Erba di casa mia

| Un curioso ricettario anticrisi insegna a cibarsi delle piante spontanee che crescono in città. È il libro del momento, figlio di una corrente di pensiero che pretende cibi a km zero

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Di Davide Cucinotta

Se un merito può averlo, la crisi che prima o poi rimarrà come ricordo di questi anni, è la riscoperta della fantasia applicata all'esistenza. Metodi, consigli e suggerimenti su come risparmiare e spendere poco si sprecano ovunque, per tentare di soccorrere bilanci familiari sempre più risicati. E dopo i siti che segnalano tutto ciò che è gratis, o a prezzo ridotto, è arrivato anche un volume dal titolo curioso: "Eat your sidewalk". Letteralmente, il tutto sarebbe traducibile con un inquietante "mangia il tuo marciapiede", ma è bene chiarire: non si cerca di insegnare a cibarsi di bitumi e asfalti, ma soltanto di imparare a distinguere e trasformare in cibo erbe ed erbette spontanee, che crescono nei giardini cittadini, infilandosi fra le fessure del cemento.

L'ha scritto un certo Iain Kerr ispirandosi ai "freegan", movimento di pensatori con velleità artistoidi che si spinge oltre i vegani e perfino i fruttariani, ammettendo nel proprio regime alimentare solo ciò che gli altri snobbano, o avanzano, ma rigorosamente a km zero. Con questo siamo forse prossimi all'estremo del concetto di risparmio, è vero, ma c'è chi non considera affatto l'idea una trovata eccentrica, tanto è vero che ha rotto il salvadanaio per finanziare l'iniziativa, certo che prima o poi sarà necessario imparare a sopravvivere senza l'insalatina imbustata e prelavata dei supermercati.

Il libro non è altro che un manuale di cucina, un ricettario, in cui si insegna a distinguere le piante di città, classificandole per gusto, sapore e valore energetico. Il tutto con l'aggiunta di racconti e interventi di ospiti che hanno provato di persona a vivere procurandosi quanto serve direttamente dall'aiuola sotto casa.

Fra le erbe che più comunemente si possono trovare per strada c'è ad esempio il Tarassaco, altrimenti detto "dente di leone" o "soffione", un'erba apprezzata fin dall'antichità per le proprietà curative, molto usata in Piemonte (dov'è conosciuta come "girasole"), ingrediente principale delle torte pasqualine. Del Tarassaco, fra l'altro, non si butta niente: dopo la parte verde, i fiori gialli si sposano alla grande con i risotti e i dolci. Ed è un'erba spontanea anche la Porcellana, ortaggio selvatico infestante che per crescere sceglie le fessure fra asfalto e marciapiedi: ha proprietà diuretiche e depurative, oltre a trasformarsi in un ottimo ingrediente per insalate, minestroni e frittate. Per finire con il finocchio selvatico: pianta spontanea può raggiungere i due metri di altezza e di cui ancora una volta pare sia tutto da mangiare.



Fra le ricette più consigliate da "Eat your sidewalk" spicca la zuppa di Romice, altra erba spontanea questa volta simile alla lattuga (va fatta bollire perché perda il gusto un po' amaro), che ben si sposa per accompagnare funghi saltati in padella, ad esempio. Imperdibili le bruschette al pesto di erbe, ovviamente dopo averle raccolte, cotte e frullate, e gli involtini con foglie di aceri e tigli: sono ricchi di vitamine e crescono in abbondanza nei parchi cittadini.

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