Range Rover Velar: nel regno del touch

| Addio ai vecchi pulsanti: tutto si comanda attraverso due schermi-tablet. È la novità tecnologica più esaltante, insieme ad altre finezze, del nuovo suv con passaporto anglo-indiano, nato per esibirsi in città, ma con tanta voglia di off-road sotto l

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Di Germano Longo

Si chiamava così, "Velar" (acronimo di "V Eight Land Rover", ovvero Land Rover con un motore a otto cilindri),  il prototipo di un fuoristrada di lusso che il marchio di Solihull stava studiando quasi cinquant'anni fa. Un'intuizione vera, che sarebbe culminata con il debutto della "Range Rover", madre putativa di tutte le integrali di lusso che sarebbero venute da lì in poi.

Mezzo secolo dopo, la moltiplicazione di suv e crossover è sotto gli occhi di tutti, e Range Rover - nel frattempo diventato brand della casa madre Land Rover - ha iniziato a moltiplicarsi, mietendo successi come non si erano mai visti. Ma i mercati oggi sanno sminuzzare i vecchi segmenti di un tempo, creando di continuo nuovi spazi, esattamente come quello che Range Rover ha scelto di occupare con la Velar, modello a metà strada fra la fortunatissima Evoque e la monumentale Range Rover Sport. La linea è minimal, perfetta nelle proporzioni e nell'emozionalità di un mezzo di lusso, ma robusto e adatto perfino all'off-road spinto, per chi ha il coraggio di farlo.

Tecnicamente, Velar sfrutta la stessa piattaforma della Jaguar E-Pace, altro marchio di origini inglesi con cui è passata sotto il controllo del colosso indiano Tata. Poco meno di cinque metri (4,83, per essere esatti), composti all'81% da alluminio, con sbalzi ridotti e cerchi da 22", decretano il trionfo di un design che per strada fa girare la testa, senza compromessi. Ma visto che non basta soltanto lo stile per mettere in piedi un successo, arriva in soccorso una tecnologia che rappresenta il sofisticato know-how raggiunto da Land Rover: il braccialetto permette di aprire e chiudere le porte, le maniglie a filo che si ritraggono da sole superando i 10 km/h, i fari a led con quattro diversi livelli di illuminazione e abbaglianti laser che fanno giorno su 500 metri, ed il portellone elettrico che si apre su un bagagliaio da 673 litri, ma disposto ad arrivare a 731 abbattendo i sedili posteriori, in formazione 40/20/40.

Touch me

Poi gli interni, dove dando per buona l'ampia scelta fra rivestimenti, tinte e materiali (dall'Alcantara al rame, passando per legno e carbonio), nessun ragionamento può iniziare senza dare spazio ad una plancia inedita che oltre alla strumentazione full-digital, con head-up display, ospita il sistema "Touch Pro Duo", ovvero due schermi da 10" che racchiudono e semplificano al massimo ogni possibile comando, dando all'addio definitivo all'era dei pulsanti. Quello superiore si inclina a piacere, quello inferiore - riservato alle regolazioni della dinamica di marcia - è inglobato in una elegante consolle nero lucido. Restano volutamente al di fuori, nel tunnel, la manopola del cambio automatico ZF a otto rapporti (con comandi al volante) e la regolazione della temperatura interna. A tutto questo c'è da aggiungere una "app" dedicata, attraverso cui è possibile tracciare l'auto a distanza, conoscere il livello del carburante, avviare il motore e regolare la temperatura interna. Cablata per accogliere senza problemi i dispositivi Apple e Android, la Velar offre un impianto audio che può arrivare a 1.600 watt e schermi per i passeggeri posteriori.

In linea al resto anche le dotazioni di sicurezza, con chiamata automatica di emergenza, frenata autonoma con riconoscimento pedoni, mantenimento della corsia di marcia, controllo della stanchezza, lettura dei cartelli stradali, visione perimetrica, sistema di assistenza per agganciare rimorchi. Completano le dotazioni gli ammortizzatori a controllo elettronico, molle pneumatiche ad altezza variabile, torque vectoring e differenziale posteriore a bloccaggio attivo. Insieme alla trazione integrale permanente (Terrain Response 2 e All Terrain Progress Control), quanto basta per superare guadi fino a 650 mm e pendenze del 100%.

Motori a iniezione diretta e sovralimentati a quattro e sei cilindri: per il fronte benzina il 2 litri turbo disponibile con due varianti di potenza, 250 o 300 CV, ed il 3 litri V6 da 380 CV. Per i diesel il 2 litri Ingenium da 180 CV, in variante biturbo da 240, il 3 litri V6 da 300 CV e 700 Nm anche in versione Supercharged, con 380 CV. Quattro le versioni (Standard, S, Se e HSE), più la "First Edition", prezzi da 58.800 a oltre 100 mila euro. C'è da scommettere che sarà un successo: nei primi due giorni di commercializzazione in Italia ha macinato 300 ordini.

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