Salone di Francoforte, assenze di peso

| A poco più di un mese dalla kermesse tedesca a cadenza biennale, sono tanti i marchi che hanno scelto di non esserci, o di essere presenti in formato "light

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Di Davide Cucinotta
Per i saloni sono tempi duri, anzi durissimi. La rete, dove tutto si vede e prevede in tempo reale, aveva già dato una spallata non da poco alle kermesse automobilistiche, facendo vittime illustri nei calendari annuali degli eventi. Poi è arrivata lei, la "crisi": un'altra bordata poderosa alle fondamenta di esposizioni che sembravano corazzate inaffondabili. Gli effetti sono noti a tutti: il Salone di Torino, quello nato nel lontano 1900 e sepolto in tutta fretta nel 2002, quindi il Motor Show di Bologna, ai tempi d'oro uno dei pochi eventi a dover chiudere le biglietterie per mancanza di tagliandi, costretto qualche anno fa a cancellare intere edizioni e subito dopo a dimezzare lustrini e ambizioni che l'avevano reso imperdibile. A patti sono scesi perfino i saloni storici di Parigi e Francoforte, riducendosi ad alternarsi a cadenza biennale pur di non sparire.
Ma non basta ancora: sopravvivere alle pianificazioni dei marchi automobilistici, lucidi e spietati come devono essere le aziende tutte d'un pezzo, è sempre più difficile. L'ennesima prova arriva dalla "line up" del Salone di Francoforte, nientemeno la 77esima edizione, in programma dal 14 al 24 settembre prossimi, ma costretta a contare le settimane con il fiato sospeso. Due anni fa, nel 2015, i numeri erano un piacere: 1100 espositori, 219 anteprime, quasi un milione di visitatori. Ventiquattro mesi dopo le defezioni, e tutta roba di un certo peso, si accavallano di giorno in giorno: il gruppo FCA, ad esempio, ha scelto di declinare l'invito, lasciando a casa i marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Jeep e Abarth per mandare sotto i riflettori tedeschi solo Ferrari e Maserati, i brand di lusso, quelli che fanno numeri soprattutto all'estero.
A stecchetto anche i francesi del Gruppo PSA, ovvero la coppia Peugeot-Citroen che dopo aver fatto due conti manda in Germania soltanto Peugeot. E a dieta perfino Nissan, che malgrado la conquista del titolo di primo costruttore al mondo raggiunta insieme a Renault, arriva a Francoforte senza neanche Infiniti, il proprio brand di lusso. Gli svedesi di Volvo assenti annunciati, vista la ben nota predilezione per l'appuntamento fieristico di Ginevra, da molti costruttori considerato uno dei pochi saloni davvero imperdibili.
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