, quattro minuti necessari per aspettare l'ascensore e fare il viaggio verso i piani alti. Sembrava assente, silenziosa anche la figlia, come se noi non ci fossimo, ricordo di avere detto a mia moglie che sembrava drogato o in preda a un grande turbamento". Ora nel grande palazzo a poca distanza dal block dove viveva il cameriere killer, c'è polemica contro la polizia perchè gli atteggiamenti di Redouane erano stati segnalati come sospetti da più persone. C'era un fascicolo aperto sul marocchino-libico dall'aria triste e poco incline ai contatti sociali. Ma non è stato fermato prima dell'atroce attacco a Borough Market, costato la vita e sette innocenti.
YOUSSEF ZAGHBA, CAMERIERE
Ventidue anni, aveva il passaporto e doppia cittadinanza, italiana e marocchina. La madre vive a Bologna ed è da tempo divorziata dal padre rientrato infine a Rabat. Il 15 marzo 2016. aveva cercato di imbarcarsi, con un biglietto di sola andata, su un volo diretto in Turchia. La polizia si era insospettita perchè era senza bagagli ma solo un piccolo zainetto e non aveva il biglietto per rientrare. Alla domanda su quali erano le sue intenzioni, lui aveva risposto che era deciso ad andare a combattere in Siria con le milizie Isis. Il volo lo aveva perso ma era stato solo segnalato ai servizi di sicurezza, poichè nel suo telefono c'erano video di propaganda Isis. Poi era rientrato in Marocco e sempre più spesso andava  in Inghilterra. A Londra aveva trovato un lavoro come cameriere. La madre si era insospettita per la profonda radicalizzazione islamica del figlio, sorpreso a vedere sul pc di casa video di esecuzioni Isis e report di addestramenti con le armi. La casa era stata perquisita, i pc sequestrati. Quando la donna ha sentito in tv la notizia dell'attacco al London Bridge, s'è messa in contatto con la polizia, con la premozione che Youssef fosse coinvolto. Sapeva che lavorava in un ristorante pakistano dell'East End di Londra. I Servizi avevano inviato tempo addietro una nota ai colleghi inglesi per segnalare le attività del giovane. Nel frattempo, la magistratura aveva ritenuti insufficienti gli indizi per indagarlo per terrorismo e gli erano stati restituiti telefono e pc. Di lui poi sino perse le tracce. Le ultime parole alla madre sono state una bugia: "Parto per Roma". Invece era diretto al fronte siro-iracheno.
Mondo
Afghanistan, strage di poliziotti
Afghanistan, strage di poliziotti
Morti 30 agenti uccisi in un attacco talebano a Farah. L'assedio è durato quattro ore, caduti anche molti miliziani. E' l'ennesima azione dei terroristi contro il governo. Decine di morti in pochi mesi
Il re dell’espresso, la vittima di Melbourne
Il re dell’espresso, la vittima di Melbourne
Titolare del Pellegrini’s Café, locale amatissimo anche da Russel Crowe, Sisto Malaspina è stato accoltellato dal somalo che ha gettato nel panico la centralissima Bourke Street. Era emigrato in Australia a 18 anni
Filippine, suora contestatrice espulsa
Filippine, suora contestatrice espulsa
La religiosa cattolica aveva partecipato ad alcune manifestazione di protesta contro il presidente Duterte. Ora è rientrata in Australia, accolta dal suo ordine
Pakistan: Asia Bibi è libera
Pakistan: Asia Bibi è libera
Assolta in extremis dall’accusa di blasfemia e dalla pena di morte. La donna era stata accusata da alcune colleghe di lavoro
Due bimbi di sette anni abusano di una compagna
Due bimbi di sette anni abusano di una compagna
È accaduto in Australia: vittima una bimba di sei anni, sottoposta a quel che i due suoi compagni di classe avevano appena visto sugli smartphone
La lotta alla droga, un fallimento
La lotta alla droga, un fallimento
Lo dice senza mezzi termini un rapporto dell’International Drug Policy Consortium: politiche sbagliate e nessun effetto tangibile di inversione di tendenza. “È un altro chiodo nella bara della lotta alla droga”
Gemma ha perso la sua battaglia
Gemma ha perso la sua battaglia
La storia di una ragazza inglese aveva commosso perfino Kate Winslet: aveva scelto di rinunciare alle cure per un tumore, preferendo mettere al mondo la piccola Penelope
L'Arabia ammette: Khashoggi è morto
L
Messo sotto pressione, il governo di Riyadh ha ammesso la morte del giornalista. Mentre i media turchi svelano, uno per uno, nomi e ruoli della squadra che si sarebbe occupata di eliminare il giornalista dissidente
Lucy, che voleva vivere
Lucy, che voleva vivere
Ha raccontato la sua battaglia contro un male che la divorava, chiedendo soldi per continuare le cure e salvarsi. Ma qualcuno si è accorto che qualcosa non andava…
Uccisa dal branco per aiutare un amico
Uccisa dal branco per aiutare un amico
Aveva tentato di dare una mano ad un amico, ma è stata uccisa alla periferia di Città del Capo dopo ore di barbarie subite da un branco assetato di sangue