“Futurista”: the Lancia Delta reloaded

| Venti esemplari a 300mila euro ciascuno: è l’unico limite di un’idea della Automobili Amos, azienda che ha voluto ridare la passerella alla leggenda dei Rally

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“Questo non è un comunicato stampa e Automobili Amos è un’azienda seria che non si prende sul serio. Oggi tutti vogliono i numeri. Quanto pesa? 1250kg. Bene. Quanti Cavalli ha? Circa 330. Fantastico. Quanto costa? Circa 300.000€. Cara.

Ma come mai nessuno mi ha chiesto “perché Eugenio?”. 
Nessuno mi ha chiesto spiegazioni. E io non capisco. Alla fine i numeri contano davvero poco in questo contesto. Perché qui si parla di euforia, di passione, di nostalgia
, e queste sensazioni non si misurano in numeri. 

E quindi, perché?

Be’, quest'auto per me significa molto. È la mia visione romantica in un mondo troppo asettico, troppo veloce, che corre superficiale ed intangibile come il vento. Quest’auto significa che mi sono stufato del mondo dell’automobile prima come cliente che come costruttore. 

A me manca un mondo, forse idealizzato, in cui c’erano l’uomo, i valori e la sostanza
 al centro del prodotto. Quindi la mia auto è pura, analogica, grezza ed essenziale. È servito tanto lavoro da parte di persone estremamente talentuose, per eliminare tutto il superfluo e portare alla luce solo ciò che conta davvero per me. 

Ho scelto la Delta perché è l’auto che mi ha fatto innamorare delle auto. Avevo 7 anni. E mio papà aveva una splendida Giallo Ginestra.
 Io non so perché ma mi sentivo speciale. Quei ricordi sono fatti di odori,
 di tatto morbido d’Alcantara, di suoni confusi. Questo cerco in un auto. Questo offro. Offro ciò che mi piace. Anche se è fine a se stesso o apparentemente inutile”.

È con queste parole, riportate fedelmente, Eugenio Amos ha scelto di accompagnare il debutto in società della “Futurista”, la sua interpretazione della leggendaria Lancia Delta, modello piantato nel cervello di chiunque abbia vissuto gli anni d’oro dei rally e le epopee dei piloti che fecero le imprese. L’occasione, il sofisticato appuntamento del “Grand Basel”, prima edizione di un salone dedicato alle auto passate, presenti e future, purché “top of the range”.

Canadese con sangue italiano, 32 anni, marito di Margherita Missoni, una delle eredi della celebre dinastia di moda, pilota per passione su due e quattro ruote, Eugenio Amos è la benzina ricca di ottani della “Automobili Amos”, azienda che si è messa in testa l’idea meravigliosa di riportare sulle strade un vero mito delle corse. Amos è partito da una Delta Integrale del 1989, e a forza di modifiche tira fuori il sogno di quand’era un bambino: la Lancia Delta “Futurista”. Non è esattamente una passeggiata: in mezzo c’è un gran lavoro di fino, con interventi sostanziosi per inserire fibra di carbonio ovunque fosse possibile: paraurti, calandra, parafanghi anteriori, alettone, estrattore, minigonne e cofano. Purissimo acciaio, al contrario, per rinforzare dove serve: scocca, roll-cage, bracci delle sospensioni, fiancata e parafango posteriore. Per finire con l’alluminio, usato per sospensioni, cerchi, montante posteriore e supporti della barra antirollio.

Poi l’elettronica, che ai tempi non c’era quasi e che Amos ha voluto sotto forma di una centralina motore “motorsport”, una per la gestione degli ammortizzatori ed una per il sistema key-less. Ma il vero piacere, ne siamo certi, arriva con i 330 CV del kit di potenziamento del motore di “Autotecnica”, aiutato nel lavoro da intercooler, radiatore e impianti di scarico maggiorati. L’imperativo, per quanto possibile, era risparmiare quanto più possibile i pezzi originali, compreso il cambio, rinforzato anche quello.

Ma la Delta Futurista è destinata a restare un sogno per pochi: 20 esemplari, in vendita a 300mila euro. Sognare costa.

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