Rock and charity: Soul Kitchen, il ristorante senza conto di Bon Jovi

| Il frontman dell'omonima rock band americana, da sempre in prima fila per aiutare chi ha bisogno, ha aperto un locale dove l'imperativo è dare da mangiare, non guadagnarci

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Di Davide Cucinotta
Ci piace pensare che sia merito del sangue italiano, se John Francis Bongiovi Jr (nonni paterni di Sciacca e Ciancana, nell'agrigentino), ha un cuore grosso così. Probabilmente la stessa cosa la pensano in Slovacchia, Germania e Russia, paesi di origine della parte materna della famiglia. Per cui a questo punto non importa, quel che resta è la voglia di occuparsi degli ultimi più volte dimostrata da Jon Bon Jovi, frontman dell'omonimo gruppo rock nato nel New Jersey più operaio.

Jon, rigorosamente senza "acca", nel 2005 ha donato un milione di dollari ad "Angel Network", la fondazione voluta da Oprah Winfrey, regina dei talk show americani, replicando nel 2012 con un altro milione per le vittime dell'uragano Sandy, la più devastante tempesta mai registrata sulle coste degli Stati Uniti.

In mezzo, fra i due milioni di dollari, c'è da sistemare anche il "Soul Kitchen", un ristorante aperto a Toms River, nel suo New Jersey, insieme a sua moglie Dorothea Hurley, sposata in gran segreto a Las Vegas nel 1989.

Ma "Soul Kitchen" non è il solito locale come tanti, di quelli creati dalle stelle di Hollywood nella certezza di attirare frotte di fans che significano un supplemento di dollari sul conto corrente. Il ristorante di Bon Jovi ha un unico obiettivo: dare da mangiare a tutti, anche e soprattutto a chi non può permetterselo.

Primo indizio, un menù senza prezzi, che al fondo indica i due metodi di pagamento possibili: una donazione, per chi può, da 10 dollari in su, per pagare il pasto a qualcun altro, oppure qualche ora del proprio lavoro, in sala, nelle cucine o in giardino.

Non è caso neanche la scelta di Toms River, Ocean County, meno di 100 mila abitanti: una zona fra le più colpite da Sandy, l'uragano assassino che solo negli USA è costato la vita a 110 persone. Ma quel che ha lasciato la scia della tempesta, è un presente che ha letteramente piegato la città, trasformandola in uno dei posti più poveri e tristi d'America.

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