Porsche 911 Carrera T, ritorno all'essenziale

| Rispolverata pseudo nostalgica per veri appassionati di un leggendario allestimento degli anni Settanta. Come allora, incarna l'anima più sportiva della Carrera, lasciando a terra tutto quello che non serve per aumentare le prestazioni

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Di Davide Cucinotta
Neanche un mese prima, nell'agosto del 1963, davanti ad una folla radunata al Lincoln Memorial di Washington, Martin Luther King aveva pronunciato la sua frase più celebre: "I have a dream". Parlava dei diritti civili, senza sapere che al Salone di Francoforte, poche settimane dopo, avrebbe debuttato un'auto destinata a diventare il "dream" assoluto per intere generazioni di appassionati: la Porsche 901. Un modello natoe per sostituire la gloriosa 356, ormai appesantita dagli anni, e nel giro di un paio di giri di calendario cambia nome diventando la "911", una delle icone più luminose nel firmamento ultracentenario dell'automobile.

È Ferry Porsche ad occuparsi della parte tecnica, affidando lo stile a suo figlio "Butzi" con una solida raccomandazione: mantenere l'impronta della 356, già allora una pietra miliare dell'intera produzione di Stoccarda. Fa in fretta a moltiplicarsi, la 911, che fra il 1968 ed il 1973 diventa anche la "T", abbreviazione di Touring, l'entry level della famiglia 911, con 110 CV di potenza, poco dopo portati a 130, peso contenuto, cambio manuale dai rapporti cortissimi e differenziale posteriore autobloccante.

Mezzo secolo dopo, con un lavoro svelato proprio in questi giorni, i laboratori di genetica automobilistica di Stoccarda hanno rispolverato l'iconica "T", ancora una volta chiamata a interpretare il ruolo della sorella "light" della Carrera.

Proposta con la trazione posteriore, il differenziale autobloccante e l'asse posteriore sterzante in opzione, ma con l'unica possibilità del 3 litri 6 cilindri Biturbo da 370 CV, la 911 T  ha un'anima corsaiola esaltata dallo "Sport Chrono Package" e da un assetto sportivo ribassato che rispetto alla Carrera l'avvicina al terreno di 2 cm e la snellisce di 20 kg, arrivando a quota 1.425 kg a secco. Una dieta drastica che ha richiesto interventi sui pannelli fonoassorbenti e sulla superficie vetrata, con cristalli più sottili, per arrivare perfino alla maniglia in pelle "old style" al posto di quella rigida.

Il risultato si avverte eccome: 290 km/h e da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi, di un soffio migliore della Carrera, e 0-200 km/h in 15,1, a meno di non ricorrere al cambio a doppia frizione PDK in opzione, che riduce gli 0-100 in 4,2 secondi.

Le prime consegne sono previste dal prossimo gennaio, con prezzi a partire da 111.586 euro.

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