Il Salone di Torino chiude con 600mila presenze

| La quarta edizione va in archivio confermando cifre record. Come ogni anno, la rievocazione storica del Gran Premio Valentino di chiusura conquista la città: oltre 200 bolidi di ogni tempo in un'atmosfera da grande festa

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Di Germano Longo
Secicentomila visitatori, un po' meno delle due passate edizioni, che avevano raggiunto quota 700mila, ma comunque un successo, perché quest'anno il maltempo ha guastato la quarta edizione del Salone dell'Auto di Torino. "E' stata un'edizione piena di entusiasmo e pubblico: in cinque giorni siamo riusciti a fare venire a Torino collezionisti da tutto il mondo - è il commento di Andrea Levy, presidente di Parco Valentino - adesso pensiamo già alla prossima edizione, dal 19 al 23 giugno del 2019".

In qualche modo, la quarta edizione conferma ed esalta la formula di un salone che vuole distaccarsi dal resto delle kermesse autombolistiche, cavalcando un concetto diverso e, almeno in Italia, unico: l’automobile è un business, una questione che ha a che fare con occupazione, industria e finanza, ma per la gente comune, l’auto è soprattutto una festa. La fedele compagna della quotidianità, ma che sa imbellettarsi trasformandosi in uno spettacolo di tecnologia, design e velocità. Ecco perché erano migliaia, le persone che hanno accompagnato la sfilata del “Gran Premio Parco Valentino”, il momento clou del fittissimo programma di eventi collaterali che chiude ogni edizione del Salone dell’Auto di Torino.

Lo scenario, da brividi: il “parco chiuso” allestito in piazza Castello, davanti a Palazzo Madama, dove un tempo sfilavano le carrozze. Un tripudio di colori e gioielli su ruote per l’occasione tirate fuori da musei e collezioni private, una in fila all’altra, unendo lo spazio che corre fra una Maserati “3500 GT Touring” del 1957 e Italiadesign “Zerouno Duerta” del 2018.

In tutto duecento equipaggi provenienti da Inghilterra, Austria, Francia, Slovacchia, Belgio, Irlanda, Germania e perfino Dubai, accolti uno per uno da Andrea Levy, presidente di “Parco Valentino”, e Marco Porticelli di “Radio Montecarlo”, emittente ufficiale del salone. Ad aprire il GP torinese, come da tradizione, la “Lancia D25 Spider Sport” del 1954, l’ultimo esemplare al mondo della vettura che proprio in quell’anno ebbe il compito di annunciare l’addio del marchio torinese dalle competizioni. Affidata a Sergio Enrietti, collection manager di “FCA Heritage”, alla D25 basta sfilare per raccogliere gli applausi che merita una signora d’altri tempi, ancora elegantissima malgrado l’età.

Subito dopo la “Lotus Evora” dell’Arma dei Carabinieri, e di seguito l’omaggio al car design: Umberto Giorio con la “Italdesign Zerouno”, Paolo Pininfarina con la “Jaguar XJS”, Fabrizio Giugiaro sulla “GFG Sibylla” e l’Alfa Romeo “4C Mole Automobiles Costruzione Artigianale 001” di Umberto Palermo.

Tributo al marchio Porsche, che proprio nei giorni del salone ha celebrato in Italia il 70esimo anniversario, quindi Alfa Romeo, Dallara, Ferrari, Maserati, Aston Martin, Lamborghini, Mercedes, Tesla e BMW, quest’ultima rappresentata da un ‘convoglio’ di “i8”, la coupé ibrida plug-in con 374 CV.

Il percorso, dopo la partenza dalla centralissima piazza Castello, toccava piazza San Carlo, il salotto buono dei torinesi, e di seguito via Po, piazza Vittorio Veneto e da lì su per la collina fino a Superga, con conclusione alla spettacolare Reggia di Venaria.

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