Carrozzieri e Centri Stile tricolori un lungo viaggio tra storia e futuro

| Salone, gli atelier dove fantasia e capacità tecniche si trasformano in proposte a volte esagerate, ma che nascondono sempre un fondo di verità futuribile

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Di Davide Cucinotta

Quelli che amano darsi un tono li chiamano "automotive design center", per tutti gli altri sono i centri stile. Ai saloni dell'auto non mancano mai, e attirano gli sguardi ancora pieni di modelli in produzione per il loro ruolo, a volte sopra le righe: provare a disegnare il futuro. Ci provano incessantemente, e anche quando il prototipo che tirano fuori sembra improbabile o appena uscito da una Bat-caverna, più che immaginato per le strade cittadine, qualche fondo di verità c'è comunque.

Al Salone dell'Auto di Torino sono una dozzina, cifra che comprende anche i carrozzieri, ancora oggi uno dei vanti del made in Italy e forte di una tradizione costellata da nomi che continua ad invidiarci: Pininfarina, Bertone, Coggiola, Zagato, Castagna, Ghia, Maggiora, Michelotti, Scaglietti e Vignale, solo per citarne alcuni.

PININFARINA

Non ci si abitua proprio mai, alle supercar di Cambiano, dove dal 1930 si firmano prototipi e vetture destinate alla grande produzione. Questa volta, l'onore dei riflettori tocca alla Fittipaldi EF7 Vision Gran Turismo, una supercar realizzata con la collaborazione dell'ex campione del mondo di F1, con 70 anni suonati e un amore incondizionato per l'auto che non molla, e forse non mollerà mai. Per la linea della EF7, Fittipaldi e Pininfarina hanno rielaborato il profilo dello squalo, con un "cx" studiato da madre natura, ma senza negarsi i piaceri della velocità: a quello ci pensa il 4.8 V8 aspirato da 600 CV e 510 Nm, con cambio sequenziale a sei rapporti.

ITALDESIGN

Passata sotto il controllo di Volkswagen AG, l'azienda creata nel 1968 da Giorgetto Giugiaro e Alto Mantovani continua nella missione di anticipare il futuro, o piuttosto di dare i contorni a quello su cui, un giorno, viaggeremo. Il palcoscenico torinese serve come passerella per la Pop.Up, un prototipo di citycar sviluppato con la "Airbus" dotato di sistema modulare e intelligenza artificiale, idealmente previsto sulle strade per il 2030. Debutto, ma questa volta stradale, anche per la Zerouno, ai nastri di partenza del "Gran Premio", com'è definita la sfilata di sabato 10 che attraverserà Torino. Non è un caso: la Zerouno, mossa da un maestoso 5.2 V10 aspirato da 610 CV, è in grado di raggiungere i 330 km/h di velocità massima. Anche se il futuro scappasse, sapremmo come riprenderlo.

GFG STYLE

Dietro l'acronimo, piuttosto anonimo, si nascondono le iniziali di Giorgetto Giugiaro e suo figlio Fabrizio: la seconda vita di due talenti della cultura automobilistica, dopo l'esperienza quasi cinquantennale dell'Italdesign. La loro scommessa di chiama Ren, ibrida con sette modalità di guida diverse, prodotta con la collaborazione dei cinesi di Techyules e sviluppata dalla L.M. Giannetti. Prevista in soli 10 esemplari all'anno, la Ren sfrutta un avveniristico sistema ibrido con motori elettrici discoidali raffreddati ad acqua e generatore delle batterie affidata a due turbine. Una soluzione a cui guardare con attenzione, visto che l'autonomia dichiarata è di 2.000 km con soli 80 litri di carburante.

TOURING SUPERLEGGERA

Debutto sulla piazza di Torino per la storica carrozzeria milanese rinata nel 2008 con la "Maserati Bellagio" presentata a Villa d'Este. L'ultima fatica si chiama Artega Scalo Superelettra, concept con monoscocca in carbonio e tubolari in acciaio ad alta resistenza. Sotto al cofano 4 propulsori Voltabox raffreddati ad acqua con 1.020 CV di potenza.

MOLE AUTOMOBILES BY UP DESIGN

La dedica di Umberto Palermo, mente e motore dell'atelier torinese, è alla Fiat 124 Sport Spider della metà degli anni Sessanta. Vista da vicino, si tratta di un affascinante one-off autorizzata in modo ufficiale dal marchio Fiat e realizzata su espressa richiesta di un collezionista privato. Interni in pelle Foglizzo cucita a mano e legno di ulivo, mentre nessuna variazione per il motore, che resta il 1.4 Multi Ait da 140 CV.

NESPOLO PER ALFREDO STOLA

Una art car firmata da Ugo Nespolo per celebrare il rapporto antico fra Torino e Zuffenhausen, la città nei pressi di Stoccarda dove ha sede la Porsche. La tipica cromia cara all'artista torinese rappresenta l'unione fra Italia e Germania, due paesi in cui il concetto di auto si è esaltato nel tempo. Realizzata sulla base della Moncenisio di Alfredo Stola, l'opera è un omaggio alla storia di una collaborazione iniziata il 2 febbraio 1947 e proseguita per 33 modelli diversi.

IED TORINO

È forte l'impegno dell'Istituto Europeo di Design per il Salone dell'Automobile di Torino. Oltre all'allestimento realizzato per la stazione di Porta Susa, con 14 modelli in scala 1:4 sospesi e una grafica dedicata ai numeri dei 50 anni di vita dello IED: 11 sedi in 33 paesi, 10.000 studenti ogni anno, 60 corsi triennali post-diploma, 150 titoli master, 1.900 studenti. Al Valentino, per finire, è esposta la Scilla, concept car che rappresenta la tesi del Master in "Transportation Design", realizzata con la collaborazione di Pininfarina e il mensile Quattroruote.

FV-FRANGIVENTO

Sviluppata su un'unica linea utilizzando materiali aeronautici lavorati a mano e in una livrea in tinta oro, la Charlotte Gold Edition è un omaggio a Shirley Eaton, Bond girl che in una celebre scena moriva dipinta d'oro in "Missione Goldfinger". Totalmente elettrica, può contare sul lavoro di quattro motori che assicurano 305 km/h di velocità massima e 500 di autonomia, con in più un curioso particolare interno: un vero acquario tropicale alle spalle dei due sedili.

TAMO

Un'idea frulla da tempo nella mente dei vertici di Tata, il colosso indiano oggi proprietario dei marchi Jaguar e Land Rover: entrare nella ristretta élite dei costruttori di emozioni su ruote. Il primo gradino della scalata si chiama Tamo Racemo, è una coupé a due posti pensata per essere una risposta efficace alle sfide della mobilità moderna. Realizzata utilizzando il Moflex, una nuova soluzione industriale che combina la stampa in 3D e l'iniezione dei materiali, la Racemo si avvale di tecnologie come cloud computing, analisi geo-spaziali, mappatura, navigazione avanzata, monitoraggio remoto e aggiornamenti over-the-air, per alzare l'asticella dell'interfaccia uomo-macchina. Per la versione stradale (ne esiste anche una da pista), è prevista l'adozione di un 1.2 da 190 CV in alluminio Revotron Turbocharged.

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