#MeToo: l'hashtag del momento nato dalla brutta storia di una bimba

| Rilanciato da un'attrice e ormai condiviso da milioni di donne in tutto il mondo, è stato creato da un'attivista che da anni si batte per aiutare le donne "sopravvissute" al destino

+ Miei preferiti
Di Davide Cucinotta

Comincia a diventare difficile, senza un archivio organizzato in modo serio, tenere a mente l'elenco delle donne vittime di Harvey Weinstein: le cifre aumentano di ora in ora. Fino a questo momento i calcoli ne danno per certe una quarantina, ma in oltre trent'anni di onorata maialaggine, è quasi matematico che Harvey abbia messo occhi e mani su qualche centinaio di donne, equamente divise fra attrici, aspiranti, segretarie, impiegate e semplici sfortunate, finite al momento giusto nella doccia sbagliata. Alla fine, chissà fra quanto tempo, potrebbe delinearsi addirittura la prima class action sessuale nella storia dell'umanità. Non sarebbe male.

Ma all'orizzonte, per quanto minuscola e quasi impercettibile, una briciola di speranza sembra apparire. Le coraggiose denunce di donne che hanno incastrato il produttore americano, hanno dato la forza a tante altre di raccontare le proprie esperienze, tenute strette per anni come un peso indelebile della memoria. Epicentro di tutto è l'hashtag del momento: #MeeToo, letteralmente, "Io anche".

A riproporlo Alyssa Milano, splendida attrice americana a cui è bastato un post su Facebook e uno su Twitter, per convincere sei milioni di persone a raccontare le proprie esperienze.

In realtà, la campagna "MeToo" esiste da più di un decennio, quando ancora gli hashtag non esistevano: a lanciarla, nel 2007, Tarana Burke, attivista e fondatrice di "Just Be Inc.", un'organizzazione che si occupa di assistere le donne vittime di violenze e abusi sessuali. Da lei stesso definito uno spazio dedicato al "dialogo fra sopravvissute", l'idea di Me Too nasce un giorno del 1996, quando Tarana lavorava in un campeggio: una degli ospiti, una bambina, la avvicina e inizia a raccontarle le mostruosità a cui la costringeva il patrigno da tempo. E più la storia della ragazzina andava avanti, più Tarana avvertiva un senso di impotenza, mescolato alla brutta sensazione di non riuscire a trovare le parole adatte per consolarla, neanche ripeterle "Me too", è successo anche a me.

Il movimento di Tarana nasce esattamente quella sera, con l'idea di aiutare le donne, tantissime, sopravvissute ad abusi ma ugualmente segnate a vita da esperienze che tolgono la pace. Poi sulle cronache mondiali esplode la storia brutta di di Weinstein, e Alyssa Milano ridà fiato ad un hashtag a cui gente normale e stelle come Lady Gaga e Rosario Dawson hanno messo la propria foto sotto al grido di protesta delle troppe donne vittime di uomini sbagliati: Me too, è successo anche a me.

Mondo
Afghanistan, strage di poliziotti
Afghanistan, strage di poliziotti
Morti 30 agenti uccisi in un attacco talebano a Farah. L'assedio è durato quattro ore, caduti anche molti miliziani. E' l'ennesima azione dei terroristi contro il governo. Decine di morti in pochi mesi
Il re dell’espresso, la vittima di Melbourne
Il re dell’espresso, la vittima di Melbourne
Titolare del Pellegrini’s Café, locale amatissimo anche da Russel Crowe, Sisto Malaspina è stato accoltellato dal somalo che ha gettato nel panico la centralissima Bourke Street. Era emigrato in Australia a 18 anni
Filippine, suora contestatrice espulsa
Filippine, suora contestatrice espulsa
La religiosa cattolica aveva partecipato ad alcune manifestazione di protesta contro il presidente Duterte. Ora è rientrata in Australia, accolta dal suo ordine
Pakistan: Asia Bibi è libera
Pakistan: Asia Bibi è libera
Assolta in extremis dall’accusa di blasfemia e dalla pena di morte. La donna era stata accusata da alcune colleghe di lavoro
Due bimbi di sette anni abusano di una compagna
Due bimbi di sette anni abusano di una compagna
È accaduto in Australia: vittima una bimba di sei anni, sottoposta a quel che i due suoi compagni di classe avevano appena visto sugli smartphone
La lotta alla droga, un fallimento
La lotta alla droga, un fallimento
Lo dice senza mezzi termini un rapporto dell’International Drug Policy Consortium: politiche sbagliate e nessun effetto tangibile di inversione di tendenza. “È un altro chiodo nella bara della lotta alla droga”
Gemma ha perso la sua battaglia
Gemma ha perso la sua battaglia
La storia di una ragazza inglese aveva commosso perfino Kate Winslet: aveva scelto di rinunciare alle cure per un tumore, preferendo mettere al mondo la piccola Penelope
L'Arabia ammette: Khashoggi è morto
L
Messo sotto pressione, il governo di Riyadh ha ammesso la morte del giornalista. Mentre i media turchi svelano, uno per uno, nomi e ruoli della squadra che si sarebbe occupata di eliminare il giornalista dissidente
Lucy, che voleva vivere
Lucy, che voleva vivere
Ha raccontato la sua battaglia contro un male che la divorava, chiedendo soldi per continuare le cure e salvarsi. Ma qualcuno si è accorto che qualcosa non andava…
Uccisa dal branco per aiutare un amico
Uccisa dal branco per aiutare un amico
Aveva tentato di dare una mano ad un amico, ma è stata uccisa alla periferia di Città del Capo dopo ore di barbarie subite da un branco assetato di sangue