Novità e buone intenzioni al Salone Auto 2017

| Dopo il giro inaugurale della sindaca Appendino, un happening Ferrari poco affollato e tanti giornalisti per il primo giorno della kermesse ospitata al parco del Valentino

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Di Davide Cucinotta

"Oggi torniamo a credere nella capacità di Torino di creare eventi internazionali capaci di far vivere le piazze". Sintetizza così la sindaca Chiara Appendino, poco prima del taglio del nastro del Salone dell'Auto di Torino, terza edizione. Probabilmente è così: ci crede, Torino, negli eleganti viali del parco del Valentino, fra gente che in pantaloncini che corre, polizia a piedi, a cavallo e in borghese, e la speranza che il pasticciaccio brutto della notte di piazza San Carlo sia ormai lontano. Insieme alla sindaca, leggermente in imbarazzo come da copione, nel cortile del Castello ci sono Andre Levy, presidente del comitato organizzatore, il direttore Anfia Gianmarco Giorda, il neopresidente Unrae Michele Crisci e i rappresentati dei 56 marchi che quest'anno impreziosiscono il salone. Per loro, Torino ha preparato un cielo senza nuvole, un sole spettacolare e i canottieri che remano lungo il grande fiume, incuranti che lì si celebri l'automobile. Più tardi, nel pomeriggio, arrivano Graziano Delrio, Ministro dei Trasporti e Sergio Chiamparino, presidente della Regione.

TRACCE DI ROSSO

Il cortile del Castello, quartier generale dell'organizzazione e della stampa, fa da cornice al tanto atteso raduno per celebrare i 70 anni Ferrari: si sa da mesi, così tanti che era lecito aspettarsi qualcosa di più. Le rosse (e neanche tutte rosse, per la verità), sono otto. Per carità, tutte fotogeniche e spettacolari, ma sempre otto, numero leggermente al di sotto della media sindacale, parlando di "raduno". Il risultato è una sorta di "bignamino" della storia di quel che è nato nella piccola Maranello, Emilia Romagna, diventando patrimonio dell'umanità intera. C'erano la "GTO", berlinetta realizzata in 272 esemplari fra il 1984 e l'anno successivo, su idea di Mario Forghieri (2.8 litri, 400 CV), la "F40" del 1987/88, creata su disegno Pininfarina per celebrare i 40 della casa modenese, ultima Ferrari con motore turbocompresso (3.0 litri, 478 CV) ma soprattutto ultima nata sotto la guida del "patron" Enzo. E ancora la "Ferrari Enzo", celebrazione su ruote dei 55 anni di attività (6 litri per 660 CV) e la sua erede, "La Ferrari", prima ibrida pensata a Maranello, spider in produzione dal 2013 allo scorso anno (6.3 litri con 963 CV), la "F50", databile fra il 1995 ed il 1997, questa volta nata a sugello dei 50 di Maranello (la rima non è voluta) e realizzata in 349 esemplari, tutti con 4.7 litri e 520 CV.
MONOPOSTO
La "F399", unica monoposto F1 presente al Castello del Valentino: è scesa in pista nel 1999, affidata a Irvine e Schumacher (sostituito da Salo dopo l'incidente al GP di Gran Bretagna), riuscendo a portare a casa il titolo costruttori, dopo 16 anni di tentativi. Insolita la livrea della "599", coupé realizzata fra il 2007 ed il 2012 (6.0 litri, 700 CV), per finire con il più recente sogno "in rosso", la "812 Superfast", gran turismo che nella cifra sintetizza gli 800 CV e i 12 cilindri del 6,5 litri nascosti con cura sotto al cofano.

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