Poliziotti e scrittori, non solo thriller e sirene

| Rassegna di libri di agenti da tutta Italia al Caffè Letterario del Salone del Libro, a cura del questore di Torino Francesco Messina. Deborah Brizzi al suo secondo romanzo, le notti al centralino di Rocco Campochiaro

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Considerateci scrittori che fanno i poliziotti. Incontro ieri, alla presenza del Questore di Torino al Caffè letterario del Salone del Libro di Torino di autori “in divisa”. Uno stand del Padiglione 2 del 31 °Salone Internazionale del Libro ha ospitato tutti i poliziotti-scrittori in servizio presso la Questura di Torino e, in chiusura dei lavori del Salone, si è tenuta una presentazione molto particolare nel Caffè Letterario dal titolo “Scrittori in divisa. Raccontare o essere raccontati”?, indirizzata non solo agli addetti della polizia, ma anche alle scolaresche (invitati 40 studenti e insegnanti dell’Istituto Alberghiero “Colombatto” di Torino) ed ai lettori interessati. Hanno moderato i responsabili di Poliziamoderna, mensile ufficiale della polizia.

Il questore di Torino Francesco Messina ha aperto il dibattito parlando da appassionato di libri e lettore, esponendo la passione per gli scrittori russi e raccontando, appunto, che anche chi ha un ruolo istituzionale nella vita privata ama essere identificato e scoperto come uomo, per  i libri che ha sullo scaffale della libreria di casa propria, indice del proprio percorso umano e delle più intime inclinazioni. 

Bisogna parlare di scrittura, di inventiva e di passione, non solo di sirene e lampeggianti. E così passano in rassegna gli autori presenti e le loro opere: il vicequestore Antonio Fusco, Dirigente della Squadra Mobile di Pistoia, autore de “Le vite parallele”- Un nuovo caso per il commissario Casabona”, Giunti Editore, che ha parlato del suo incontro fortunato con il giallista italiano per eccellenza Andrea Cammilleri e del suo futuro sviluppo di carriera da scrittore, l’Ispettore Roberto Centazzo, in servizio al Compartimento della Polfer di Genova, autore de “Operazione sale e pepe”, Tea edizioni, l’Ispettore Deborah Brizzi della questura di Milano, con il libro “La stanza chiusa”, Mondadori editore,il sovrintendente Alessandro Maurizi della Questura di Viterbo, autore de “Roma e i figli del male”, Fratelli Friuli Edizioni, l’assistente capo Maurizio Lorenzi della questura di Bergamo, autore de “Il Comunicatore”, Imprimatur edizioni, l’assistente capo Nicola Marchetti dell’Ufficio Relazioni esterne e cerimoniale, autore de “Panapticon”, Edizioni Letteratura alternativa, Andrea Tondo della questura di Lecce, autore de “Ritrovarsi fratelli- Due colori e un unico legame di sangue”, il Parametro Edizioni. 

Della questura di Torino il sovrintendente Vincenzo Tancredi in servizio presso l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico che ha raccontato le sue esperienze lavorative ed umane nel libro “In bocca al lupo- Storie di truffe, furti  e rapine”, Il Punto edizioni e l’assistente Rocco Campochiaro  che ha narrato storie da “Una notte al Centralino”, raccontate e ridisegnate per chi è costretto appunto a stare sveglio tutta la notte, Imprimix Edizioni.

E se, tra questi ci sono autori già affermati, come Deborah Brizzi che firma il suo secondo romanzo, dopo il primo del 2014, “Ancora notte” e mette tantissimo della sua esperienza lavorativa nel suo noir, ci sono poliziotti che hanno potuto mettere in luce le loro qualità di scrittori e di narranti come Rocco Campochiaro.

A fare da sfondo a tutti, le città natali o quelle in cui si è vissuto, spesso trasfigurate o reinventate attraverso i sogni ed i ricordi.

Quello che è emerso dal dibattito e dai discorsi è che scrivere aiuta a crescere ed a capire, anche chi racconta, perché attraverso le parole si possono affrontare temi sociali ma anche situazioni personali. 

L’invito è quindi, sempre e comunque, a scoprire ed a leggere, soprattutto scrittori come questi, provenienti da un mondo particolare sicuramente difficile per i risvolti quotidiani che vengono affrontati, che molto hanno da dire e raccontarci  attraverso le loro esperienze e le loro parole.

 

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