Morire per un selfie

| Dal 2011 oltre 250 morti in tutto il mondo per catturare un'immagine spettacolare da postare sui social. In Russia e India il maggior numero di casi. Travolti dalle onde, precipitati nel vuoto, investiti da treni e auto. Fenomeno in aumento

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Secondo uno studio pubblicato sul "Journal of Family Medicine and Primary Care", circa 259 persone in tutto il mondo sono morte mentre cercavano di scattare selfie spettacolari. I ricercatori dell'All India Institute of Medical Sciences, un gruppo di istituti medici pubblici di Nuova Delhi, hanno analizzato le notizie sulle morti per autolesionismo che si sono verificate da ottobre 2011 a novembre 2017.

Hanno scoperto che la maggior parte delle morti per autolesionismo si è verificata in India, seguita da Russia, Stati Uniti e Pakistan. Per massima parte, le vittime erano uomini (circa il 72%) e sotto i 30 anni. L'India  rappresenta più della metà del totale, ben 159 vittime dal 2011. I ricercatori hanno attribuito il numero elevato come diretta proporzione dell'enorme popolazione del paese di persone sotto i 30 anni, la più grande del mondo, con gli uomini più propensi a correre rischi spesso inutili. 

L'annegamento è la principale causa di morte, che di solito coinvolge persone spazzate via dalle onde sulle spiagge o che cadono da una barca. La seconda causa parla di morti fra persone che cercavano di scattare una foto davanti a un treno in movimento, in mezzo al traffico o in altre circostanze simili. Infine incendi e cadute nel vuoto. Otto coloro che hanno perso la vita mentre cercavano di farsi una foto con animali feroci.

Un capitolo a parte spetta ai selfie in auto, spesso classificati come semplici incidenti stradali. Un capitolo che fa segnare vittime in forte aumento: nel 2011 erano 3, nel 2016 sono salite a 98.

"I giovani vogliono stupire pubblicando foto sui social, a caccia di like e commenti favorevoli”, osservano gli studiosi che propongono di istituire zone turistiche riservate ai selfie. Ll’India lo ha già fatto, ovviamente in punti non pericolosi.

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