Nudi alla mensa

| Per la verità non è esattamente una mensa, ma un ristorante così particolare da essere sommerso dalle prenotazioni. Il motivo? Prima di entrare bisogna spogliarsi

+ Miei preferiti

Se avete in programma un viaggio a Londra e vi state già chiedendo cosa mettere in valigia, la risposta potrebbe essere nelle prossime righe: niente. È questo il "dress code" di "The Bunyady", un ristorante inaugurato nel giugno dello scorso anno nella zona sud della capitale inglese. Ma già prima che questo accadesse, l'esperimento sembrava perfettamente riuscito, visto che le prenotazioni hanno raggiunto e superato quota 46.000, costringendo a grandi attese pur di trovare un tavolo libero, malgrado l'indirizzo resti segreto, comunicato soltanto a chi prenota.

Curioso, visto che "The Bunyady" ha una particolarità che lo rende unico, o quasi: per entrare nella sala ristorante bisogna accettare di spogliarsi totalmente, ma non solo dei vestiti, anche di cellulari, tablet e qualsiasi altra diavoleria elettronica. Lì dentro non è ammesso nulla e non basta ancora, perché anche il confort è ridotto al minimi indispensabile: tavolacci e sedie in legno, posate commestibili, piatti di argilla, portate "raw" oppure cotte nel forno a legna, e candele a illuminare il tutto. Un ritorno alla natura che suona anche come un bel risparmio sulle bollette, ma anche un "vedo non vedo" utile per nascondere eventuali imperfezioni e pancette che potrebbero creare imbarazzi.

L'idea arriva da un gruppo chiamato "Lollipop Project", piuttosto noti in città per avere aperto qualche tempo fa "ABQ", un bar-caravan in cui camerieri in camice bianco da laboratorio servono cocktail molecolari. "Bunyady" è diverso, a cominciare dal nome usato per il locale, che in lingua Hindy significa "naturale" e "fondamentale", perché dal poco che trapela sarà presente una "changing room" attrezzata con armadietti che permetterà di sbarazzarsi di tutto, mentre all'interno - 42 coperti, secondo le ultime indiscrezioni, con prezzo medio compreso entro una settantina di sterline - ogni tavolo è diviso da separé e paravento in bambù, per garantire un minimo di privacy e allontanare l'idea che tutto possa finire in un allego festival della palpata.

Totalmente ignudo anche il personale, con l'unica eccezione fatta per gli addetti alla cucina, per ragioni igieniche che è facile immaginare. A proposito: divieto assoluto di scattare fotografie. Clausola che sembra inutile, visto l'obbligo di nudità assoluta, a meno di non indossare macchine miniaturizzate. Dove, preferiamo non chiedercelo.

Ristoranti
Michelin 2018: quando una stella nasce
Michelin 2018: quando una stella nasce
Assegnato il massimo riconoscimento per l'edizione 2018 della guida più celebre del mondo. Novità, conferme e delusioni nell'olimpo degli chef
Vado di fretta, solo un po' di tartufo
Vado di fretta, solo un po
Quando la realtà supera la fantasia, può succedere che nasca il primo fast food al mondo dedicato al tubero più prezioso. Con prezzi da pranzo veloce e sapori da ristorante stellato
E per pranzo, un Lego-burger
E per pranzo, un Lego-burger
Nelle Filippine, un fast food propone panini realizzati come i celebri mattoncini che hanno accompagnato l'infanzia di intere generazioni
La crisi profonda delle stelle Michelin
La crisi profonda delle stelle Michelin
La fama della celebre guida Michelin, bibbia della ristorazione mondiale, sembra vacillare: tanti gli chef che pur di ottenere una stella si sono rovinati e molti quelli morti suicidi. Oggi, sono sempre di più quelli che dicono no, grazie
London Fried Club
London Fried Club
Secondo i veri londinesi, il "Fish Central" è uno dei pochi posti rimasti a proporre l'autentica ricetta del più tipico piatto locale
Il ristorante più esclusivo del pianeta
Il ristorante più esclusivo del pianeta
Le prenotazioni riapriranno nel 2025, dopo essere state chiuse tre anni fa: l'incredibile storia di un locale nato nel seminterrato della casa di uno chef di enorme talento
Nanà: i sapori della nonna on delivery
Nanà: i sapori della nonna on delivery
Nasce "Nanà Chef Away", un sito e una app da cui ordinare le specialità di alcune delle migliori gastronomie torinesi: perché l'appetito vien navigando (in rete)
Rock and charity: Soul Kitchen, il ristorante senza conto di Bon Jovi
Rock and charity: Soul Kitchen,
il ristorante senza conto di Bon Jovi
Il frontman dell'omonima rock band americana, da sempre in prima fila per aiutare chi ha bisogno, ha aperto un locale dove l'imperativo è dare da mangiare, non guadagnarci
The Grill, la nuova meta della New York che conta
The Grill, la nuova meta
della New York che conta
Sulle ceneri del ristorante del Four Season, chiuso un anno fa, è nato un locale affidato a due giovani e talentuosi chef italo-americani
Il mouse-restaurant di Malmö
Il mouse-restaurant di Malmö
Un negozio di primizie ed un bistrot a misura di topolini: un'opera di street art piacevole, ma difficile da visitare