Sema Show 2017: you drive me crazy

| Il più esagerato, colorato e vitaminizzato dei saloni automobilistici si è appena concluso: uno sguardo d'insieme sulla sana follia americana verso tutto ciò che si muove su ruote ruote

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Di Davide Cucinotta
Tanto per capirci, in soli quattro giorni ha attirato circa 140mila persone e presentato oltre 1.500 fra debutti e anteprime. Numeri impressionanti, esagerati come qualsiasi cosa arrivi dagli States, ma che bastano per spiegare l'attesa spasmodica che ogni anno accompagna la nuova edizione del "Sema Show". Un evento/salone/esibizione/mostra/spettacolo, punta di diamante della potentissima "Special Equipment Market Association", associazione creata nel 1963 da un manipolo di produttori che oggi raccoglie migliaia di aziende dedite all'aftermaker, parola magica che a sua volta racchiude tutto ciò che riguarda l'auto appena usciti dal concessionario. Una cosina che in America muove un giro d'affari pari a 28 milioni di dollari ogni anno. Cifre sufficienti per meritare ogni rispetto e far gemere di piacere, specie in un momento come questo, dove i numeri non è che lascino molto alla fantasia.

L'associazione raccoglie produttori di pneumatici, componentistica, accessori, restauro, sicurezza e movimentazione, coprendo per intero i sogni automobilistici degli americani: muscle car, classiche, auto di lusso, compatte, sportive, fuoristrada e Suv. Tutto quello che gira su ruote, per farla breve.

E dove poteva andare in scena, una smodatezza del genere, se non a Las Vegas? L'unico posto al mondo dove ogni peccato è lecito e ogni sogno diventa realtà: basta agitare i dollari.

Il Sema Show è il punto d'incontro perfetto fra l'auto e il peccato, lo spettacolo dell'automobile, in senso assoluto: 1,2 milioni di mq che sembrano fare a gara per lasciare i visitatori a bocca aperta. Perché nei quattro giorni che animano il "Convention Center" ogni banalità bandita, ogni normalità lasciata fuori, ogni moderazione tenuta alla larga: chi espone porta il meglio del meglio, quanto di più iperbolico, colorato e vitaminizzato si possa pensare. Il risultato è un caleidoscopio di emozioni a tinte forti, di pick up con pneumatici così alti da avere il bisogno di una scaletta per salire a bordo, o ammortizzatori che al contrario appiattiscono al suolo vecchi modelli tornati a vivere imbottiti di cavalli e newtonmetri. Ma la popolarità del Sema è così cresciuta in ogni angolo dell'America da poter prestare il fianco anche alle novità, a patto che siano ugualmente esorbitanti, pena sparire fra l'indifferenza assoluta. A farla da padrone, com'è piuttosto scontato, sono i marchi americani, che ogni anno coccolano qualche modello facendolo passare attraverso i propri reparti specializzati in prototipi e concept. Tutto quel che serve, per rimpolpare un modo di dire che sembra calzare a pennello: la differenza fra un uomo e un bambino sta tutta nel costo dei giocattoli.

MADE IN USA

Accidenti, da noi in Europa ha mollato la presa, mentre negli States il marchio CHEVROLET è una vera fucina di modelli dalla bellezza imbarazzante. Ad esempio l'inossidabile Camaro, "pony car" in libera circolazione dal 1966, quando nacque come risposta alla Ford Mustang, quest'anno giunta al Sema di Las Vegas con due versioni: la ZL1 1LE, variante estrema dal grande effetto scenico portata a spasso da 6,2 litri V8 sovralimentato con 650 CV e cambio a 10 rapporti, e la Hot Wheels Edition, che celebra mezzo secolo di collaborazione con il celebre marchio di automodelli della Mattel.

E che dire della Corvette Carbon 65 Edition? Edizione limitata a 650 esemplari nata per celebrare i 65 anni dal primissimo modello e mandata in avanscoperta con un kit estetico di prim'ordine. Spazio che meritano anche i tanti studi di stile del marchio del farfallino, come la Colorado ZR2 AEV Concept, prototipo creato con la complicità dell'American Expedition Vehicles e pensato per l'off-road più estremo: luci ausiliarie, compressore d'aria e serbatoio d'acqua a bordo, frigo con freezer e robusti ganci di traino per essere certi del recupero. Un po' come la possente Silverado 3500HD Safety Safari Concept: 6,6 litri turbodiesel per 445 CV, dotata di sofisticate attrezzature per il soccorso. Insieme alla Colorado, la Silverado ha ricevuto in dono nei mesi scorsi una "Centennial Edition" che celebra i 100 anni dei pick up Chevrolet. Per finire con la Traverse Sup, concept questa volta dedicato al mondo degli sport d'acqua, realizzato sulla base del nuovo Suv a sette posti, e una particolare versione della Suburban creata con la complicità del cantante country Luke Bryan, che sotto il cofano ha voluto il 5.3 litri V8 da 355 CV e fuori tutto ciò che può essere utile alle passioni outdoor.

Prova d'orgoglio per il marchio FORD, che punta sulla Mustang, uno dei modelli più popolari, invidiati, amati e imitati negli Stati Uniti, presentata nel 1964 a New York e portata al "Convention Center" di Las Vegas nella spropositata versione RTR 2018, equipaggiata con un V8 da 5 litri da 709 CV e spremuto dal doppio turbocompressore, rigorosamente dotata di cambio manuale. In realtà, la Mustang ruba la scena (e gli occhi) a tutto il resto: in versione Dragg, pensata per la polizia, con il 2.3 litri EcoBoost, la Air Design, un kit estetico con cui sostituire facilmente i pezzi originali, la DeBerti Design, altro kit, questa volta ad impreziosire le prestazioni del V8 da 5.0 litri con cambio manuale modificato, la Tucci Hot Rods, da 320 km/h, la Roush Performance, ispirata al modello del 1970, quella passata sotto la cura della Mad Industries, basata sulla Convertible, con assetto variabile e kit aerodinamico, e quella della Speedkore Performance Group, con compressore volumetrico e interni in pelle purissima.

Si fa notare anche la EcoSport by Vaccar, mossa da un 2.0 litri benzina, carrozzeria modificata da un kit e verniciatura bicolore. Una sola l'elaborazione della F-250 Super Duty, portata all'estremo con pneumatici enormi (da 42"), passo più corto e aspirazione modificata per il 6.7 litri V8 diesel, mentre due sono le elaborazioni della Expedition, la Limited Max firmata dalla CGS Performance, con il V6 3.5 litri EcoBoost modificato e carrozzeria in tinta Jet Black. La seconda, la Baja Forged Adventurer della LGE-CTS Motorsport, più votata all'off-road, con sospensioni e pneumatici specifici, più un portapacchi sul tetto con luci aggiuntive. Quasi nulla in confronto alle sei varianti dell'F-150, campione di vendite in America, fra cui la Air Design, ispirata ai funambolici anni 90, la CJ Pony Parts, con assetto rialzato e aspirazione e scarico del 3.5 litri V6 litri modificato, la più stradale RK Sport, la possente RTR Muscle Truck e la Tjin Edition, con un vistoso assetto pneumatico.

In grande spolvero anche la Focus, in versione rally su elaborazione della Tjin Edition, la Blood Typer Racing con assetto ribassato e sul tetto un punto d'atterraggio per il drone in dotazione, la scenografica TriAthlete by VPM Performance, e la RS by Rally Innovations, con livrea da gara e innesti di parti della Ford Performance.

CATTIVERIA ORIENTALE

In America le proposte del Sol Levante piacciono parecchio, motivo sufficiente per spremersi le meningi e fare scena. LEXUS, marchio di lusso di Toyota, rilancia la partnership con la "Marvel Comics", regalando alla LC un ruolo da comprimaria in "Black Panther", pellicola in uscita il prossimo anno, celebrata con due versioni: la LC Inspiration Series e la Black Panther Inspired LC, la prima prodotta in soli 10 esemplari, la seconda semplice esercizio di stile.

Pronta la risposta di ACURA, luxury brand di Honda, che mostra di cosa è capace con la NSX Dream Project, studio della ScienceOfSpeed che rende la Honda NSX più cattiva e potente, con 610 CV e assetto ribassato di 25 mm. Passerella anche per la NSX GT3, pronta per la Coppa del Mondo FIA GT grazie a una carrozzeria in fibra di carbonio e il 3.5 biturbo V6 con cambio sequenziale. Decisamente cattiva la ARX-05 Daytona Prototype, massima espressione del programma sportivo di Honda, portata in pista dal Team Penske.

Per KIA vale il lavoro realizzato dalla West Coast Customs e della Air Design USA sulla berlina sportiva Stinger. La prima, ispirata alle GT anni Settanta, è dotata di sospensioni ribassate, body kit aerodinamico e terminali di scarico squadrati di grandi dimensioni. La seconda, battezzata Federation, si presenta con una vistosa verniciatura arancione con appendici aerodinamiche (splitter, deflettori, estrattore a quattro terminali, spoiler posteriore e cerchi da 20"), con il 3.3 litri portato a 380 CV. A queste si aggiunge Cadenza Obsidian: finitura all black, cerchi da 20" e interni in pelle scura.

Per HYUNDAI, cura vitaminica per la Santa Fe in versione Rockstar Moab Extreme Concept: in pratica, una one off del suv creata per affrontare in tranquillità anche le angherie del deserto del Moab, in Utah. Assetto rialzato, cerchi da 17" con pneumatici tassellati, protezioni sottoscocca, fari supplementari all'esterno, mentre il motore riceve in dote un nuovo intercooler, scarico sportivo, trasmissione, cambio e assali rinforzati. Sorte simile alla Tucson Vaccar Sport Concept, variante tunizzata con splitter, spoiler, minigonne, cerchi da 20" e sotto il cofano intercooler e silenziatori.

Per concludere con la Elantra BTR Edition Sport Concept, prototipo nato sulla base della Sport e arricchito da body kit, minigonne, passaruote e alettoni, portati a spasso dal 1.6 turbo quattro cilindri con sistema di iniezioni ad acqua e metanolo.

LA PATTUGLIA EUROPEA

Protagonista dello stand BMW, i nuovi componenti M Performance Parts per la sesta generazione della M5. Un'iniezione di immagine e sostanza fatta di aggiunte aerodinamiche in carbonio, ma anche di tecnologie come le sospensioni regolabili, l'impianto frenante in fibra, il Drive Analyzer che trasmette i dati e la solita, immancabile e affascinante presenza del logo M Performance. A infiocchettare il tutto, il 4.4 Twin Power Turbo V8. Non meno affascinante la M3 30 Years American Edition, modello creato per celebrare i trent'anni del modello su una Competition Package. Un modello unico, destinato ad un solo acquirente, esposto a sborsare 130mila dollari.

Tocca a MOPAR, divisione di ricambi di primo impianto del gruppo FCA, tenere alta la bandiera italiana. Protagonista l'Hellcrate V8 da 6,2 litri, potentissimo motore da 807 Cv e 880 Nm di coppia, con acceleratore by-wire, compressore volumetrico, pulegge, pompa del servosterzo, cinghie, alternatore e sensore di misurazione dell'aria.

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