L'Arabia ammette: Khashoggi è morto

| Messo sotto pressione, il governo di Riyadh ha ammesso la morte del giornalista. Mentre i media turchi svelano, uno per uno, nomi e ruoli della squadra che si sarebbe occupata di eliminare il giornalista dissidente

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Sempre più isolata e sotto una massiccia pressione internazionale, l’Arabia Saudita ha ammesso quella che ormai è una verità assodata: Jamal Khashoggi è morto, ucciso durante una non meglio precisata “colluttazione” all’interno del consolato saudita di Istanbul.

Lo ha confermato la televisione di Riyadh, aggiungendo che 18 persone sono state arrestate e la rimozione il generale Ahmed al Asiri, vice capo dei servizi segreti e consigliere della Corona. Una mossa divulgata come dimostrazione di piena trasparenza e collaborazione nelle indagini, ma in realtà obbligata, anche per via di rivelazioni fatte dalle autorità turche alla stampa locale, che parla dell’esistenza di file audio in cui sarebbero state registrate le torture e gli ultimi istanti di vita di Khashoggi.

Venerdì la procura di Istanbul ha interrogato 15 dipendenti turchi della sede diplomatica saudita, ma senza riuscire a individuare chi era alla guida del minivan nero Mercedes utilizzato per far uscire il corpo del giornalista dal consolato. Forze di polizia starebbero cercando il corpo del giornalista in un bosco alla periferia di Istanbul.

I primi effetti dell’isolamento diplomatico di Riyadh si fanno sentire in modo evidente: la “Davos del deserto”, il forum economico il cui inizio è previsto per martedì, è ormai uno stillicidio di defezioni e forfait.

Nel frattempo, i media turchi hanno individuato i 15 cittadini sauditi sospettati di essere coinvolti nella morte Jamal Khashoggi: la maggior parte degli uomini del presunto commando ha raggiunto Istanbul a bordo di due jet privati, atterrando poche ore prima che Khashoggi arrivasse al consolato per ritirare alcuni documenti. Tutti sarebbero tornati a Riyadh con le identiche modalità, nella giornata stessa della sparizione.

I funzionari turchi ritengono che gli uomini della squadra siano funzionari dei servizi segreti sauditi, un’accusa che sembra supportata da informazioni open source liberamente disponibili.

Le autorità saudite dal canto loro negano qualsiasi coinvolgimento nella scomparsa di Khashoggi, e insistono sul fatto che l’uomo ha lasciato il consolato subito dopo aver ricevuto i documenti, anche se non risulta dai filmati delle videocamere di sorveglianza.

alah Muhammed Una tubaigy

Il dottor Tubaigy, 47 anni, è un patologo forense che ha completato un master presso l’Università di Glasgow, in Scozia, e nel 2015 ha trascorso tre mesi presso il “Victorian Institute of Forensic Medicine”, in Australia. Sul suo account Twitter, il medico si descrive come professore di medicina legale e capo del “Saudi Scientific Council of Forensics”. L’account è collegato al ministero dell’interno saudita.

Nel 2014 il quotidiano di Londra in lingua araba “Asharq al-Awsat” ha raccontato che il dottor Tubaigy era un tenente colonnello alle dipendenze del dipartimento di scienze forensi per la Direzione Generale della Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni. In un’intervista, accompagnata da una fotografia in uniforme, il medico raccontava di un laboratorio mobile progettato per consentire ai patologi di eseguire autopsie in soli sette minuti per determinare rapidamente la causa di morte dei musulmani che eseguono il pellegrinaggio di Hajj.

Funzionari turchi hanno aggiunto che il 2 ottobre scorso, il dottor Tubaigy ha imbarcato una sega ossea sul jet privato con il numero di coda HZSK2 che lo ha portato da Riyadh all’Istanbul Ataturk Airport. Il jet è di proprietà della “Sky Prime Aviation Services”, compagnia requisita lo scorso anno dal governo saudita nel corso di un’operazione contro la corruzione.

Il dottor Tubaigy ha soggiornato al “Mövenpick Hotel” di Istanbul, a meno di mezzo km dal consolato saudita, ed è ripartito dall’aeroporto di Istanbul sullo stesso jet alle 22:54 il 2 ottobre.

Fonti anonime sostengono che la voce del dottor Tubaigy si sente distintamente nelle registrazioni audio dall’interno del consolato il giorno della scomparsa di Khashoggi, quando si ritiene che il giornalista sia stato torturato, ucciso e smembrato dalla squadra saudita. Nei file audio, la voce di un uomo identificato come il medico si sente mentre raccomanda a qualcuno di ascoltare musica in cuffia mentre il corpo di Khashoggi viene sezionato.

Maher Abdulaziz M Mutreb

Si ritiene che Mutreb, 47 anni, abbia lavorato per due anni presso l’ambasciata saudita a Londra. Un documento pubblicato dal governo britannico nel 2007 elencava un uomo con quel nome fra i dipendenti dell’ambasciata. La CNN ha citato una fonte saudita di Londra che ha identificato Mutreb come un colonnello dell’intelligence saudita, mentre la popolare app araba “MenoM3ay” - che permette agli utenti di vedere i nomi collegati ai numeri di telefono - elenca un uomo con quel nome come colonnello dello staff reale.

Le fotografie mostrano che dal marzo 2018 Mutreb ha viaggiato all’estero con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman in almeno tre occasioni, suggerendo che potrebbe aver avuto un ruolo nell’apparato di sicurezza. Anche il quotidiano turco filo-governativo “Sabah” ha pubblicato immagini tratte da registrazioni delle videocamere che sembrano mostrare Mutreb mentre entra nel consolato saudita di Istanbul alle 09:55 del 2 ottobre, poco più di tre ore prima dell'arrivo del giornalista, e alla vicina residenza del console generale alle 16:53 successive.

I mezzi di comunicazione turchi confermano che Maher Abdulaziz M Mutreb è arrivato a Istanbul viaggiando sul jet privato HZSK2 in compagnia del dottor Tubaigy, e ha soggiornato anche al medesimo hotel, il “Mövenpick”. Anche per lui, identica la procedura di rientro verso l’Arabia Saudita: jet privato della “Sky Prime Aviation” con numero di coda HZSK1, ripartito con destinazione Riyadh alle 18:40 del 2 ottobre.

Abdulaziz Mohammed M Alhawsawi

Il “New York Times” ha citato un “professionista” francese che aveva lavorato con la famiglia reale saudita per identificare con certezza Alhawsawi, 37 anni, come un membro della squadra di sicurezza che segue il principe ereditario Mohammed bin Salman.

Un uomo con lo stesso nome è elencato su “MenoM3ay” come membro del Reggimento della Guardia Reale Saudita. Alhawsawi è volato a Istanbul con un volo commerciale, passando attraverso il controllo passaporti alle 01:43 del 2 ottobre. Ha soggiornato presso l’hotel “Wyndham Grand Istanbul Levant”, a circa un km dal consolato saudita, e ha lasciato Istanbul lo stesso giorno sul volo HZSK2, in compagnia del dottor Tubaigy.

Thaar Ghaleb T Alharbi, 39

Lo scorso ottobre, un uomo con questo nome in servizio nelle file della Royal Guard è stato promosso al grado di tenente per coraggio dimostrato nella difesa del palazzo del principe ereditario di Jeddah. Nell’attentato, un uomo armato ha ucciso due guardie reali e ne ha ferite altre tre prima di essere ucciso a sua volta. Alharbi, 39 anni, è arrivato a Istanbul sul jet privato HZSK2 alloggiando al “Mövenpick”, ed è tornato a Riyadh sul volo privato HZSK1.

Mohammed Saad H Alzahrani, 30

Un uomo con quel nome è elencato su MenoM3ay come membro effettivo della Royal Guard. Una guardia che indossa un distintivo con quel nome sembra anche essere stata fotografata e filmata in piedi accanto al principe ereditario Mohammed bin Salman in occasione di un evento nel 2007. I mezzi turchi hanno riferito che Alzahrani, 39 anni, è arrivato a Istanbul su un volo commerciale, ha soggiornato al “Wyndham” ed è ripartito sul jet privato HZSK2.

Khalid Aedh G Alotaibi, 30

Un uomo con quel nome viene identificato il MenoM3 come appartenente alla Royal Guard. Il Washington Post riferisce che un passaporto saudita con lo stesso nome è stato utilizzato per entrare negli Stati Uniti in diversi viaggi che hanno coinciso con tre visite dei reali sauditi.

Alotaibi, 30 anni, ha raggiunto Istanbul con un volo commerciale e soggiornato al “Wyndham Grand”. Ha effettuato il controllo passaporti all’aeroporto di Istanbul alle 20:28 prima di ripartire per Riyadh.

Naif Hassan S Alarifi

Un profilo Facebook di un uomo a nome Naif Hassan S Alarifi, 32 anni, ha pubblicato foto in uniforme con le insegne delle forze speciali saudite. Alarifi è anche elencato su MenoM3ay come dipendente dell’ufficio del principe ereditario. È arrivato a Istanbul con un volo commerciale e ha effettuato il controllo passaporti alle 16:12. Ha pernottato al “Wyndham Grand” e ripartito a bordo del jet privato HZSK2.

Mustafa Mohammed M Almadani

Almadani viene identificato il MenoM3ay come un agente dell’intelligence saudita. Almadani, 57 anni, è arrivato sul volo HZSK2 e ha soggiornato al “Mövenpick”. Ha effettuato il controllo passaporti all’aeroporto di Istanbul alle 00:18 del 3 ottobre prima di ripartire a bordo di un volo commerciale.

Meshal Saad M Albostani

Una pagina Facebook a nome Meshal Saad M Albostani, 31 anni, indica come professione tenente dell’aviazione saudita. Il MenoM3 lo descrive come guardia del corpo della Royal Guard. Albostani ha effettuato il controllo passaporti all’aeroporto di Istanbul alle 01:45 del 2 ottobre e ha soggiornato al “Wyndham Grand”. È ripartito con il jet privato HZSK2. Il 18 ottobre, il quotidiano turco filogovernativo “Yeni Safak” ha riferito che Albostani sarebbe morto in un “incidente stradale alquanto sospetto” a Riyadh, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Waleed Abdullah M Alsehri

In servizio nell’aeronautica saudita, lo scorso anno è stato promosso al rango di capo squadrone dal principe ereditario. Alsehri ha volato sul HZSK2 e soggiornato al “Mövenpick”. È ripartito a bordo del volo HZSK1.

Mansour Othman M Abahussain

Secondo “Qutaibi Idlbi”, si tratta di un probabile un collaboratore dell’intelligence saudita. Nell’articolo di un giornale locale, un uomo che corrisponde al nome Mansour Othman M Abahussain, 46 anni, è stato anche indicato come colonnello della Direzione Generale della Protezione Civile. Abahussein è arrivato all’aeroporto di Istanbul con un volo commerciale e ha soggiornato al “Wyndham Grand”. Ha lasciato la capitale turca a bordo dell’HZSK2.

Fahad Shabib A Albalawi

Sarebbe stato identificato come membro della Royal Guard. Albalawi, 33 anni, è arrivato e ripartito su uno dei due jet privati e soggiornato al “Mövenpick”.

Badr Lafi M Alotaibi

Identificato come funzionario dell’intelligence saudita, è volato a Istanbul sul HZSK2 e ha soggiornato al Mövenpick, tornando a Riyadh sul volo HZSK1.

Saif Saad Q Alqahtani

Secondo il Washington Post, farebbe parte dello staff del principe ereditario Mohammed bin Salman. Alqahtani, 45 anni, è arrivato a Istanbul sul jet privato HZSK2 e ha soggiornato al Mövenpick. Ha effettuato il controllo passaporti all’aeroporto di Istanbul alle 00:20 del 3 ottobre prima di ripartire con un volo commerciale.

Turki Muserref M Alsehri, 36

È arrivato a Istanbul sul volo HZSK2, ha soggiornato al Mövenpick e ha lasciato il paese a bordo del jet privato HZSK1.

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