Grillini sull'orlo di una crisi di nervi

| Dall'effetto Ping di Di Maio, passando per la laurea falsa del portavoce Valli, al finto intervento del senatore Paglia. E poi la Castelli zittita dalla Fornero, l'evergreen Toninelli, Casalino e un infelice Grillo su Macron

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Sono giorni neri per i grillini. L’ideologo del movimento, il pensatore, il comico Beppe Grillo, a proposito di un possibile esaurimento nervoso del presidente della Francia, Macron, afferma che “si sono esaurite le pile del vibratore”. Non c’è che dire, uno stile e una classe veramente invidiabile. Non fa certo rimpiangere Einaudi, Salvatorelli, Benedetto Croce, Salvemini, il cui pensiero, rispetto a Grillo, appare oggi debole e superato dai vaffa day.

Beppe tace invece su un altro possibile stato di disagio, quello della sua creatura prediletta, Luigi Di Maio, Il ministro “del lavoro” che vuole chiudere cantieri già avviati e che teorizza invece un reddito di cittadinanza che sa tanto di un regalo agli elettori a cui, il lavoro, quello vero, proprio non interessa. Gigino chiama il presidente cinese, l’uomo forse più potente del mondo, con il nome sbagliato, e per due volte sotto gli occhi atterriti dei funzionari della Farnesina. Il filosofo Grillo ha poi taciuto quando Di Maio ha “eliminato la povertà”, arringando la folla, cioé i parlamentari M5S, dal balcone di Palazzo Chigi. Ha taciuto quando una manina ha infilato il condono per gli abusi di Ischia, ha taciuto ancora quando il “vice-premier” è tornato da Il Cairo sostenendo che il presidente Al Sisi gli aveva detto che il povero Regeni “E’ uno di noi”.

Ha taciuto quando il fuoricorso di Pomigliano D’Arco s’è scagliato contro Draghi, contro la UE, contro tutto il mondo che non la pensa come lui. D'altra parte, da un comico non potevano che nascere altri comici, che purtroppo se la ridono sulle macerie del Paese. Come il senatore Sergio Puglia, memorabile per la sua simulazione di un discorso in aula, tra le risate di tutti i presenti. Niente neanche sul portavoce dei grillini nel Parlamento Europeo, tal Marco Valli che vantava una laurea in economia alla Bocconi, mai avvenuta. Dopo anni il team Casaleggio se n’è accorto e Valli si è autosospeso. Silenzio sulle intemerate del “vice ministro” del Mef Laura Castelli, zittita dalla Fornero, dall’ex ministro Padoan mentre dimostrava la più sorprendente impreparazione sui complessi temi che via via cercava di affrontare, tra risate amare e mani nei capelli. Si rimpiangono le “scie chimiche”, pezzo forte di un paio di parlamentari grillini onirici, perché oggi questa gente ha in mano le sorti del Paese. Silenzio sul tunnel del Brennero inaugurato dal ministro capelluto Toninelli, quello delle risate da Vespa, sullo sfondo del ponte crollato di Genova. Niente sul nuovo audio di Casalino, dove segnala di detestare anziani e disabili.

L’ultimo baluardo è la Lega. In camera caritatis sono sconvolti di avere a che fare con questa banda di fenomeni ma continuano a ripetere come un mantra: “Il governo durerà cinque anni, non fatevi illusioni”. Intanto sono già quattro e mezzo. Ma non si capisce se è una promessa o una minaccia.

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