Polestar 1, il primo progetto del marchio di lusso di Volvo

| Un'affascinante ibrida 2+2 da 600 CV ha il compito di aprire i mercati all'ex divisione Motorsport del marchio svedese, diventato brand indipendente

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Di Davide Cucinotta
Tentazione irresistibile, per i marchi automobilistici, avere nel proprio portafoglio un brand di lusso. A tracciare la strada per primi sono i giapponesi di Honda, che nel 1986 creano "Acura" pensando al ricco mercato nordamericano. La risposta non si fa attendere: nel 1989 Toyota lancia "Lexus", acronimo di "Luxury Exportation United States", seguita a ruota da "Infiniti", declinazione lussuosa di Nissan.

Volvo, marchio svedese nel 2010 passato sotto il controllo del gruppo "Geely Automobile Holdings", nel 1996 affida al laboratorio ad alte prestazioni "Polestar" la propria divisione motorsport. È l'inizio di una collaborazione che lentamente si trasforma in un'idea diventata realtà da poco tempo: acquisire Polestar per intero e trasformarla nel proprio marchio di lusso dove far confluire ibride ed elettriche d'alto lignaggio. Una risposta secca e chiara all'incedere di "Tesla", la creatura di Elon Musk diventata una concorrenza pericolosa sulla strada dell'elettrificazione in versione luxury.

Da qui, la nascita del primo progetto sviluppato dal neo marchio indipendente: la Polestar 1. Un'affascinante Grand Torre Coupé 2+2 a due porte ibrida realizzata per oltre il 50% utilizzando tecnologie e soluzioni inedite, malgrado le ovvie tecnologie di scala rappresentate dalla piattaforma SPA di Volvo, che combina il lavoro di un 2.0 turbo da 320 CV ed un propulsore elettrico sull'asse posteriore, per un totale di 600 CV e ben 1.000 Nm di coppia.

L'asticella, a quel punto, si alza, è inevitabile: 150 km di autonomia e 160 km/h di velocità assicurati in modalità solo elettrica, ma con la possibilità di arrivare a 250 km/h dando fondo alla potenza del motore termico.

Enorme l'attenzione per i dettagli, a cominciare dagli interni, con tetto interamente vetrato e touch screen di grandi dimensioni sulla plancia. Tecnicamente, la Polestar 1 - prevista in soli 500 esemplari - nasce su telaio in fibra di carbonio, con trazione integrale e sospensioni elettroniche a controllo continuo.

Con Polestar, Volvo vuole fare molto di più: per vedere la "One" dal vivo stanno nascendo i "Polar Spaces", ma per ordinarla è necessario passare attraverso la rete, scavalcando perfino l'abitudine della caparra. Fra i pack inediti anche la possibilità di abbonamenti che includono ritiro e consegna della vetture per i tagliandi di manutenzione, con auto sostitutiva, e la tecnologia "Phone-As-Key" che permette di condividere l'auto con altre persone senza bisogno di passarsi alcuna chiave fisica.

Già annunciata per il 2019 la "Polestar 2", elettrica da segmento D, e la "3", un probabile sport utility.

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