Aston Martin Vantage, piccola e affamata

| Ha fame di asfalto e fretta di ripetere il successo della prima generazione, rimasta in pista più di un decennio. I numeri, d'altra parte, ci sono tutti, a cominciare dai 314 km/h di velocità massima

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Di Davide Cucinotta
Sarà il fascino dei muscoli, che parlando di auto valgono quanto nella vita reale, ma la "Vantage" ha sempre avuto una vita semplice e fortunata. E pensare che nasce nel 2005, su design di Henrik Fisker, addirittura come la piccola di famiglia, il modello entry level di Aston Martin, il marchio britannico più amato dagli agenti segreti.

Il segreto - che segreto non è - sta tutto in due punti fermi: linee mozzafiato e prestazioni da urlo. Quanto basta per renderla da sempre una temibile concorrente della Porsche 911 e spingerla verso la soglia di 22mila esemplari messi insieme in una carriera insolitamente lunga, nella media automobilistica.

Un mix di ragionamenti, numeri e pensieri che spalanca le porte alla nuova Vantage, insieme alla sorella DB11 primo modello nato dalla gestione italiana di "Investindustrial", fondo della famiglia Bonomi che dal 2012 controlla il marchio.

Basta guardarla, la nuova Vantage, per capire che di cuori ne infrangerà ancora tanti: una coupé compatta, lunga 4,46 metri, con una linea ruggente, che riesce perfettamente a traghettare le tradizioni del passato stilistico anglosassone in una cifra che trasuda energia. Un look che non è immagine, ma funzionale alla necessità di tenere la bestia incollata a terra attraverso un largo uso di sfoghi e diffusori. 

Un po' a patti con la territorialità bisogna scendere sbirciando sottopelle, visto che buona parte della tecnologia è di fattura tedesca: ad esempio il propulsore, un V8 4 litri biturbo marchiato Mercedes-AMG con 510 CV e 685 Nm di coppia massima, accompagnato dall'automatico a otto rapporti con convertitore di coppia, che alla faccia dell'entry level portano la Vantage sulla soglia dei 314 km/h, con accelerazione 0-100 in 3,7 secondi. Come da tradizione del marchio di Gaydon, la piattaforma è in alluminio, la stessa della DB11, anche se rivista al 70%, che contiene il peso in appena 1.530 kg, perfettamente divisi fra i due assi. Nuove le sospensioni attive Skyhook e il differenziale posteriore elettronico dotato di Dynamic Torque Vectoring, che rendono possibili ed efficaci tre diverse modalità di guida: Sport, Sport Plus e Track.

In Italia la vedremo entro i primi tre mesi del prossimo anno, accompagnata da un listino che parte da 160mila euro.

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