Il food più esagerato (e caro) di Dubai

| Il portale TheRichest ha dato un'occhiata alle ultimissime proposte offerte da Dubai in fatto di food, scovando sei esagerazioni che varrebbe la pena di assaggiare, carta di credito permettendo

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Di Davide Cucinotta

È diventata una delle capitali mondiali degli eccessi, un posto dove non esiste criminalità, immerso nella Penisola Araba ma che con i paesi vicini non ha nulla a che fare. Nel 1966, quello che era un villaggio di pescatori di perle scopre il petrolio e da lì cambia volto, passando da avamposto del nulla a una sorta di Miami ben lontana dagli States. Ponti, una boscaglia di grattacieli, enormi "mall" per lo shopping e divertimenti per tutti, comprese enormi calotte in vetro in cui sciare su neve vera, ma con il privilegio di poter guardare la sabbia del deserto.

E come se non bastasse, da un lato la "Burj Khalifa", la torre più alta che il genere umano abbia mai tirato su - dall'antenna al marciapiede corrono circa 800 metri - dall'altra il "Burj Al Arab", un sette stelle a forma di vela, anzi di "dhow", l'imbarcazione tipica di quelle zone.

Insomma, quanto basta per attirare gente con valigiate di denari in cerca di esagerazioni messe lì apposta per tentare di separarli da quanta più pecunia sia possibile. Tentazioni che toccano anche il food, forte richiamo per chef stellati di tutto punto che finalmente, senza pensare alla crisi e alla recessione, possono sbizzarrirsi senza remore, preparando piatti e intingoli così pregiati da raggiungere costi imbarazzanti per chiunque. O quasi.

Cocktail

Si chiama "27.321", lo trovate allo "Skyview" del "Burj Al Arab" e nel nome spiega quasi tutto: 27 è il piano in cui vi trovate, 321 i metri del medesimo grattacielo. Alle cifre mancano solo i 6.600 euro necessari per un cocktail che mescola con whisky Macallan invecchiato mezzo secolo, zucchero e frutto della passione. Il tutto versato in un bicchiere in oro 18 carati.

Sandwich

Scacciate dalla mente l'idea del panino con la scamorza o la salamella, perché quello servito nella "Rostang Brasserie" dell'Hotel Atlantis, a Palm Jumeirah, costa circa 75 euro. In cambio si ottengono due fette di pane tostate spalmate con burro salato e una generosa grattata di tartufo nero del Périgord.

Cupcake

Lo trovate (si fa per dire) all'interno del "Dubai Mall", immenso centro commerciale, e più precisamente da "Bloomsbury", una boutique di dolci che ha nel "Golden Phoenix" il suo cavallo di battaglia. Costa 90 euro circa, è preparato con farina e burro bio, ambedue inglesi, cioccolato e cacao italiani, baccelli di vaniglia ugandesi, polvere e foglie d'oro. Ve lo servono in un piatto decorato in oro, ma non è un omaggio: non facciamoci riconoscere.

Pizza

Se capitate al "Pierchic" non chiedete la pizza della casa, come fareste in una pizzeria di Bellaria, perché la percentuale di infarto coronarico si alzerebbe notevolmente. La loro "Royal Pizza" si aggira sui 180 mila euro, sufficienti per ripagare, nell'ordine, tartufi bianchi d'Alba e neri del Périgord, foie gras di Gascony, zafferano del Kashmir, caviale Beluga marinato nel Dom Pérignon, funghi giapponesi matsutake e un paio di foglie d'oro da 60 grammi come guarnizione finale.

Gelato

Il luogo del misfatto è lo "Scoopi Café", dove la loro coppetta da passeggio (nel caso, meglio se accompagnati da guardia del corpo), si aggira sui 750 euro. Prezzo giustificato da vaniglia del Madagascar, zafferano dell'Iran, tartufo nero italiano e scaglie d'oro a 23 carati. La coppa è stata creata direttamente da Versace, e questa volta è un omaggio, insieme al cucchiaino. Che fortuna, eh?

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