Il pizzaboy del futuro

| Si chiama DRU e ha una gobba che da una parte riscalda e dall'altra raffredda: dite addio al ragazzo delle pizze, arrivano gli androidi

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Di Davide Cucinotta

In Italia, secondo il censimento più recente, se ne aggirano circa 155 ogni 10 mila abitanti: non si parla di libri, perché quelli forse sono anche meno, ma dei primi esemplari di un'invasione silenziosa e a tratti inquietante. Si tratta di robot, gli umanoidi di cui pare noi italiani nutriamo grande passione e che ormai sembrano sempre più capaci di sostituire il genere umano in qualsivoglia mestiere. Alle più recenti fiere dedicate alla robotica, hanno stupito tutti "RoDyMan", un robot pizzaiolo che non pretende mai la pausa sigaretta, e "TOMM", un suo simile questa volta capace di controllare tonnellate di arance scartando quelle non degne di finire sul mercato.

Non c'è da stupirsi: "Amazon", il colosso dell'e-commerce, è in attesa del via libera dalla "Federal Aviation Administration" per dare il via al servizio di consegna a domicilio tramite droni, mentre in alcune grandi metropoli stanno diventando normalità locali che hanno sostituito i camerieri con altrettanti droni che consegnano caffè e brioche senza farsi distrarre da nulla. L'ultima tappa dell'invasione volante, al momento, sta andando in scena in Nuova Zelanda, dove "Domino's Pizza", altro colosso americano dedicato alle pizze a domicilio sbarcato anche in Italia, sta ultimando i test di "DRU", acronimo di "Domino's Robotic Unit", un androide dall'aria anche simpatica derivato da una tecnologia militare applicata al piatto più pacifista e popolare che c'è: la pizza.

DRU è alto circa 90 cm, funziona a batterie, viaggia a 20km/h, ha un'autonomia operativa pari a circa 20 miglia e sulla "gobba" ha due scomparti: uno per tenere al caldo le pizze, l'altro refrigerato, per le bibite. Ma DRU, grazie alla presenza di numerosi sensori laser, è in grado di calcolare il percorso più breve ed evitare gli ostacoli senza fermarsi mai, perché il suo compito è consegnare le pizze più velocemente possibile, costi quel che costi.

Un vero gioiellino della tecnologia che può portare fino a 10 pizze contemporaneamente, programmato per lasciare ai clienti solo l'impegno di digitare il proprio codice, rilasciato al momento dell'ordine, sufficiente perché si apra esattamente il vano che contiene pizze e bibite richieste. E non è neanche la prima volta che "Domino's Pizza" conquista gli onori delle cronache per qualche trovata futuribile. Un paio d'anni fa ha tentato di lanciare un assistente virtuale, sull'idea di "Siri", il celebre assistente vocale della "Apple", che guidava nella scelta della pizza "autocostruita", mentre lo scorso anno è stata la volta di ordini via sms, con le pizze trasformate in semplici e chiarissimi emoij.

DRU, tornando al presente, è stato presentato ufficialmente a Wellington, una delle città che maggiormente sta puntando sullo sviluppo delle nuove tecnologie. Se tutto va come deve, per il prossimo autunno è previsto l'avvio della produzione e di seguito quello dell'ingresso del robot-pizzaboy nel traffico cittadino del mondo intero.

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