Nanà: i sapori della nonna on delivery

| Nasce "Nanà Chef Away", un sito e una app da cui ordinare le specialità di alcune delle migliori gastronomie torinesi: perché l'appetito vien navigando (in rete)

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Di Davide Cucinotta

Se i giovani non vanno alla gastronomia, sarà la gastronomia ad andare dai giovani. Detto così, sembra lo sgraziato adattamento di un celebre detto proverbiale, ma in concreto è realmente ciò che si nasconde dietro al progetto "Nanà Chef Away", presentato questa mattina presso la sede dell'Ascom Torinese.

Un'idea che parte dall'antica tradizione delle gastronomie torinesi, botteghe a volte minuscole in cui da sempre basta entrare per scoprire universi interi fatti di specialità di ogni tipo, pronte da mettere in tavola. Una tradizione radicata, ma che inevitabilmente ha finito per scontrarsi con il mondo 3.0, fatto di velocità supersoniche che tolgono il piacere della spesa per lasciare il posto alla rete, croce e delizia delle nuove generazioni. Nel caso specifico, l'avvento prepotente del fenomeno "food delivery", la consegna a domicilio di qualsiasi cosa desideri la gola, da scegliere sullo schermo di uno smartphone e vedersi recapitare all'ora e nel giorno preferito. Un trend che ha letteralmente spiazzato una categoria artigianale come le gastronomie, più tarate per la dimensione del quartiere e abituate ad accontentare le signore che allungavano il giro dopo il mercato. Take away antesignani che hanno resistito fino a rendersi conto che quella clientela, per quanto affezionata, non bastava più a far quadrare i conti.

"Nanà, Chef Away" vuol essere proprio la risposta a tutto questo: il punto d'incontro fra un presente che si misura in byte e la tradizione dell'insalata russa e il vitello tonnato fatti come faceva la nonna. Per la prima volta, nel carrello virtuale di www.nanachefaway.it non finiscono piatti di ristoranti, ma porzioni di specialità preparate da una dozzina, per adesso, delle più celebri e blasonate gastronomie torinesi, selezionate con grande cura dopo una lunga fase di ricerca. Dalla "Gastronomia Rosada" di via Magenta, al "Pastificio Ferri" di corso Giulio Cesare, da "Scaiola", nel cuore della Crocetta, alla macelleria "Brezzo e Colombano", la Coalvi più antica d'Italia. E ancora "Grani di Pepe" di Orbassano, il "Pastificio Sapori" di via Mazzini e la loro gastronomia, in via San Tommaso, "Ferrero", in via Bertola, "Desiderio" di via Vanchiglia, "Pasta e Pasticci", maestri del gusto di Druento e la "Biobottega" di corso Vittorio Emanuele.

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