"To protect and to serve"

| Il celebre motto della polizia californiana calza come un guanto alla missione della nuova Volvo XC 40, modello luxury destinato ad entrare nella battaglia degli urban-Suv

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Di Germano Longo
C’è un mantra, a Göteborg, che si ripete uguale da oltre sessant’anni: la sicurezza. È dagli anni Cinquanta che quelli della Volvo vanno avanti imperterriti a immaginare sistemi sempre più sofisticati per salvare la pelle a chi guida. Nel 1959 con le cinture di sicurezza, comparse per la prima volta sulla PV 544, quattro anni dopo con i sedili rialzati per i bimbi, e dopo via così, scivolando lungo i decenni senza perdere di vista l’obiettivo che loro chiamano “il cerchio della vita”.

Ecco perché è giusto iniziare da qui, ancora una volta, per parlare della XC 40, l’ultima nata del marchio di Göteborg e la prima Suv compatta di lusso del marchio svedese, ma soprattutto il know-how su ruote degli sforzi svedesi per rendere sempre di più la guida un piacere e non un rischio.

La XC 40, prodotta negli stabilimenti di Ghent, in Belgio, racchiude il “Pilot Assist”, sistema di guida semiautonoma, la più recente generazione del “City Safety”, un assistente virtuale che scongiura le collisioni cittadine (magari di lieve entità ma comunque fastidiose), il “Run off Road”, che fa tutto ciò che è possibile per proteggere i passeggeri in caso di uscite di strada, il “Cross Traffic Alert”, che blocca l’auto in caso di ostacolo improvviso e una telecamera a 360° che guida nei parcheggi in spazi ridotti. Ancora? Airbag a pioggia, compresi quelli per le ginocchia di chi guida, e avviso anti colpo di sonno.

Lusso concentrato

Scendendo nel dettaglio, XC 40 va a colmare lo spazio ancora libero dei Suv compatti, un gradino al di sotto delle sorelle grandi forme XC 60 e XC 90. Lunga 4 metri e 43, alta 1,65 e larga 1,85, nasce sulla nuova piattaforma modulare “CMA” e stilisticamente rilegge i tratti somatici distintivi del marchio di Göteborg.

All’interno, eleganza, funzionalità e distinzione, un altro degli atout di Volvo, ci sono tutti. il “Sensus”, il sistema di infotainment dominato dal grande schermo verticale da 9”, e sempre meno comandi e pulsanti, ormai ingoiati dalla tecnologia per rendere tutto più fluido. Il cruscotto è digitale e accesso e avviamento non hanno più bisogno della chiave.

Un particolare destinato a fare scuola: la scomparsa degli speaker alle portiere, per poter ospitare oggetti oggi immancabili come un PC portatile. Non particolarmente ampio il vano di carico - dotato di un pratico divisorio pieghevole per evitare che gli oggetti rotolino ovunque - che parte da 460 litri per fermarsi a 1.335 tirando giù i sedili posteriori. Decine le combinazioni di colore possibili fra interni ed esterni: dalle tinte pastello monocromatiche agli abbinamenti bicolore che danno ancora più carattere.

Reparto tecnico

Cinque gli allestimenti previsti, “Base”, “Momentum”, “R-Design”, “Business” e “Inscription”, per accontentare tutti, chi cerca il trend, chi l’immagine sportiva e chi ama il lusso. Il range dei motori, tutti turbo a iniezione diretta, inizia con i quattro cilindri T5 a benzina 2.0 da 247 CV e il 2 litri diesel biturbo Drive-E da 190 CV. A primavera è già previsto l’arrivo di due motori benzina, un 2.0 litri da 190 CV e un 1.5 a tre cilindri da 156, più il diesel 2 litri da 150 CV, seguiti più avanti da una versione ibrida.

Si parte da 31.200 euro per le versioni benzina e da 33.350 per le gasolio. Curiosa la formula di acquisto alternativa studiata da Volvo: un abbonamento, simile a quello degli smartphone, che per 699 euro al mese senza anticipi mette a disposizione la XC 40 per due anni, con un massimo di 15.000 km all’anno. Dopo i 24 mesi la si può restituire, sostituire o riscattare totalmente.

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