Fats and Furious

| Poco sport e tanto cibo, alcool compreso: secondo "Eat bacon, don't jog", le curiose teorie di un americano, è possibile perdere peso abbuffandosi

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Di Davide Cucinotta

Quanti stanno ancora combattendo con i kg di troppo, lasciati come pesante eredità delle feste, concedendosi a malapena insalatine scondite come penitenza per le tavolate natalizie? Secondo le statistiche tanti, tantissimi. Bene, per chi vive con questa angoscia le settimane che precedono le vacanze, sono in arrivo ottime notizie: a portarle è un certo Grant Petersen, 60 anni, californiano di Walnut Creek e di professione designer e titolare della "Rivendell Bicycle Works", ma a tempo perso fine pensatore e mangiatore seriale. Un americano tipico, insomma.

Autore di tre libri, sta facendo parlare di sé con il più recente, un trattato sul cibo che sembra voler mandare al tappeto le teorie che vogliono per vera l'infallibile equazione se vuoi dimagrire mangia meno e sano. Seguendo una serie di curiose abitudini alimentari che ha applicato alla propria personcina, mister Grant afferma che è possibile perdere peso senza rinunciare a nemmeno una delle cose che notoriamente fanno ingrassare. Tutto messo nero su bianco nel suo volume, "Eat Bacon, don't jog", pressappoco mangia bacon e dimentica l'attività fisica. Ennesima prova alle teorie "low carb-high fat" che iniziando a farsi strada con insistenza negli States.

Il volume, che ha ridato speranza agli stomaci forti americani, va a ruba, perché spazza via quasi del tutto frutta, verdura, integratori e barrette concentrandosi su quanto di più insalubre ci sia, almeno all'apparenza. Il consiglio è di alternare pasti con cadenza di 6 ore ad altre 18 di digiuno completo, concedendosi non più di 50 grammi di carboidrati al giorno. Ma fidatevi, le privazioni finiscono qui.

Per colazione, ad esempio, i suoi consigli sono una bella tazza di caffè addolcito con tre o quattro corpose cucchiate di zucchero, burro chiarificato, panna e olio di cocco per accompagnare bacon e almeno tre sane uova. Altro che croissant al sapore di cellophane.

Ammette l'insalata, il buon Grant, ma solo quella a foglie scure, e mostra una certa passione per le uova, di cui consiglia di utilizzare solo il tuorlo e non l'albume, secondo lui erroneamente considerato portatore di colesterolo e di intasamenti arteriosi. Da riscoprire, sempre secondo Petersen, sono la noce di cocco, con basso contenuto di carboidrati e straordinaria fonte di energia, lo yogurt, lasciando perdere quello greco, troppo filtrato, la carne, l'avocado, le noci di macadamia e il pesce, inteso come salmone, sardine, aringhe, acciughe e crostacei.

Poi arrivano i veri colpi di scena, quelli che nessuno si aspetta. Per cominciare il consiglio di bere alcolici - non tutti, sia chiaro - solo quelli veri come whisky, gin, rum, tequila, scotch e vodka, perché non contengono traccia di carboidrati. E da lì giù dritti con la mannaia, al contrario, verso la frutta, troppo trattata chimicamente per essere veramente utile alla salute. Lasciando proprio alla fine il vero clou della dieta di Grant Petersen: fare un po' di sport va bene, ma con sessioni brevi e volendo intense. Il jogging del mattino non serve assolutamente a niente: tempo perso in attesa che arrivi l'ora per una nuova dose di bacon.

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