Opel Grandland X, il suv made in Europe

| Passaporto tedesco e cuore francese per il secondo simbolo dell'acquisizione di Opel da parte del Gruppo PSA. Un pragmatico crossover di fascia media, creato per mettere d'accordo molti fronti, a cominciare dal prezzo

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Di Davide Cucinotta

Basta una lettera, la "X", per rendere visibili i primi fuochi dell'acquisizione che sembra nata per fare felici i papaveri della UE, quella dei tedeschi di Opel, passati nelle mani dei francies del Gruppo PSA. Ci fosse anche qualcosa di italiano e un pizzico di Spagna, la soddisfazione a Bruxelles sarebbe ai massimi.
La Grandland X è il secondo modello in ordine di apparizione dopo la sorellina Crossland X, lanciata a presidiare il segmento B così come a lei tocca lo stesso compito, ma nella fascia superiore - la "C" - dove veleggiano le medium cars che le tendenze danno in forte crescita.
Per il debutto ufficiale della Grandland X bisogna aspettare il Salone di Francoforte, uno degli appuntamenti topic per il mondo dell'auto, in programma il prossimo mese di settembre. Ma il sintomo di un grande e raffinato lavoro, combinato su una piattaforma francese e sancito dalla tipica impronta stilistica del marchio tedesco, c'è tutto e dà carattere ad un suv senza fronzoli, chiaro e schietto.


I centri stile hanno giocato sul filo dei centimetri e delle linee, creando una sorta di effetto ottico che stupisce: la Grandland X sembra decisamente più grande di quel che è. Per carità, non che quasi quattro metri e mezzo (4,48, per l'esattezza) siano pochi, ma comunque vada, se il gioco è voluto, è perfettamente riuscito.

Animo transalpino

In realtà, dalla banca organi del gruppo francese Grandland X non utilizza soltanto la piattaforma, ma gli interi reparti meccanica ed elettronica. Così come, al contrario, in una quasi perfetta alternanza di caratteri, gli interni hanno l'impronta teutonica di Opel: chiari, essenziali, intuitivi e morbidi nelle forme. Di serie clima bizona, sensori distanza, sistema di infotainment con schermo da 7" (forse un po' piccolo),wifi di bordo, cerchi in lega e sistemi di ausilio alla guida come quello che avvisa del superamento della corsia di marcia, il riconoscimento dei segnali stradali e l'OnStar, che collega l'auto ad una centrale operativa da cui avere semplici informazioni turistiche, oppure pronta a lanciare l'allarme in caso di incidente o ancora a tenere sotto controllo lo stato di salute dell'auto. In opzione tetto panoramico e fari adattativi full led che seguono la strada.

Bipartisan la scelta dei due motori chiamati ad accompagnare il debutto sul mercato italiano (ed europeo): un benzina 1.2 turbo da 130 CV ed un diesel 1.6 da 120, già mettendo in conto l'arrivo di nuovi motori accompagnati da trasmissioni. Per ovviare alla scelta di evitare la trazione integrale, c'è il "Grip Control", che attraverso cinque diverse modalità gestisce elettronicamente la distribuzione della coppia sugli assi, assicurando piena mobilità anche in condizioni stradali difficili.

Interessante la politica di lancio creata da Opel pensando al magico tris "qualità-prezzo-contenuti" che può fare la differenza: si parte dai 26.000 euro per il 1.2 turbo benzina da 130 CV con cambio manuale decisamente ben equipaggiata, con una crescita successiva che dovrebbe essere contenuta entro e non oltre i 2.000 euro.

 

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