Si stringe il cerchio sul “mostro di Nantes”

| Xavier Dupont de Ligonnès, unico sospettato per il massacrato della sua famiglia, ha fatto perdere le proprie tracce dall’aprile del 2011. Ma diversi testimoni confermano di averlo visto, facendo scattare un’imponente operazione di polizia

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Questa volta, gli uomini della Gendarmerie sperano di aver messo fine alla fuga infinita di Xavier Dupont de Ligonnès, per tutti “il mostro di Nantes”, l’uomo che nel 2011 ha sterminato la propria famiglia svanendo poi nel nulla.

Secondo alcune fonti, in queste ore sarebbe in corso una vasta perquisizione all’interno del monastero di Saint-Désert-des-Carmes, a Roquebrune-sur-Argens, in Costa Azzurra. A mettere in moto l’operazione di polizia diverse segnalazioni che confermerebbero l’avvistamento dell’uomo vestito da frate, le ultime delle quali risalirebbero a pochi giorni fa, durante una messa celebrata all’interno del monastero. E sospetti resi ancora più credibili dall’ultimo avvistamento del sospettato di cui si abbia notizia, il 14 aprile del 2011, quando la sua immagine fu inquadrata dalle telecamere di videosorveglianza di un bancomat nello stesso paese.

Xavier Dupont de Ligonnès è ricercato da anni per un massacro al momento ancora inspiegabile, protagonista di una vicenda che da anni appassiona la Francia intera: la moglie Agnès e i loro quattro figli, Arthur, Thomas, Anne e Benoit e i loro due cani Labrador, furono ritrovati cadaveri, sepolti sotto la terrazza della casa di famiglia di Nantes.

Fu l’autopsia a stabilire che tutti furono uccisi nel sonno con una carabina, la stessa che Xavier avrebbe avuto in eredità dal padre. Tutti a parte Thomas, l’unico dei figli al momento della strage studente ad Angers, richiamato dal padre e ucciso qualche ora dopo.

Le indagini riescono ad accertare anche diversi punti oscuri nella vita dei coniugi Dupont: ambedue erano originari di Versailles, ma lui di origini nobili. Tirava le fila di una società dalle attività non meglio precisate e divideva il tempo con più di un’amante, ad alcuna delle quali avrebbe chiesto anche denaro in prestito. Risalendo ai siti frequentati dall’uomo, gli inquirenti individuano un forum religioso in cui Xavier, sotto pseudonimo, avrebbe anticipato la decisione di eliminare la sua famiglia: “Sto perdendo la fede, perché Dio ha bisogno che gli si offra la morte di una bestia, un bambino o un figlio?”.

Meno da scoprire sembrava ci fosse sul conto di Agnès, la moglie, bidella in una scuola privata e assidua frequentatrice delle parrocchie di Nantes, dibattuta dalla certezza che suo marito avesse dilapidato tutti i soldi di famiglia. Ma anche lei, con lo pseudonimo di “Agnès44”, sarebbe stata un’assidua frequentatrice di siti per incontri, con particolari predilezioni per i “triangoli” amorosi.

Una follia lucida, quella di Xavier, che in tanti ricordano aver visto rivolgere alla famiglia frasi deliranti su un suo presunto passato nei servizi segreti. Per garantirsi una fuga tranquilla, pochi giorni prima della strage aveva inviato delle lettere alle scuole frequentate dai figli annunciando il trasferimento in Australia, e lo stesso aveva fatto con la scuola in cui lavorava sua moglie, finendo con la disdetta della casa dove vivevano, presa in affitto.

Dopo la scomparsa della famiglia, la polizia fa irruzione nella villetta del centro di Nantes trovando tutto in ordine, chiuso e vuoto, come se chi la occupava fosse realmente partito. Qualche giorno dopo, il 21 aprile, la macabra scoperta: avvolti in sacchi di juta, ricoperti dalla calce e sepolti sotto la veranda, la polizia rinviene i corpi della moglie, dei quattro figli e dei due cani, tutti uccisi con precisi colpi di fucile alla tempia.

Da allora, di Xavier Dupont de Ligonnès si è persa ogni traccia, anche se la polizia è convinta che l’uomo continui a girovagare senza sosta attraverso l’Europa, come confermato dal mandato internazionale spiccato a Lione dall’Interpol.

Nel marzo del 2012, i titolari del ristorante “Il Baluardo”, ben noto ristorante di Mondovì, casualmente gestito da una coppia di origine francese che si era appassionata al caso del mostro di Nantes, denunciano alla polizia che Xavier si è fermato a cena da loro. Dopo aver mangiato, in silenzio e un po’ di fretta, si è congedato dicendo: “Tornerò con la mia famiglia”.

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Si stringe il cerchio sul “mostro di Nantes” - immagine 1
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