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| Numeri impressionanti, con una crescita che rappresenta la vera scommessa del Salone torinese, guidato da Massimo Bray e diretto da Nicola Lagioia

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Di Davide Cucinotta
"Il Salone del Libro di Torino 2018 ci sarà: dal 10 al 14 maggio". Trattiene a fatica l'emozione Nicola Lagioia, direttore della kermesse libraria torinese appena conclusa. Un'emozione che gli incrina la voce (è quasi commosso) coperta dallo scrosciare degli applausi, mentre sorride Massimo Bray, presidente della "Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura" di Torino. E' l'immagine-simbolo del Salone 2017.

Si chiudono così i cinque giorni di una sorta di favola in chiave piemontese, dove una tradizione antica sembrava preferire l'arte di piangere sui rammarichi, e per una volta confortata dal rosario dei numeri che il presidente Bray snocciola uno dopo l'altro come una liberazione, arrivati dopo mesi di battaglie, polemiche e timori: 165.746 i visitatori totali dell'enorme macchina mossa dal Salone del Libro, di cui 25.230 relativi alle 500 iniziative del "Salone Off" che hanno coinvolto diverse sedi in città, e 140.746 - eccoci al dunque - quelli che riguardano gli ingressi al salone. A conti fatti, 38 mila in più rispetto all'anno passato: un vero patrimonio a cui l'Italia intera guarda con stupore pensando, nell'ordine: primo, che per una volta Milano non l'ha spuntata, secondo, che Torino non è più la città delle lotte operaie e dei colletti bianchi, ma "un vero laboratorio di idee, cultura, democrazia e convivenza", come ha chiosato il direttore Lagioia. I meriti, dal palco della conferenza stampa finale, sono equamente divisi ad una "squadra fortissimi", per dirla come piacerebbe a Checco Zalone: a cominciare da Sergio Chiamparino e Chiara Appendino, rispettivamente presidente della Regione e Sindaca, che malgrado colori politici differenti & diffidenti, hanno trovato il modo di collaborare nel nome e per conto della città. Succedesse in altre sedi, avremmo un paese che funziona meglio. Un grazie sentito anche all'elenco delle autorità che hanno impreziosito la trentesima edizione: dal presidente del Senato Pietro Grasso a Valeria Fedeli, Dario Franceschini, Roberta Pinotti e Marco Minniti, più il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani e il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano.

E poi giù fino agli sponsor, gli editori e le infinite squadre del personale interno, che ha saputo fare un mezzo miracolo per contenere l'assalto dei visitatori e i soliti, piccoli imprevisti. A proposito di editori: chi non c'era, ripetono dal palco, si senta libero di tornare quando vuole. Lo aspettiamo a braccia aperte.

La pensano forse diversamente i piccoli editori, che per una volta - senza la presenza di nomi eclatanti e stand "monstre" - hanno notato un sensibile miglioramento del turbinare di scontrini, grazie anche al buono regionale di 15 euro che in molti hanno speso deciso di spendere proprio da loro. La "Piazza dei lettori", com'è stata ribattezzata l'unione delle librerie indipendenti torinesi, parla di 12.000 volumi venduti. Cifre raddoppiate del 50% anche per "Feltrinelli" e "Newton Compton", seguiti dalla soddisfazione di "Sellerio", "Marsilio" e una schiera di editori.

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