Mitsubishi Eclipse Cross: il Suv delle stelle

| Qualche giorno fa ne ha conquistate ben cinque nei rigidi test EuroNCAP, dimostrando di strizzare l'occhio alle famiglie e ai piaceri dell'off-road. Cinque anche gli allestimenti, per un solo motore, per adesso

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Di Davide Cucinotta
In comune con la prima Eclipse, la coupé Mitsubishi nata nel 1989 e prodotta per oltre vent'anni, ha solo il nome e lo stile sportivo e aerodinamico della carrozzeria, perché la "Eclipse Cross" cambia addirittura destinazione d'uso, infilandosi in quello dei Suv di dimensioni compatte dell'affollato del segmento C.

In realtà c'è molto di più: è il giro di boa per la nuova esistenza del marchio Mitsubishi, entrato nei territori dell'alleanza Renault-Nissan e con questo in una sinergia di scala che porterà soluzioni ibride ed elettriche, alzando il prestigio fino all'obiettivo dichiarato di entrare nella cerchia dei marchi Premium. Ma per farlo, serviva un traghetto efficace: la Eclipse Cross, per l'appunto.

Una sfida che parte da uno stile coraggiosamente estremo, pensando alla produzione Mitsubishi, che attraverso il "Dynamic Shield" tenta di rileggere i canoni stilistici più attuali della categoria: frontale di grande impatto e posteriore diviso su due livelli, muscolatura in evidenza sui fianchi e linee affilate, tagliate di netto. Il tutto in 4,4 metri di lunghezza (1,8 di larghezza e 1,68 di altezza, con 2,67 m di passo), per occupare il gradino ancora libero fra ASX e Outlander, due compact crossover che dalla Eclipse Cross distano pochi centimetri, finora chiamati a difendere come possono il marchio nella battaglia dei Suv. Ad aspettare la nuova nata ci sono Kia Sportage, Toyota C-HR e almeno due Nissan, Qashqai e Juke. Roba che non scherza.

Importante il capitolo sicurezza, che parte obbligatoriamente dalla recentissima conquista delle 5 stelle EuroNCAP (97% protezione passeggeri adulti, 78% bambini, 80% protezione pedoni e 71% per l'urto frontale),

seguito dal meglio dei sistemi di assistenza alla guida: Cruise control adattivo con frenata d'emergenza, mantenimento corsia e segnalazione dell'angolo cieco. Telecamera posteriore, Head Up Display a scomparsa. All'interno, dove il desiderio di staccare col passato è percepibile, spiccano il pratico touch pad sul tunnel centrale che permette di azionare il display della plancia, evitando di distrarsi dalla guida alla ricerca dei comandi, e lo "Smartphone Link Display" compatibile con Apple e Android.

Cinque gli allestimenti disponibili al lancio (Invite, Insport, Intense, Instale e Diamond), su un solo motore: un 4 cilindri da 1.5 litri con 163 CV e 250 Nm di coppia, disponibile a due o quattro ruote motrici con il sistema 4WD dotato di controlli elettronici che vigilano attivamente anche sull'imbardata, seguito a breve da un turbodiesel 2.2 DiD da 150 CV. Per l'occasione, rivisto e corretto anche il lavoro del cambio a variazione continua Cvt, con sei marce (otto marce virtuali) e paddle al volante. Bagagliaio di capienza media: parte da 341 litri per arrivare a 448 grazie ai 20 cm di scorrimento dei sedili posteriori. Prezzi da 25.000 a 36.000 euro: cinque anni o 100mila km di garanzia.

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