SALONE AUTO STAND BY STAND

| Modello per modello, ecco quello che i 56 brand automobilistici hanno scelto di portare al Parco del Valentino. Novità, anteprime e supercar per sognare in riva al grande fiume

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Di Davide Cucinotta

GRUPPO PSA - PEUGEOT CITROËN DS

Doveroso (e tradizionale, per il salone torinese), assegnare lo stand numero uno all'Auto dell'Anno. È la 3008, crossover Peugeot a dare idealmente il benvenuto ai visitatori: a marzo ha conquistato il titolo di miglior auto europea battendo sul filo di lana l'Alfa Giulia, dando un segnale forte al mercato: è la prima volta che il titolo va ad un Suv. Nello stand del Gruppo, la vincitrice divide lo spazio con la sorellona grandi forme 5008, Suv a sette posti, e la DS7 Crossback del marchio luxury satellite, altro Suv declinato per veleggiare sui boulevard della Ville Lumiére. Spazio infine alla nuova Citroën C3, compatta dallo stile sbarazzino e best seller del marchi.

VOLKSWAGEN

È sempre Golf, dalla metà degli anni Settanta ad oggi: capace come poche altre di restare in cima alle classifiche di vendita, alla faccia di altri segmenti che sembrano dettare legge, ma di fronte a lei si arrendono. A Torino arriva la GTE, versione ibrido-sportiva che abbina il lavoro di un 1.4 turbo benzina a iniezione diretta da 150 CV ed un elettrico da 102 (ricaricabile in tre ore) con batteria agli ioni di litio, per un totale di 204 CV disponibili. Con tanto verde intorno, l'occasione sembrava ghiotta per portare al Valentino anche la XL1, supercar biposto dall'aria futuristica con struttura in carbonio che assicura 100 km con un litro di gasolio sfruttando un combinato disposto diesel+elettrico plug in.

SEAT

C'è la Leon, uno dei pilastri del marchio, di recente sottoposta ad un lifting estetico e tecnologico, ma soprattutto il debutto sul mercato italiano della Ibiza, quinta generazione dell'iconica spagnola con passaporto tedesco. E spazio anche alla Ateca, primo Suv del marchio, parente stretta della VW Tiguan mandata sul mercato con un ampio parco di motorizzazioni.

SKODA

È la famiglia, il pensiero dello stand del marchio ceco controllato da VW. A dividersi lo spazio la Fabia, terza serie della piccola familiare, pratica e schietta a cominciare dalle motorizzazioni (dal 1.0 con 60 CV alla 1.4 TDi da 90) la nuova Octavia, sottoposta a restyling estetico e presente nella variante wagon, e la Kodiaq, suv di segmento D piuttosto imponente, lanciato puntando sullo spazio interno, con la possibilità di arrivare a sette posti, e range di motori che partono dal benzina 1.4 TSI e arrivano al 2.0 litri TDI, anche in versione 4x4.

RENAULT

Tutto suv, dall'inizio alla fine, nella zona del marchio francese. Dalla sinuosità di Kadjar, il grintoso crossover che divide la piattaforma con la cugina Nissan Qashqai, all'eleganza delle forme della seconda generazione di Koleos, suv di segmento D dalle dimensioni generose. Per finire con Captur, crossover arrivato alla seconda tornata dell'esistenza accompagnata da un ottimo successo di vendite.

ALPINE

C'è solo la A110, ma basta e avanza agli occhi di appassionati e cultori, corsi da ogni dove per essere fra i primi in Italia a mettere gli occhi addosso alla riedizione dell'iconico modello che nel 1973 riuscì nell'impresa di strappare il titolo mondiale rally ad altre icone della storia automobilistica. Debutta a Torino in "Première Edition", un'edizione limitata a 1.955 esemplari.

DACIA

Tutta l'attenzione è per la Duster, ma nell'edizione speciale coloratissima Strongman. La storia, mutuata dal marchio di caramelle Fisherman's Friend, partner del progetto, è quella di un gruppo di pescatori che si innamora del suv franco-rumeno (nell'orbita Renault). La Strongman, prodotta in 100 esemplati, ha un look realizzato in stile "car wrapping", con dettagli fuoristradistici come protezioni sottoscocca, pedane laterali, protezioni passaruota e cerchi da 16".

FORD

Tanta Fiesta allo stand del marchio americano: e non è una questione di particolare allegria, ma piuttosto la dedica unica e completa all'arrivo della settima generazione di una delle best seller del segmento B. Decisamente attualizzata nello stile, la compatta Ford affronta le nuove sfide con dotazioni tecnologiche che strizzano l'occhio all'idea di "Premium" e quattro motori, due benzine e altrettanti diesel.

LANCIA

Stand altrettanto concentrato su un unico modello, la Ypsilon Unyca, piccola amata dal pubblico femminile in edizione speciale pensato proprio per loro. Un equilibrio giocato fra dinamismo e casual, spin-off della "Silver", con livrea pastello Blue Velvet, un po' viola e un po' blu, e motori che accontentano tutti, sorry, tutte: 0.0 Twin Air Turbo da 85 CV, 1.2 da 69 CV con cambio robotizzato, 1.3 Multijet da 95 CV, 1.2 Gpl/benzina da 69 CV e 0.9 Twin Air Turbo metano-benzina da 80 CV.

ABARTH

Liberamente ispirata alle linee della 124 Rally Abarth che nella metà degli anni Settanta faceva palpitare i cuori degli italiani, isole comprese, la 124 Spider marchiata con lo "scorpione" si presenta con carrozzeria bicolore, utilizzando lo stesso nero dell'antenata. Sotto al cofano un Multiair 1.4 con 170 CV e 250 Nm di coppia massima, a garanzia dei 232 km/h dichiarati dal marchio.

FIAT

Non ci sono praterie e fare surf da queste parti è difficile, o comunque scomodo, ma almeno un pick up in gamma, oggi ci va. Il Fullback Cross scelto da Fiat è per di più un'edizione limitata ed esclusiva, lanciata sul mercato in aperta polemica con una legislazione italiana che prevede l'immatricolazione come autocarro dei fuoristrada cassonati. Meno problemi per la nuova 500L, che arriva alla seconda generazione mostrando una voglia incontenibile di crossover, e la 500 Limited Edition, un'edizione speciale che celebra i 60 anni della piccola torinese.

JEEP

La Jeep, quella vera, per molti è solo lei: la Wrangler Rubicon, che nello stand del Valentino arriva in una livrea azzurro mare della California e in un particolare allestimento Mopar One Pack. Un kit di personalizzazione con assetto rialzato di 2", cerchi in lega neri Gladiator da 17" e pneumatici Dynapro ATM maggiorati. Meno da capriccio, e più di sostanza, la nuova Compass, sport utility compatta totalmente rivisitata nell'estetica e nell'anima. Motori sia diesel che benzina (1.4 Multi Air da 140 CV, 1.6 L Multijet da 120, 2.0 L Multijet con 140 o 170 CV), trazione integrale e volendo cambio automatico a 9 rapporti.

ALFA ROMEO

Piace e convince la Stelvio, il debutto del marchio del Biscione nei segmento dei crossover sportivi di segmento D. E se il nome evoca ardimenti sportivi d'altri tempi, la sostanza sta tutta nella nuova sigla Q4, ovvero un'inedita variante diesel da 2.2 con 180 CV, trazione integrale e cambio automatico a otto marce. Passerella anche per l'iconica Giulia Veloce Q4, versione che porta al debutto la trazione integrale e due varianti di motori: un 2.0 turbo benzina da 280 CV e un 2.2 turbo diesel da 210.

MASERATI

È la Levante, la sfida che il marchio del Tridente ha lanciato ad un mondo sempre più affollato di suv e crossover. La versione esposta nei viali del Valentino è la "S", letterina che nasconde un 3.0 Twin Turbo V6 da 430 CV e 264 km/h. A latere, posto anche alla Ghibli, berlina di rappresentanza dalle forme imponenti che strizza l'occhio ai coupé. Finiture di rango e optional altrettanto raffinati, compresa la possibilità di scegliere fra un 3.0 V6 a benzina da 330 CV, da considerare l'entry level, ed un 3.0 V6 diesel con due varianti di potenza: 250 o 275 CV. Cambio sequenziale a otto rapporti ZF, una garanzia.

FERRARI

Curioso, ma il rosso latita, almeno allo stand. Grigio metallizzato per la GTC4 Lusso T, che fa la differenza proprio per via della letterina finale: ovvero un V8 turbo da 3.855 cc e 610 CV per la Ferrari più "grossa" di sempre, non proprio una familiare ma quasi. Verde all'inglese, al contrario, per la 488 Spider, secondo qualcuno la più bella sportiva convertibile del mondo, qui nella versione speciale per i 70 anni del marchio. Scendere nei dettagli, parlando di Ferrari, significa sempre strabuzzare gli occhi: oltre al motore, V8 da 3.902 cc da 670 CV, si aggiungono le magie di un tetto rigido in metallo disposto a sparire in 14 secondi esatti. Neanche il tempo di prendere qualche goccia, se mai sulle Ferrari piovesse.

BMW

Un restyling ha toccato tutta la Serie 4, lieve a livello estetico ma deciso nelle dotazioni. La Serie 4 Cabrio, scoperta quattro posti con hardtop a scomparsa, al Valentino presentata in un'elegante tinta perla che andrebbe bene sui tappeti rossi di tutto il mondo, cambia paraurti e gruppi ottici, volante, display e sistema di infotainment. Motori TwinPower Turbo, tre benzina e quattro diesel. Ma nello stand c'è di più: la Serie 4 Gran Coupé Iconic 4 Edition, massima espressione possibile di lusso, eleganza e dinamicità della gamma, con due portiere in più rispetto alla coupé. Ancora la M4 CS, adrenalinica variante a metà strada fra la M4 Coupé e la GTS, con appendici aerodinamiche come splitter anteriore e diffusore con 4 terminali di scarico, assetto modificato e sistema adattivo M con tre modalità di guida, differenziale attivo e settaggi specifici. Sotto il cofano il 3.0 Twinpower Turbo da 460 CV. Per chiudere in bellezza con la 2022 Hommage Turbomeister, concept ispirata alle turbocompresse degli anni Settanta in livrea arancione-nera.

MINI

La Countryman Cooper Plug-in Hybrid, la prima del marchio controllato da BMW. L'autonomia solo elettrica concessa dal propulsore da 88 CV è di 40 km, il resto lo permette il 1.5 benzina tre cilindri da 136 CV: messi insieme assicurano 224 CV e 385 Nm di coppia massima. Ma i due propulsori sanno lavorare in completa sinergia: l'elettrico agisce sull'asse posteriore, quello endotermico sull'anteriore, in modo da trasformarsi quasi in un'integrale.

ASTON MARTIN

Farà storia, non tanto per il solito 007, ma perché è il primo modello nato dopo la parziale acquisizione del pacchetto azionario da parte di Daimler. E se la fantasia di ognuno è libera di immaginarsi una via alla Bond, James Bond, la realtà della DB11 parla di un motore V12 da 5.204 cc e 608 CV con due turbocompressori, per 322 km/h. I cattivi di tutto il mondo sono avvisati.

SUZUKI

Debutto italiano per la nuova Swift, la piccola di grande successo arrivata alla quinta generazione e per l'occasione in versione sportiva GSX-RR Replica, con i colori da gara di Andrea Iannone. Quasi trenta, al contrario, gli anni di servizio della Vitara, il fuoristrada diventato suv e presentato in allestimento XT, one-off a sua volta ispirata alla V-Strom 100 XT.

MERCEDES

Non serve molto, a Mercedes, per mostrare il proprio stato dell'arte. Ne è un esempio evidente la AMG GT-R, elegante scoperta dalla griglia anteriore classicheggiante che sotto all'ampio cofano nasconde il lavoro di un 4 litri da 585 CV. A fianco un'icona assoluta del marchio della Stella: la Classe E 220d, berlina che pur conservando l'aria sobria, nasconde un cuore di sistemi ipertecnologici e una gamma di motorizzazioni a prova di capriccio: dal 2.0 litri da 184 CV alla AMG da 571 per i benzina, per arrivare al 2.2 litri da 194 diesel. È piccola ma si fa notare la Smart Brabus giallo limone, iniezione di dinamismo sulla terza generazione della fortwo, con il piccolo e cattivissimo tre cilindri turbo benzina da 898 cc e 125 CV.

PAGANI

Era stata annunciata la Roadster, ma nello stand del salone torinese è spuntata la Hyuara BC, versione estrema del secondo modello forgiato dalla casa nata dalla fantasia di Horacio Pagani. Sotto al cofano, peraltro bassissimo, si agita un 6.0 litri AMG bi-turbo V12 portato a 789 CV e ben 1.110 Nm di coppia. Occasione unica per vedere dal vivo uno degli ultimi esemplari rimasti di Hyuara BC, visto che i 20 prodotti sono andati come il vento, malgrado i due milioni di euro di costo.

LAMBORGHINI

Basta e avanza a rubare gli sguardi dei visitatori la Huracán Performante, la più potente creatura mai uscita dagli stabilimenti di Sant'Agata Bolognese: 5.2 litri, 640 CV e 600 Nm di coppia, per 325 km/h.

AUDI

Model year 2017 per la TT RS Coupé, presentata insieme alla Roadster al salone di Pechino. L'aria cattivamente discreta della sportiva made in Ingolstadt è nascosta ad arte dal 2.5 litri aggiornato per arrivare ai 400 CV e 480 Nm di potenza, con cambio automatico S tronic a doppia frizione e trazione integrale quattro. La vera novità dello spazio Audi è pero la RS 3 Sportback che monta lo stesso propulsore della TT.

PORSCHE

Non c'è che l'imbarazzo della scelta, su dove posare gli occhi: dalla 911 Carrera 4 GTS Cabriolet, spettacolare modo di sentire il vento fra i capelli grazie ad un sei cilindri da 2.981 cc e 450 CV, oppure sognare di caricare la famiglia sulla Panamera Turbo e il suo 4 litri da 549 CV. Per finire con la 718 Cayman S, la "piccola" sportiva di casa che con il 2,5 litri da 350 CV sa il fatto suo.

JAGUAR – LAND ROVER

La Velar, quarto modello della famiglia Range Rover che svela, al contrario del nome, la nuova cifra stilistica del marchio ex inglese, oggi con passaporto indiano. In risalto anche la nuova Discovery, imponente modello storico del marchio, con sette posti, lusso e tecnologie che rispettano in pieno il blasone. Massima libertà di scelta sui motori, quasi tutti quattro cilindri in linea (anche a sei) e tutti turbocompressi, sia diesel che benzina. Altre emozioni per la Jaguar F-Type, roadster a due posti ispirata alla E-Type che spopolava nei "Sixties". Quattro i motori a disposizione: un nuovo 2.0 litri da 300 CV, due 3.0 litri V6 sovralimentati da 340 e 380 CV, ed un 5.0 litri V8 da 550 o 575 CV.

TOYOTA – LEXUS

L'auto ha un futuro, lo dimostra lo stand dei due marchi giapponesi, Toyota e il suo brand di lusso Lexus. Da una parte il Toyota C-HR, crossover coupè ibrido dalle linee spigolose/vistose e dalla vocazione familiare: fra dotazioni ed accessori dedicati a comfort e sicurezza, si può scegliere fra un 1.2 turbo benzina puro da 116 CV e un 1.8 sempre a benzina abbinato ad un elettrico da 90 kW, pari a 122 CV, lo stesso adottato da Prius. Risponde il versante luxury con la Lexus LC Hybrid, sinuosissima 2+2 che abbina un V6 benzina da 299 CV ad un elettrico da 132 kW, che insieme danno come risultato ben 354 CV.

KIA

Coreani sugli scudi con due proposte di peso: da una parte la Stinger, gran turismo sportiva che ha il compito di alzare il livello del marchio verso segmenti più votati al lusso, lanciata sul mercato italiano all'inizio dell'anno con un range di tre motori (2.2 turbodiesel con 202 CV, benzina 2.0 GDI da 255 e V6 3.3 biturbo benzina con 370 CV) e due varianti di trazione - posteriore o integrale. Dall'altra la Niro Plug-in Hybrid, crossover ibrido che può contare sul lavoro del 1.6 GDI a benzina da 105 CV e dell'elettrico da 605 kW con ricarica alla spina e autonomia a emissioni zero di 55 km.

MAZDA

Tutta l'attenzione è per lei, la CX-5, seconda generazione della matriarca di una famiglia di crossover piaciuta molto ai mercati. Protagonista di una serata evento in piazza Vittorio Veneto, con le coreografie della "Fura del Baus", la CX-5 è tutta nuova, fuori e dentro, con scelta fra due ruote motrici abbinate a due propulsori a benzina (2.0 SkyActive-G da 165 CV e il 2.2 diesel SkyActiv-D con 150 CV), e integrale (2.0 SkyActiv-G benzina da 160 CV e diesel 2.2 SkyActiv-D con due varianti di potenza: 150 e 175 CV).

LOTUS

Definita la "migliore sportiva sotto le 100 mila sterline" e il "perfetto compromesso fra auto stradale e vettura da corsa", la Exige Sport 380 ha il compito di trasformarsi nel top di gamma. Lo fa promettendo 30 CV in più rispetto alla 350, di cui è un'evoluzione, riducendo peso e affinando l'aerodinamica. Il risultato sono i 380 CV a 410 Nm di coppia espressi dal 3.5 V6 di origine Toyota, confortato dalla presenza del sequenziale a sei marce con paddle al volante.

HONDA

Non hanno nascosto, i giapponesi di Honda, che la riedizione della NSX sia stato il più costoso progetto di serie della loro storia. Una sorta di manifesto del marchio, progettato con in testa idee meravigliose di supercar e modelli iperspostivi della concorrenza, a cominciare dalle Porsche 911. Meccanicamente prevede un V6 da 3.5 litri con doppio turbo da 507 CV abbinato a tre motori elettrici: il primo sistemato centralmente e altri due su entrambe del ruote anteriori. Passerella anche per la Civic che celebra la partnership del marchio giapponese con il 100esimo Giro d'Italia.

TESLA

Quando si parla di elettriche ad alte prestazioni, che sanno spingere come supercar assetate, inevitabilmente si arriva a Tesla e all'imponente lavoro su cui è impegnato dal 2003 il marchio che prende il nome dal geniale inventore croato. La Model X è un suv a cinque porte con portiere "falcon wing", ovviamente elettrico, con cui tutti dovranno fare i conti, bene o male. I quasi 500 km di autonomia media, in base alle diverse versioni, abbinati a interni di gran classe, trazione integrale e dimensioni che permettono di arrivare ai sette posti, parlano da soli.

CADILLAC - CHEVROLET

Si chiama XT5, l'enorme "suvvone" americano che piacerebbe a Trump, portato a spasso necessariamente da un poderoso 3.6 V6 a benzina con 310 CV che però sa escludere due cilindri per risparmiare carburante ed emissioni, cosa al contrario che a Trump importerebbe poco. Altro sapore d'America per la Chevrolet Corvette Grand Sport, ultimo avamposto del marchio del farfallino dorato che ha abbandonato i mercati europei. Sotto al cofano il V8 LT1 aspirato da 466 CV con cambio manuale a sette marce. Accanto a lei un'altra "Chevy" cattivissima, la Camaro ZL1, la sportiva amata dai "Transformer", capace di 318 km/h garantiti dal 6.2 V8 sovralimentato con 640 CV.

MCLAREN

Magari è solo un caso, ma la livrea bianconera calza a pennello la presenza torinese del marchio anglosassone specializzato in sportive prestazionali. La 720S è una supercar di grande impatto scenico, con portiere ad ala di gabbiano, elettronica da prima della classe e un 4 litri biturbo da 720 CV che vale la gita.

BENTLEY

Anche i ricchi consumano, lo dice chiaro la versione diesel del suv Betayga, portatore sano di due rivoluzioni in un colpo solo per il blasonato marchio anglosassone: il suv, segmento finora inedito, e il diesel, appunto. Un esperimento che pare riuscito, e capace di aprire le porte ad altre idee come l'ibrido. Dotazioni da sceicco arabo e prezzi adeguati per l'imponente suv mosso da un 4.0 litri V8 con 435 CV.

MAZZANTI

È la Evantra 771, l'ultima nata dell'atelir Mazzanti, una supercar artigianale totalmente "tailor made", ovvero disposta ad accontentare qualsiasi capriccio interno della clientela. A portarla a spasso ci pensa un 7.0 litri L V8 aspirato portato a 771 CV, da cui prende il nome il modello.

NOBLE

Ha natali a Leicester, nelle Midlands, città portata agli onori delle cronache nel 2015 grazie alla vittoria in Premier League della squadra allenata da Claudio Ranieri. Ma fra i vanti del posto c'è anche il piccolo marchio nato nel 1999 grazie a Lee Noble. La M600 Carbon Sport è una sportiva dal look aggressivo che sotto al cofano monta curiosamente un propulsore V8 Volvo a cui sono stati aggiunti due turbocompressori (con una scelta di potenza di 450, 550 e 650 CV).

TAZZARI

Sono made in Imola, città tempio della velocità, le piccole elettriche da città di Tazzari esposte al salone torinese: la Zero Em2 Space, la Zero City e la Zero Junior. In pratica un'auto, un quadriciclo L7e e uno L6e. La prima, la Zero Em2 Space, è una due posti full-electric con 13 kW di potenza (18 CV) e 150 Nm di coppia massima. La seconda, 200 km di autonomia, con batteria da 15 kW e sistema di recupero dell'energia per assicurare 50 km di autonomia. L'ultima, la Zero Junior, guidabile dai 14 anni, con motore da 6 kW e 45 km/h di velocità.

DR

Il marchio di Macchia d'isernia porta a Torino la DR4, ultimo tassello per completare la gamma di suv e crossover, mosso da un 1.6 con 120 CV disponibile anche in versioni Gpl e metano. Posto anche alla DR3, suv compatto che ha debuttato al Motor Show di Bologna 2016, equipaggiato con il 1.4 a benzina da 109 CV.

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