Le novità del Salone Auto grande show al Valentino

| A poche ore dall'inizio della terza edizione, una prima carrellata dei modelli in mostra a Torino

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Di Davide Cucinotta

ALPINE A110

Il sapore buono dell'amarcord

Chi ha qualche anno, o una passione automobilistica dalle radici storiche, se la ricorda bene: nel 1973, la sportiva disegnata da Giovanni Michelotti con carrozzeria in vetroresina e motore di appena 956 cc, riuscì a trionfare nel Mondiale Rally. La riedizione di quel modello, a 40 anni dall'uscita di produzione, ricalca alcuni tratti somatici per rendere al meglio l'operazione nostalgia: quattro fari anteriori, cofano discendente, carrozzeria tre volumi e altezza da terra contenuta in 125 cm. La nuova A110, svelata lo scorso Salone di Ginevra, è una due posti con telaio e carrozzeria in alluminio, sedili contenitivi, tunnel centrale in carbonio e cambio doppia frizione a sette marce. Il tutto portato a spasso da un quattro cilindri turbo da 1.8 litri con 252 CV e 320 Nm, per una velocità massima di 250 km/h. In vendita a 58.500 euro.

 

AUDI RS 3 SPORTBACK

Il pepe di Ingolstadt

Inutile girarci intorno: nel programma di restyling della A3, campionessa del segmento C in libera circolazione dalla metà degli anni Novanta, la versione Sportback era la più attesa. Facile capire il perché: arriva sui mercati forte del rinnovato 2.5 TFSI da 400 CV e 480 Nm che dichiara 250 km/h, (a richiesta aumentabili fino a 280). I segreti della crescita stanno tutti in 33 CV in più e una trentina di kg in meno, anche se Audi non si accontenta di mettere pepe alla sua compatta a cinque porte, lavorando di fino sulle questioni di look, sempre sul sottile filo di chi non ama mai apparire troppo. A saperli guardare, i tratti somatici dicono tutto: griglia anteriore singleframe a nido d'ape, vistose prese d'aria, fari full Led, spoiler posteriore RS, diffusore e terminali ovalizzati, assetto ribassato, cerchi in lega da 19" e freni carboceramici a richiesta. Completano l'opera il cambio automatico a 7 marce S tronic, la trazione integrale quattro e sospensioni sportive con controllo dello smorzamento.

 

CHEVROLET CORVETTE GRAND SPORT

A taste of USA

Insieme alla Camaro, è l'ultima rappresentate in Europa dell'iconico marchio americano, dal 2013 gradatamente scomparso dal vecchio continente per una politica di contenimento dei costi. A portare alto il marchio del farfallino dorato ci pensa una cattivissima versione "muscle" disponibile in variante coupé e cabrio, per strizzare l'occhio alle piste ma anche alla strada, perché no. Il motore è un poderoso V8 LT1 aspirato da 466 CV abbinato ad un cambio manuale a sette marce. A dare una mano a cotanta potenza ci pensano i Michelin Pilot Super Sport con cerchi da 19" all'anteriore e 20" dietro, più una dotazione tecnologica da pole position: impianto frenante Brembo, differenziale autobloccante a controllo elettronico e assetto "Magnetic Ride Control". Chi vuole togliersi lo sfizio per intero, può contare sul pacchetto "Z07" che aggiunge un cambio automatico sequenziale a otto rapporti. freni carboceramici, pneumatici ad alte prestazioni e body kit in carbonio per aumentare la deportanza.

 

DR4

Un po' crossover, un po' monovolume

DR, ormai si sa, sono le iniziali del cognome di Massimo Di Risio, nel 2006 ideatore e fondatore dell'omonimo marchio automobilistico con sede a Macchia d'Isernia. Il primo Suv, DR5, compare lo stesso anno al Motor Show di Bologna e diventa il primo tassello di una gamma contrassegnata sempre dalla medesima sigla seguita da un numero. La DR4, ultima nata (insieme a un'edizione in serie limitata della "DR Evo5 Montecarlo"), serve a completare idealmente la gamma di Suv e crossover, da cui far partire un'offensiva che punta al 2% del mercato automobilistico italiano. Nato da un'ormai tradizionale partnership con aziende automobilistiche cinesi (questa volta è la Jac, ma in passato era stata anche la Cheavy), il nuovo crossover con velleità da Mpv si presenta con un'immagine e misure catastali in linea con la concorrenza (4,32 m di lunghezza e 1,76 di larghezza), mentre sotto il cofano monta un 1.6 da 120 CV disponibile anche in due versioni bifuel a Gpl e metano. Uno solo l'allestimento disponibile ma full optional, con cruise control, sensori parking, retrocamera, tetto panoramico, clima e sistema infotainment. In vendita a 15.980 euro.

 

DS 7 CROSSBACK

Il Suv del Presidente

La costola del marchio Citroën, ideata nel 2014 dal manager-scrittore Christian Streiff, è ormai lanciata verso la conquista delle vette dei marchi del luxury, grazie anche ad una plateale apparizione in compagnia del neo presidente Macron. L'offensiva, che parla di una novità all'anno in un arco di poco più di un lustro, inizia proprio con la DS 7 Crossback, il primo Suv, un concentrato di immagine e sostanza che può contare su dotazioni tecnologiche esclusive per adesso interdette al gruppo PSA Peugeot- Citroën come il cambio automatico a otto rapporti, il motore ibrido a benzina con trazione integrale (anteriore nelle altre versioni) e le sospensioni gestite da una telecamera. Il resto, inevitabilmente, rientra nella banca d'organi del gruppo francese, con la stessa piattaforma di Citroën C4 Picasso e Peugeot 3008. Il tocco "DS" diventa evidente nelle scelte stilistiche, nei materiali e nelle dotazioni: monitor digitale con touch screen, sistema anti-sonnolenza e controllo della corsia di marcia, retrocamera, abbaglianti a regolazione automatica, Night Vision, fari a led e Active Scan Suspension, ovvero una piccola telecamera sul parabrezza che controlla le imperfezioni della strada e corregge di conseguenza il lavoro degli ammortizzatori.

Disponibile con cinque motorizzazioni diverse (i benzina 1.2 con 130 CV, 1.6 THP con 180 o 225 CV, e i diesel 1.6 BlueHDi da 130 CV e 2.0 BlueHDi da 180) a cui si aggiunge un ibrido da 300 CV complessivi, con benzina da 200 CV e due propulsori elettrici da 80 kW. Cambio automatico EAT8 a otto rapporti, o manuale a sei.

 

FIAT 500L

Sorellona grandi forme

Seconda generazione per la monovolume di una famiglia nata dalla proiezione della più nuova "500", la versione "L" nasce nel 2012, arrivando adesso al giro di boa con un sostanziale cambio di look ma soprattutto una filosofia sui diversi allestimenti riletta per intero rispetto alla precedente. Un passo dovuto, per ambire a mercati dove se non hai almeno un crossover, meglio che ti fai da parte. Tre le "vocazioni" della 500 in versione Large: "Cross", "Urban" e "Wagon", ognuna messa in pratica senza mai sacrificare l'abitabilità, da sempre un atout dell'Mpv Fiat, e neanche rinnegare la familiarità al concetto di partenza, la 500, addirittura accentuata dagli storici "baffi" anteriori, spezzati dal logo centrale.

Si può iniziare dalla "Cross" (la ex Trekking), sulla carta la più rude della famiglia, con assetto rialzato e protezioni fuoristradistiche ma adeguatamente rimpolpata da tecnologie come il "Mode Selector" (per tarare in tre passaggi diversi stile di guida e condizioni stradali: Normal, Traction+ e Gravity Control). Quindi la "Urban", dedicata alla città, con tre allestimenti (Popstar, Lounge e Business) dalle dotazioni diverse e via via più complete. Per finire con la "Wagon" (la ex Living), disponibile anche a sette posti, con bagagliaio da 638 litri e diversi pacchetti di personalizzazione. Di serie su tutte le versioni regolatore della velocità, Bluetooth e divano posteriore frazionabile, in opzione frenata automatica d'emergenza e cambio automatico Dualogic. Il reparto motori parte dai benzina 1.4 da 95 CV e 900 cc TwinAir da 106, più di turbodiesel 1.3 da 95 CV e 1.6 da 120, ambedue Multijet. Prezzi compresi fra 18.000 e 25.000 euro circa.

 

FORD NUOVA FIESTA

40 anni, l'età dell'oro

Non è da tutti, in un mercato così famelico di novità, poter vantare una data di nascita che recita anno 1976 e una nuova generazione, la settima, pronta ad attestarsi nuovamente ai vertici del popolare segmento B, da sempre uno di quelli dove i marchi automobilistici "fanno volume".

La nuova Fiesta mette in vetrina una cifra stilistica attualissima e dettagli da segmento superiore, come i quattro allestimenti (Titanium, ST-Line, Vignale e Active Crossover) che permettono di spaziare dall'eleganza a sportività e performance. In realtà quattro modi diversi di intendere la Fiesta, riuniti in un interno in cui spicca lo schermo touch screen flottante da 8" con sistema multimediale SYNC 3 e un pacchetto opzionale con nuovo sistema audio "B&O Play" da 675 Watt con 10 altoparlanti, sistema di riconoscimento pedoni, dock station per la ricarica senza fili di smartphone, "Active Park Assist" e funzione "Emergency Assistance" automatica. In tema di motori si va dai benzina, con il piccolo tre cilindri EcoBoost 1.0 (con 100, 125 e 140 CV), e il tre cilindri 1.1 aspirato con 70 e 85 CV. Per i diesel il turbo TDCi da 1.5 in due varianti di potenza, con 85 o 120 CV.

 

KIA STINGER

Cattivissima lei

Anche i coreani, nel loro piccolo, stupiscono. Serve parafrasare il titolo di una celebre saga letteraria, per spiegare in un amen il succo della Stinger, una gran turismo quattro porte sportiva & cattiva a sufficienza per rivedere ogni pensiero sull'emozionalità del design orientale. Mostrata in anteprima a Detroit e in arrivo da queste parti con tre motorizzazioni (il 2.2 turbodiesel con 202 CV, un benzina 2.0 GDI da 255 ed il ghiotto V6 3.3 biturbo benzina con 370 CV) e due varianti di trazione - posteriore o integrale - più un cambio automatico a otto rapporti, sterzo a rapporto variabile con modalità Drive Mode Select e sospensioni a taratura variabile con controllo elettronico per cinque stili di guida (Eco, Sport, Sport+, Comfort e Smart).

In grande spolvero la tecnologia di assistenza, con il sistema di frenata automatica abbinato al riconoscimento dei pedoni, controllo della corsia di marcia, visione a 360°, allerta stanchezza, fari a potenza variabile e presenza di ingombri negli angoli ciechi. L'obiettivo, neanche tanto nascosto, è quello di portare il marchio Kia verso zone del mercato finora inesplorate, abitate soprattutto da popolazioni tedesche.

 

KIA NIRO PLUG-IN HYBRID

Crossover alla spina

Ennesimo passo verso l'elettrificazione della gamma, con il passaggio obbligato di poter disporre di un crossover ibrido. La Niro, che arriva sul mercato attaccando la futuribile "C-HR" dei giapponesi di Toyota, promette un propulsore elettrico da 605 kW e ricarica alla spina che permette 55 km di viaggio di ecologia pura. Il resto lo fa un 1.6 GDI a benzina da 105 CV, per un totale di 141 CV e 265 Nm, traducibili alla carta in 172 km/h e accelerazione 0-100 in 19,8 secondi. Pochi dettagli per distinguere la versione ecorispettosa dalla Niro Hybrid già in commercio: una cornice nella griglia anteriore, cerchi in lega da 16", fari full Led e targhette discrete che recitano "Eco Plug-in". Pelle con impunture azzurre per l'interno e touchscreen da 7" per comandare i sistemi di infotainment e navigazione, visualizzare lo stato delle batterie e ottenere suggerimenti per una guida più efficiente possibile. Il cambio è un automatico a doppia frizione con sei rapporti.

 

LAMBORGHINI HURACÁN PERFORMANTE

La regina dell'anello

A Sant'Agata Bolognese, dove a certe cose dovrebbero essere abituati, amano ripeterlo: è il più potente V10 mai costruito, con 5.2 litri di cilindrata, 640 CV e 600 Nm di coppia massima. Un vero animale da strada che sull'infernale asfalto del Nurburgring ha fatto registrare tempi così ridotti da proclamarla la stradale più veloce mai scesa su quella pista. A darle una mano ci pensano l'uso massiccio della fibra di carbonio, con 40 kg in meno delle sorelline di famiglia e soprattutto l'ALA, acronimo di "Aerodinamica Lamborghini Attiva", un alettone posteriore che riduce la resistenza e incolla la "Lambo" all'asfalto. Insomma, chiamarla "Superleggera", com'era successo per la Gallardo, sarebbe stato perfino riduttivo: da qui la nascita di "Performante". Anche l'elettronica si adegua al rango: l'LDS, sigla che indica lo sterzo a rapporto variabile, gli ammortizzatori magnetoreologici, che si irrigidiscono o ammorbidiscono in base allo stile di guida e la mappatura a tre modalità: Strada, Sport e Corsa. Quando tutto è pronto, e la strada è libera, raggiungere i 325 km/h è uno scherzo. Ma è un gioco per pochi, visti i 195 mila euro che separano il sogno dalla maggior parte dei garage.

 

LEXUS LC HYBRID

Il lusso del rispetto

Non solo è bella, accattivante e sinuosa, ma è anche il probabile simbolo di un concetto del lusso più consapevole, che non significa più sguazzare del superfluo, ma al contrario un assoluto e totale rispetto per l'ambiente e dell'antico concetto di piacere automobilistico. Altro, per definire la LC 500h, probabilmente non serve. È una 2+2, coupé o gran turismo che dir si voglia, ma più che altro una delle prime ibride a non portare a spasso design squadrati, a volte improponibili, quanto piuttosto un'estetica da far girare la testa. Sotto la scocca di acciaio, alluminio e fibra di carbonio si nasconde il "Multi Stage Hybrid System", la felice combinazione di un benzina V6 da 299 CV ed un elettrico da 132 kW, che messi insieme danno 354 CV e tutto quello che significa. A metterli d'accordo ci pensa un cambio automatico "Direct Shift" con convertitore di coppia Multistage che lavorando in sinergia, ancora una volta, portano il numero delle marce a quota 10. Lunga 4,76 metri (larga 1,92 e alta 1,34), la LC Hybrid arriva sul mercato in due varianti: Luxury e Sport. La prima punta sulla ricchezza di allestimenti e dotazioni, la seconda - pur senza rinunciare agli stessi lussi - aggiunge quattro ruote sterzanti e differenziale autobloccante. Quasi dimenticavamo: la Luxury è in vendita a 105 mila euro, 15.500 di più per la Sport.

 

NUOVA MAZDA MX-5

Orientali's Karma

L'occhio brilla verso i segmenti Premium, in fondo giusto riconoscimento per quel che questo mid-size Suv è riuscito a fare dal 2011 ad oggi, combattendo su un campo di battaglia dove gli avversari non sono certo mancati. Ma quelli di Mazda amano fare le cose a modo proprio, ribandendo una cifra stilistica molto personale e difficilmente discutibile, con l'aggiunta di tecnologie che pensano a chi guida e una filosofia sintetizzata in un pensiero di puro stampo orientale: "la raffinata robustezza della semplicità".

Guardare per credere: una sola linea portante attraversa per intero la fiancata, svuotando o riempiendo solo dove serve. Rispetto alla prima generazione, le misure restano invariate ma meglio distribuite, con cofano più lungo e montante anteriore arretrato per dare un'immagine più filante. Lo stesso vale per gli interni, con la nuova disposizione dei comandi a semicerchio intorno a chi guida, impreziositi da un display da 7" che termina su un importante tunnel centrale. Il lusso c'è, si vede, ma è discreto, "understatement", come dice chi parla bene.

Sotto al cofano si può scegliere con calma, pensando anche all'abbinamento delle trazioni. Chi predilige le due ruote motrici ha a disposizione il benzina 2.0 SkyActive-G da 165 CV e il 2.2 diesel SkyActiv-D con 150 CV, mentre gli amanti dell'integrale trovano il 2.0 SkyActiv-G benzina da 160 CV ed il diesel 2.2 SkyActiv-D con due varianti di potenza: 150 e 175 CV.

 

MCLAREN 720S

Primo: restare leggeri

Secondo modello della gamma "McLaren Super Series", la berlinetta con monoscocca in carbonio apre le porte ad una nuova stagione di supercar, se possibile ancora più affascinante di come la ricordavamo. Documenti alla mano, le carte per far entrare la "720S" nei cassetti dei sogni del mondo intero ci sono tutte: bassa, selvaggia, rabbiosa e larga, come chi pretende spazio ovunque passi, pista o strada. Il mantra di sempre, ripetuto ancora una volta, è quello della leggerezza: 1.283 kg totali da muovere, un'inezia per il 4 litri V8 biturbo da 720 CV in posizione centrale a cui hanno spiegato che può spingere fino ai 341 km/h. Dentro va in scena il lusso, con tanto di sistema infotainment concentrato su uno schermo verticale: l'avanguardia di un'elettronica da applauso, con sistema "Proactive Chassis Control", ovvero una dozzina di sensori e quattro accelerometri (uno per ruota) che lavorano sodo, calcolando in automatico la dinamica di marcia, in aggiunta al "Variable Drift Control" che regola a piacere il controllo elettronico della stabilità. L'unica pecca - una deve averla - è il prezzo: 252.620 euro, ma senza optional, sia chiaro.

 

MERCEDES-AMG GT R

Ready to fly

È l'ultima lettera, la "R", a fare la differenza: nasconde 75 CV in più rispetto alle "semplici" GT e GT S e - oltre a nuove soluzioni aerodinamiche - la snellisce di 90 kg, portando il calcolo finale sui 1.554 kg. Un bel colpo, per una coupé a due posti che sembra voler mettere a segno un sonoro "triplete": essere un sogno su ruote che va bene in pista, fa la sua figura su strada e in un mare di tecnologie riesce ad inserire pennellate di classicismo, con suggestivi richiami a bolidi d'altri tempi. Nient'altro che la cifra stilistica di Mercedes, una confezione aerodinamica di grande effetto, con carreggiate allargate, splitter, deviatori di flusso e ala fissa posteriore, creata ad arte per ospitare il poderoso V8 biturbo da 4 litri con 585 CV e picco di coppia pari a 700 Nm, per una velocità massima da 320 km/h. Doverosamente automatico a doppia frizione il cambio, meno scontate al contrario le quattro ruote sterzanti, il controllo di trazione con 9 modalità diverse, la barra antirollio posteriore e il differenziale posteriore a slittamento limitato. Nota a parte per i pacchetti disponibili, con una versione dell'AMG Track creato appositamente: un po' come il prezzo, vicino ai 150 mila euro.

 

PAGANI HUAYRA ROADSTER

I sogni son desideri

Fa dei bei sogni Horacio Pagani, ex operaio argentino di origini italiane nel 1999 diventato l'imprenditore della propria fantasia. L'ultimo sogno, in ordine di apparizione, è la "Huayra Roadster", forse il più ambizioso progetto mai uscito dagli stabilimenti "Pagani" di San Cesario sul Panaro, nel modenese. Ma guai a considerarla semplicemente la versione scoperta della coupé, perché la roadster è un'altra cosa, a cominciare dal peso, contenuto in appena 1.280 kg usando una monoscocca in carbo titanio e carbo Triax HP52, e proseguendo sotto il cofano, dove il propulsore Mercedes AMG V12 biturbo da 6 litri raggiunge quota 764 CV e 1.000 Nm di coppia massima. Il resto sono i dettagli di un sogno delineato in ogni particolare: cerchi in alluminio forgiato da 20" davanti e 21" dietro, impianto frenante Brembo a sei pistoncini, tiratura limitata a 100 esemplari e un listino che parla di 2,8 milioni di euro. Ma è inutile affrettarsi: sono già tutti venduti.

 

RENAULT CAPTUR M.Y. 2017

Come andare sul soft

Restyling di metà carriera per il crossover di segmento B, con interventi concentrati soprattutto sulla zona anteriore (gruppi ottici, mascherina e luci a Led). In dote, il lifting porta nuove tinte di carrozzeria che comprendono varianti bicolore, un'ampia gamma di cerchi in lega da 17" e tetto in vetro fisso. Uno stile "soft touch" usato anche per declinare gli interni, con illuminazione a Led, cromature, sedili riscaldabili e sfoderabili e tinte raffinate. Di serie sensore angolo morto, Easy Park Assist (parcheggio automatico), sensori park a 360° e audio premium Bose, più il sistema multimediale "R-Link evolution", il satellitare "Smart Nav Evolution"  e l'R&Go, che trasforma il proprio smartphone in un tablet connesso con l'auto. Invariati i motori: per i benzina lo 0.9 TCe eco2 da 90 CV e il 1.2 TCe da 120, per i diesel 1.5 dCi eco2 da 90 CV e 1.5 Dci eco2 da 110. Prezzi da 16.000 a 26.550 euro.

 

SEAT IBIZA M.Y. 2017

L'influenza spagnola

È sempre stata la cattivella di famiglia, quella discola, che ha voglia di piacere ai giovani. Prodotta dalla metà degli anni Ottanta, la berlina tre volumi spagnola (con cuore tedesco), arriva alla quinta generazione seguendo i canoni dell'impostazione stilistica della Leon, fatta di linee nette e spigolose su misure che crescono rispetto alla generazione precedente. Tre le versioni al debutto: "Style", "FR" ed "Xcellence", in attesa dell'entry level "Reference" prevista entro l'anno, insieme all'arrivo di un diesel 1.6 TDI.  Del tutto nuovo, al contrario, l'unico motore disponibile al lancio: un inedito 1.0 turbo TGI in tre step di potenza (75, 95 e 115 CV della FR). All'interno trionfa lo schermo da 5" (in opzione da 8"), e salta all'occhio una maggiore cura dei dettagli rispetto al passato, con più spazio nel bagagliaio. Prezzi da 15.000 a 18.000 euro.

 

SUZUKI SWIFT 2017

La quasi ibrida

In principio era la "Cultus", come si chiamava in patria poco prima di partire dal Giappone con destinazione vecchia Europa. Era il 1983, cinque generazioni fa per l'utilitaria di segmento B che è diventata il più grande successo del marchio Suzuki, con 4 milioni di pezzi venduti in tutto il mondo. La nuova Swift cambia le dimensioni, per cominciare, accorciandosi in lunghezza ma diventando più larga della precedente, e si affina mostrando gruppi ottici a Led e mascherina dotata di radar per il cruise control attivo. L'interno va sul pratico, con plastiche dure e sedili riscaldabili in tessuto, volante sportiveggiante, display touch screen da 7" e bagagliaio da 265 litri che diventano 1.000 abbattendo l'abbattibile. Due i motori disponibili: il 1.0 tre cilindri BoosterJet da 112 CV ed il 1.2 DualJet da 90 CV, entrambi accoppiabili con lo "Smart Hybrid Vehicle Suzuki", un piccolo motore elettrico che non permette di marciare a emissioni zero ma aggiunge qualche CV in caso di necessità.

Cambio manuale a cinque rapporti (l'automatico con convertitore di coppia arriverà più avanti) e prezzi compresi fra 13.000 e 19.000 euro.

 

VOLVO XC60

Svedese grandi forme

Partita nel 2008 con l'idea, allora curiosa, di sferrare l'attacco al segmento che non c'era dei mid-size suv per di più Premium, la XC60 ha centrato ogni obiettivo, soprattutto quello del milione di unità vendute. Sorella minore della monumentale XC90, anche se per pura questione di pochi centimetri, nella strategia XC di Volvo (con la 40 in arrivo), la media 60 non si fa mancare nulla, né parlando di dotazioni né, tanto meno, in tema di piacere di guida. Sotto il cofano si può scegliere fra una sequela di quattro cilindri turbo: dai benzina T5 da 254 CV, T6 da 320 e T8 da 407 (ibrido, con motore elettrico da 65 kW), ai diesel D3 da 150 CV, D4 da 190 e D5 da 235 CV. Per tutti, cambio automatico a otto rapporti.

L'interno è lussuoso, le dotazioni e gli immancabili sistemi di sicurezza Volvo realmente da segmento Premium. Si inizia dal tablet verticale da 10" per l'infotainment con interfaccia Sensus, per arrivare al "City Safety", sistema in grado di sterzare in totale autonomia pur di evitare la collisione. In mezzo il "Blis", che elimina l'angolo cieco, il controllo di cambio corsia "Oncoming Lane Migration" e la frenata di emergenza. Prezzi a partire da 38.00 euro circa.

 

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