La regina che piace ai re

| Settima generazione per la Rolls-Royce Phantom, sempre più lussuosa e pronta a diventare ogni volta un modello unico, creato secondo esigenze e capricci di una clientela a cui non si può dire no

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Di Davide Cucinotta
Avviso a capi di stato, attori, sportivi, rock star e/o ricchissimi per grazia ricevuta: la nuova Rolls Royce Phantom è tra noi. Anzi, tra voi.

È vero, questa è roba riservata a pochi, pochissimi, ma val la pena ugualmente scoprire da vicino la settima generazione di un modello icona del marchio inglese - oggi di proprietà della BMW - perché al di là delle quisquiglie legate al 730 precompilato, ogni Rolls rappresenta un vero monumento all'auto, la più alta espressione del lusso, della tecnologia e dell'esclusività. Come ha ripetuto di recente Torsten Müller-Ötvös, A.D. di Rolls-Royce Motor Cars, "Fin dal suo debutto nel 1925, la Rolls-Royce Phantom è stata la scelta preferenziale degli uomini e delle donne più influenti e potenti al mondo. Ora si apre un nuovo capitolo, in cui la nuova Phantom è un'opera d'arte che soddisfa i desideri di ciascuno dei nostri clienti".

Architecture of Luxury

Perfino la tecnologia sottopelle, qui, si alza di livello. Un esempio: la nuova Phantom adotta una nuova piattaforma modulare creata per poter ospitare i prossimi modelli di Ghost, Dawn, Wraith e perfino il "Cullinal", progetto in fase avanzata del primo Suv con lo "Spirit of Ectasy" sul cofano. Bene, la piattaforma non ha una sigla o un codice, ma un nome ben preciso: "Architecture of Luxury". È proprio questo il punto cruciale: è il nuovo percorso intrapreso da RR per ottimizzare l'infilata di progetti a cui lavora senza sosta, con l'unico scopo di mantenere il brand amato dai reali di tutto il mondo sulla cima dei desideri di chi può. Il telaio, la Architecture of Luxury, non è altro che la base di partenza per accontentare clienti che a quei livelli di ionosfera automobilista amano esagerare: una piattaforma più rigida del 30%, va bene, ma più che altro pensata per portare all'estremo il "tailor made", la personalizzazione sartoriale che significa la certezza di avere un modello unico e irripetibile.

Per cominciare, è proprio la piattaforma ad aver permesso un traguardo notevole: ridurre al minimo sindacale le giunture, per lasciare qualcuno nel dubbio che la carrozzeria esca da un unico stampo in alluminio, come le macchinine giocattolo.

Dentro e fuori

La Phantom anno di grazia 2017 si evolve nel design, che pur restando vicino ad aggettivi come "monumentale", ha significato la completa riprogettazione di ogni minimo dettaglio, perché su certe cose non si scherza. L'enorme griglia anteriore sale rispetto al passato, e i gruppi ottici - dalla forma classicheggiante - ospitano la più moderna tecnologia disponibile, quella a laser.

Le ruote sono quattro - da lì non ci si muove - ma sterzanti, accompagnate da sospensioni autolivellanti pneumatiche con doppio triangolo anteriore e multilink dietro, e dal nuovo sistema "Flagbearer", due telecamere che controllano lo stato del manto stradale e adattano la risposta dell'assetto, per rimarcare ancora una volta il concetto di "Magic Carpet Ride" caro allaa Rolls-Royce.

Mantenere la privacy dei notabili passeggeri significa anche lavorare di fino sui materiali fonoassorbenti, per isolare i timpani reali dai rumori della strada: 130 kg di alluminio in strati e gli pneumatici "Silent-Real" riempiti di schiuma assicurano un silenzio da fondo oceanico.

L'immensità del cofano ospita comodamente un inedito V12 biturbo da 6.75 litri, con 571 CV e 900 Nm di coppia massima. Il cambio è un automatico ZF a otto rapporti ma fornito di SAT (Satellite Aided Transmission), un sistema che ottimizza la cambiata valutando le informazioni fornite dal navigatore satellitare.

Grande lavoro per l'architettura dell'impianto elettrico, imponente anche quello perché costretta ad assicurare l'energia necessaria a un'infilata di sistemi di assistenza alla guida: l'Active Cruise Control, il warning collision, pedestrian e cross-traffic, il lane departure, il lane change warning, l'Alertness Assistant, il sistema perimetrale con quattro telecamere, il Night Vision (con Vision Assist ed head-up con display a colori).

L'interno? Quello è il regno dell'enfortless elegance, dove qualsiasi cosa presente è personalizzabile e pronta a declinarsi in uno spazio lounge, una suite o un ambiente da top class. Un po' come la plancia, chiamata "The Gallery": un monolite in vetro temperato disposto ad ospitare pelle, legno, oro, porcellane o addirittura chiedere al proprio artista preferito di metterci mano creando qualcosa appositamente.

Red Carpet
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