Sondaggi ad Alta Velocità, No Tav "non pervenuti"

| Il movimento si "dimentica" di 48 trivellazioni in pochi mesi utili per il nuovo progetto della nuova linea

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Quarantotto sondaggi per il nuovo progetto della linea ad alta velocità Torino-Lione, nei Comuni di Rosta, Buttigliera, Rivoli, Rivalta, Orbassano, Beinasco e Grugliasco, sono stati portati a termine in poco più di un anno senza tensioni, incidenti o scontri tra forze dell'ordine e attivisti No Tav. Sette anni fa lo scenario era molto diverso: per effettuare un sondaggio era necessario militarizzare l'area per giorni e gli incidenti, anche gravi,  erano quasi una costante. Oggi non è successo assolutamente nulla. Niente blindati e polizia in assetto anti-sommossa, nessuno s'è fatto male, né tra i contestatori, né tra le forze dell'ordine, con un risparmio, sul costo dell'ordine pubblico, notevole. L'opposizione alla linea è diventato solo un caso politico, ci sono sempre i favorevoli e i contrari ma zero violenza. 

"Servono per tutelare l'ambiente"

Le trivelle hanno sondato i terreni per progettare poi il tracciato definito della nuova linea. "C'è stato un processo di demonizzazione - spiega il presidente dell'Osservatorio  Paolo Foietta - su questo tipo di operazioni ma in realtà questi interventi servono a verificare dove si potrà passare senza fare danni al territorio, alle falde acquifere, alle colture. In sostanza, servono anche a bloccare un'ipotesi di tracciato sbagliata o comunque a fare il progetto migliore e meno impattante per l'ambiente. Ora si passerà alla fase concreta vera e propria, condividendo ogni passaggio con tutte le amministrazioni interessate". 

Presidi No Tav pacifici
Solo due sondaggi,  a Rivalta e uno al confine con Rivoli sono stati oggetto di presidi No Tav ma, anche in questo caso, pacifici; gli attivisti si sono limitati a diffondere documenti e ad effettuare una vigilanza simbolica, senza infastidire gli operai e i tecnici. Erano presenti anche alcuni amministratori M5s, che hanno video-filmato le trivellazioni in corso per poi esprimere a livello politico la loro contrarietà ai lavori. In un terzo caso, la polizia aveva individuato alcune persone con precedenti per scontri in Val Susa ed è stato deciso di sospendere il cantiere per quel giorno. Per poi riprenderli l'indomani, di nuovo senza alcun tipo di contrasto. "Credo siano segnali di grande importanza per tutto il territorio piemontese, il segno tangibile che una stagione di violenze è finalmente finita", conclude Foietta. La questura aveva disposto comunque una serie di misure di sicurezza di routine, con personale in borghese. Non c'è stata una sola denuncia per contrasti con residenti o attivisti. Un successo anche per le forze dell'ordine che hanno gestito una fase potenzialmente delicata senza dover ricorrere, come in passato, ad azioni repressive.

Rassegna Stampa
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