Ombre scure sui mastini del S.A.S.

| I commandos inglesi dello Special Air Service, fra i più celebri al mondo, finiti al centro di una polemica: tornano dalle missioni con malattie veneree e scaricano la rabbia sulle famiglie

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Non c’è giovane inglese che non sogni di entrare nelle file del “S.A.S.”, acronimo di “Special Air Service”, uno dei corpi speciali più celebri al mondo i cui componenti rappresentato l’élite dell’esercito britannico. Entrarci è difficilissimo: la selezione prevede uno dei più difficili programmi di addestramento di cui si abbia notizia. Lo scopo è testare i candidati, che devono essere in condizioni fisiche e mentali eccellenti, portandoli fino al limite estremo delle capacità di resistenza.

Per questo, alcune rivelazioni di questi giorni sulla stampa britannica, rischiano di gettare fango nella gloriosa storia dei commandos di Sua Maestà. Tutto nasce dal rapporto interno di un’infermiera di una clinica per malattie sessualmente trasmissibili nei dintorni della base di Stirling Lines, nell’Herefordshire, dove ha sede il quartiere generale delle truppe scelte. Nella nota, la donna ha ammesso di aver riscontrato numerose malattie veneree negli uomini del SAS appena tornati dalle missioni, sottoposti ad esami su richiesta del reggimento. La notizia ha risalito i reparti finendo sui tavoli dei vertici militari e da lì è atterrata sui tabloid, dove è stata accompagnata dallo stupore della gente, che considera gli uomini del SAS dei veri supereroi.

Ironicamente, Polly Andrews, l’infermiera, ha concluso il rapporto con una frase sibillina: “Sono stupefatta dall’abilità che questi uomini hanno nel trovare partner anche nelle missioni più difficili e nelle circostante più improbabili”.

Ma sul conto dei commandos si addensano anche altre ombre, perfino peggiori: diverse mogli accusano di violenza i loro mariti o fidanzati tornati dalle missioni, e molte di più sono coloro che denunciano di aver contratto malattie veneree dai loro compagni.

Il consigliere David Summers, attivista del partito di opposizione locale “It’s Our County”, ricorda: “Ho lavorato nell’Herefordshire con la SAS, e quando alcuni di questi uomini tornano dalle missioni, le loro mogli attraversano l’inferno. È un segreto ben custodito, ma direi che quasi quattro mogli su dieci diventano vittime di violenza, ma il più delle volte hanno paura di rivolgersi agli ufficiali o alla polizia per non mettere nei guai i loro compagni”.

Il commissario Danielle Mussell, ha confermato che dopo aver lavorato nel quartiere generale della SAS, ha intenzione di proporre alcune modifiche al regolamento: “Esistono altre complessità. Queste famiglie si spostano per anni da un posto all’altro inseguendo la carriera dei mariti e spesso diventano nuclei chiusi a bozzolo, incapaci di instaurare amicizie o di avere un senso di comunità. Abbiamo iniziato a lavorare con loro e contiamo di porre rimedio a situazioni che hanno forti ripercussioni sui nuclei familiari, specie quelli con la presenza di bambini”. Attraverso un portavoce, il ministero della Difesa ha dichiarato di non avere alcuna competenza sulle questioni relative alle forze speciali.

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