Auto, ancora furti di domotica

| Marchi di lusso nel mirino dei ladri hi-tech a Torino e dintorni

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Lo stile è quello degli Anni 70, il bottino è hi-tech. La domotica, cioè la parte elettronica più sofisticata di auto di lusso ma ormai anche di alcune utilitarie, sono oggetto di continui e devastanti raid. Tanto da causare un rallentamento delle riparazioni da parte delle case automobilistiche. Per entrare nelle auto e impadronirsi della demotica di borda bastare spaccare un vetro, generalmente il posteriore, poi - in meno di 20 minuti - viene smontata l'intera plancia, infine volante, display, navigatore, air bag, cavi di cablaggio e circuiti.

ULTIMO RAID A TORINO NORD

Dopo via Cossa, il 24 marzo, poche ore fa quattro colpi in una notte nei dintorni dell'ospedale Giovanni Bosco, Torino Nord. Nel mirino Bmw, Mercedes, Jeep ma anche la Panda. Un quinto caso, ai danni della Bmw di un primario, è fallito solo perché i "tecnici" sono stati disturbati da qualcosa o da qualcuno. Avevano già infranto i cristalli. Se sei fortunato, il ladro è un professionista che ha sostenuto un corso per imparare non solo a smontare le parti elettroniche ma anche a selezionare gli elementi più costosi e dunque ad agire con perizia e strumenti adatti; invece, con uno sprovveduto alle prime armi, i danni possono essere ancora più gravi, talvolta irrimediabili. Usano seghe elettriche e flessibili; scardinano, spaccano e tagliano con cesoie e trapani. L'ondata di furti manda in tilt il complesso sistema dei ricambi, provocando così lunghi stop. Sino a ieri erano prese di mira le vetture di lusso, oggi nel mirino di questi esperti cacciatori di centraline, navigatori, micro-chip, detonatori per gli airbag, chip degli u-connect, ci sono finite pure le utilitarie più vendute e diffuse. 

"TROVARE LE CONTROMOSSE"

Paolo Bollero, amministratore delegato di Autocrocetta, spiega che i concessionari sono "vicini ai clienti che, in sempre maggiore numero, subiscono i furti. Ma siamo in contatto con polizia, carabinieri e Finanza per studiare le possibili contromosse. Ormai anche i sistemi di geo-localizzazione rischiano di diventare quasi inutili. I ladri sono più interessati ai ricambi che alle auto stesse. Sono danni importanti, intorno ai 15 mila euro, con assicurazioni sempre più restie e coprire i danni, se non con pesanti franchigie". Oppure con disposizioni sempre più impegnative, come l'obbligo di custodire le auto in garage. Molto ricercati i microchip delle connessioni internet inserite nella plancia. Servono anche a realizzare circuiti per clonare le carte di credito e depredare così i bancomat. Le memorie potrebbero contenere i dati del banking on line, le password delle carte di credito, altri innumerevoli dati sensibili, comprese mail, video, immagini e copie di conversazioni in chat. E poi i preziosi circuiti della domotica più avanzata, dai sistemi che azionano gli air-bag, sino ai micro-detonatori inseriti nei palloni. 

L'ANIASA: "DANNI RILEVANTI"

Le grandi aziende del settore noleggio, aveva denunciato nn troppo tempo fa Giuseppe Benincasa, segretario generale di Aniasa, l'associazione di categoria, sono costrette a spendere milioni di euro per il ripristino. E i singoli noleggiatori, colpiti più volte, rischiano di sospendere l'attività. Il mercato dei ricambi, clandestino e parallelo, assorbe in poche ore il materiale rubato. Finito il prelievo, viene incapsulato in un velo di plastica che lo mantiene integro. La vendita è generalmente on-line, quando non entra nel circuito delle carrozzerie gestite, caso purtroppo non infrequente, da ricettatori.

VENDITA ILLEGALE ON LINE 

Ci sono siti, nel dark web, specializzati in questo tipo di offerte. I costi, rispetto agli originali, sono dimezzati, la richiesta altissima. Si può persino pagare in bitcoin, la moneta virtuale. In alcuni annunci in rete, il messaggio è chiaro: "Causa incidente, vendo navigatore…". Le centrali del racket sono localizzate nell'Est Europa ma la complicità con la malavita italiana è provata dalle ormai decine di indagini. Si occupa di pianificare i furti, a russi e romeni l'organizzazione la rete globale di distribuzione.  I marchi automobilistici più nel mirino sono Bmw, Mercedes, Audi, Vw, Jeep, Jaguar e Volvo. In alcuni casi, è stata smontata tutta la plancia, compresi contachilometri e strumenti collegati. In altri, spariti pezzi meno pregiati. Come fari, portiere, cerchi in lega, elementi specifici dei motori. Qui c'è lo zampino del carrozziere-ricettatore. Ha un'auto da riparare, gli serve una parte del materiale da sostituire e lo "ordina" direttamente al racket. Truffando così clienti e assicurazioni.

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