Nuova Porsche Cayenne, regina dei Suv

| Il segmento, piaccia o meno, è nato grazie a lei. Criticata e accusata di qualsiasi nefandezza, è uno dei modelli più venduti dal marchio tedesco. Arriva alla terza generazione con molte novità di sostanza e meno di stile

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Di Davide Cucinotta

Criticata dai "porschisti" duri e puri, eletta a simbolo assoluto dello stile "cafonal-chic" e dello spreco energetico: non ha avuto vita facile la Cayenne, il primo Suv della casa di Stoccarda, nato da una joint-venture con Volkswagen e lanciato sui mercati nell'ormai lontano 2003 sotto un fuoco di fila fatto di polemiche e crociate ecologiste. Eppure, è solo merito suo (e degli 800 mila esemplari venduti in 14 anni di carriera) se il mondo dell'auto ha intravisto un segmento capace di dare respiro alla crisi, oggi affollato da un parterre di principesse che mirano al trono.

La terza generazione della Cayenne, svelata in anteprima strategica a pochi giorni dal Salone di Francoforte, sembra ricalcare una teoria piuttosto cara al calcio: squadra che vince non si cambia. Sia chiaro, la nuova versione del Suv tedesco è totalmente rinnovata, a cominciare dall'adozione della piattaforma PL73, condivisa con altri best-seller come Audi Q7 e Bentley Bentayga, ma lo styling - per quanto rivisitato - non osa più di tanto, preferendo ancorarsi ai punti focali che l'hanno resa un vero successo mondiale piuttosto che pensare allo spettacolo. Questa volta si accenna, quasi sussurrando, alla sportività, con le prese d'aria anteriori che crescono in vistosità e per la prima volta cerchi e pneumatici posteriori più larghi, come sulla 911, vera icona del marchio tedesco.

Messa a dieta, la nuova Cayenne perde 65 kg rispetto alla generazione precedente (grazie all'utilizzo di un mix di lega e acciaio), ma aumenta leggermente le misure (4.918 mm di lunghezza, 65 in più) e la capacità del bagagliaio, che parte da 770 litri, più 100 rispetto al passato.

La novità è rappresentata dall'asse posteriore sterzante (già visto sulla Panamera), che accompagna la trazione integrale attiva di serie con scelta fra quattro modalità per affrontare fango, sabbia, sterrati, roccia e asfalto, ovviamente, più il "4D Chassis Control", le sospensioni pneumatiche ed il "Dynamic Chassis Control", sistema elettronico che stabilizza gli effetti del rollio. Il corposo pacchetto di assistenza alla guida include visione notturna con telecamera a infrarossi, avviso cambio corsia, rilevamento cartelli stradali, assistenza al traffico e al parcheggio, cruise control attivo. È il risultato di un sottile lavoro di raffinata elettronica, per trasformare ogni viaggio in puro piacere di guida, concetto che si esalta nella sempre maggiore interazione fra uomo e macchina. L'esempio, passando agli interni, è l'Advanced Cockpit, cuore della strumentazione, con touch screen full HD da 12,3" e sistema "Porsche Connect Plus" che spalanca le porte della connessione in rete, sfruttata a piene mani a cominciare dal navigatore satellitare, con info sul traffico in tempo reale.

Il piacere, quello vero, si rende palpabile quando è ora di palare di motori e prestazioni: due, per adesso, le unità previste, il 3.0 sei cilindri turbo da 340 CV ed il 2.9 V6 biturbo da 440 CV della Cayenne S che arriva a 265 km/h, con l'opzione del pack "Sport Chrono". Cambio automatico Tiptronic S a otto rapporti.

A completare la gamma ci penseranno altri propulsori, compreso l'ibrido plug-in, soluzione che a Stoccarda è molto sentita, in vista del 2019, anno in cui è annunciata la prima Porsche full-electric. All'appello mancano solo i prezzi: da 78.000 euro alla versione "S", in vendita a poco più di 95.000.

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