Una ciotola di latte e un po' di cereali, please

| Due fratelli hipster hanno aperto a Londra "Cereal Killer Cafe", il primo locale al mondo dedicato unicamente a latte e cereali. Un successo senza precedenti

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La zona, per cominciare, è quella di Brick Lane, nell'East End, poco distante da Whitechapel, dove "Jack the Ripper" sceglieva le sue vittime e oggi è uno degli angoli più "vibrant" e multiculturali di tutta Londra, palestra per gruppi indie rock come gli "Arctic Mokeys" e per le opere di street-art del misterioso Banksy. Quanto basta, insomma, per alzare di colpo i prezzi degli affitti dando alla fuga frotte di artisti, quelli che fino a qualche tempo proprio lì trovavano una Londra dai costi accettabili. Esattamente Brick Lane, la "Banglatown", secondo la definizione londinese per via dell'altissima densità di immigrati bengalesi, è diventata la zone preferita dalla comunità "hipster", quelli con la barba, gli occhiali grossi, i pantaloni alla caviglia, tatuaggi in bella mostra, senza calze e i capelli con il ciuffo sparato all'insù. Guarda caso il prototipo di due gemelli di origine irlandese, Alan e Gary Keely, artefici di una delle idee di successo più recenti di Londra: il "Cereal Killer Cafe", al 139 di Brick Lane. Il primo e per adesso unico locale al mondo dedicato ai cereali.

I due, appassionati di corn flakes, ma più che altro lesti a intuire quanto nell'immensa offerta gastronomica londinese mancava forse solo quello, hanno arredato il loro locale sullo stile vintage anni Ottanta, il decennio in cui la mania dei corn flakes è esplosa anche nella vecchia Europa, tappezzando le pareti con 120 scatole di cereali provenienti da tutto il mondo e riempiendo il resto con giocattoli, riviste e televisioni d'epoca che trasmettono di continuo i "Teletubbies" o "Scooby-Doo". Un po' lo stesso principio applicato al menù, che propone fiocchi, riso e corn flakes partendo dai classici e intramontabili per arrivare ai mix più impensabili: da quelli che strabordano glucosio e coloranti ai vegan e gluten free. Buona parte sono di produzione inglese o americana, paesi abitati da gente che a colazione ama particolarmente i cerali, ma accompagnati da altri del tutto inediti, made in Israele, Sudafrica, Spagna, Australia e Nuova Zelanda. Il funzionamento è molto semplice: si ordina il proprio mix preferito scegliendo il latte fra una trentina di varietà (menta, cocco, cannella, caramello, soia, cioccolato), e una ventina di topping, le decorazioni tipiche di gelateria e pasticceria, poi si mette mano al portafoglio, certi di immolare almeno 2,50 sterline (2,90 euro circa) a bowl, la ciotola più piccola, anche se la cifra è destinata a salire in base all'appetito fino a quota 5 pounds (6 euro), necessari per assicurarsi il "cereal cocktail" quotidianamente proposto dalla casa.

E che l'idea dei due gemellini sia perfettamente riuscita lo dimostra l'interesse suscitato e la folla che ogni giorno si accalca in attesa della propria ciotola, seguito a ruota dall'apertura di un secondo paradiso dei cereali, sempre a Londra, e di un terzo in dirittura d'arrivo a Birmingham.

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