Il caffè fa bene al cuore, lo dicono anche i cardiologi

| A Torino, il 27 e 28 ottobre, le XXIX Giornate Cardiologiche Torinesi "Advances in Cardiac Arrhythmias and Great innovations in Cardiology"

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Quattro o cinque tazzine di caffè al giorno riducono la mortalità cardiovascolare. Questa ed altre novità inaspettate saranno trattate nelle due Giornate torinesi che vedono riuniti i più eminenti esperti italiani ed internazionali per parlare della salute del cuore. 

A Torino, il 27 e 28 ottobre, le XXIX Giornate Cardiologiche Torinesi "Advances in Cardiac Arrhythmias and Great innovations in Cardiology" presso il Centro Congressi Unione Industriale ospiteranno i cardiologi della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) per discutere dei risultati dei più recenti studi, ricerche ed esperienze sul campo. Presenti anche i maggiori esperti europei, provenienti da Germania, Francia e Svizzera.

L'evento, diventato ormai un polo d'interesse per la cardiologia mondiale, è organizzato e diretto da Fiorenzo Gaita, Direttore della Cattedra di Cardiologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Torino e Direttore della Cardiologia dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, e Sebastiano Marra, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare del Maria Pia Hospital di Torino. E i numeri parlano: otre 600 partecipanti tra medici ed operatori, 100 relatori, innumerevoli temi affrontati.

Quest'anno, il Meeting è incentrato sulla prevenzione; forte degli eccezionali risultati di studi condotti prevalentemente in Europa e Stati Uniti, il trend è sempre più quello di prevenire, ossia fare in modo che ci si ammali di meno.

Negli ultimi 30 anni la mortalità per cause cardiovascolari si è dimezzata. Analizzando le cause di tale diminuzione, i ricercatori hanno rilevato che in gran parte è dovuta alla correzione dei fattori di rischio.

"Certamente possiamo affermare che negli ultimi vent'anni abbiamo a disposizione nuovi farmaci, nuove tecniche chirurgiche, che indubbiamente hanno ridotto la mortalità, ma per ¾ il merito è della prevenzione – spiega il dottor Sebastiano Marraed è principalmente su questo fattore che noi medici dobbiamo impegnarci". 

Un principio che dà i risultati più incoraggianti in Europa. Non si può affermare lo stesso in altri Paesi: in Cina accade il contrario grazie ad un'espansione economica che sta portando nel dimenticatoio i principi sani di un corretto stile di vita. Mentre in America sono aumentati i diabetici, gli obesi ed i sedentari, in Cina sono aumentati i soggetti con pressione alta ed i fumatori.

"La mortalità a livello mondiale sta diminuendo grazie ad una nuova consapevolezza sui fattori di rischio. In questo Congresso iniziamo a ragionare in termini di eticità, rispetto dell'individuo, riduzione dell'impatto della malattia nella nostra società".

Ma oltre alla coscienza dei fattori di rischio, altro punto determinante è la conoscenza di ciò che fa bene alla salute del nostro cuore e dell'organismo in generale. In questo senso la novità più interessante, e per molti versi inaspettata, è costituita dal caffè.

"Tre imponenti lavori, una metanalisi (tecnica clinico-statistica che genera un unico dato conclusivo da più studi su uno stesso argomento) e due importanti ricerche, hanno dimostrato gli effetti positivi del caffè indipendentemente dalla caffeina – prosegue Marra -. Quattro o cinque tazzine di caffè al giorno, anche decaffeinato, riducono la mortalità cardiovascolare in follow up che vanno da 10 a 18 anni. A lungo termine, bere caffè ha un effetto positivo. Il lavoro di metanalisi condotto negli Stati Uniti rileva che anche la mortalità per tumore viene significativamente ridotta. Il risultato non è legato alla presenza di caffeina, ma alle sostanze antiossidanti che sono contenute nel chicco di caffè. Il chicco di caffè è la sostanza con più antiossidanti esistente in natura".

Si potrebbe obiettare che il caffè ecciti, agiti e provochi insonnia. Ma a quanto pare anche questi sono luoghi comuni sfatati dalla ricerca. "Esistono dati su oltre 10mila individui che rivelano che chi assume caffè - su lungo periodo - ha meno ansia, dorme meglio, non ha la pressione più alta rispetto a chi non lo beve. Uno studio francese che ha analizzato oltre 200mila persone, su un periodo di 8-10 anni, riferisce dati positivi sulla mortalità. I dati piemontesi confermano che chi beve caffè ha un umore migliore, meno ansia, riposa meglio, non ha pressione o colesterolo più alti".

Analoghi effetti positivi sulla salute del cuore, seppur di più lieve entità, si riconducono all'assunzione di cioccolato fondente all'85-90%.



In primo piano la prevenzione della morte improvvisa.



Come sempre, il Meeting avrà come temi centrali le novità provenienti dai cardiologi americani e da quelli torinesi sull'interventistica.

 

"Solo in Italia, ogni anno, 50mila persone muoiono improvvisamente, vale a dire più di 130 morti al giorno senza che si possa intervenire. - afferma il professor Fiorenzo Gaita - E' una grossa battaglia che si cerca di portare avanti con vari mezzi ". 

 

E prosegue "Forse non tutti sanno che l'Italia è, tra i Paesi occidentali, con poche altre nazioni, all'avanguardia nella prevenzione della morte improvvisa con un 90% di riduzione della mortalità negli atleti sottoposti a screening adeguato. Alle Molinette stiamo utilizzando tecniche interventistiche sempre più innovative, tese a prevenire l'evento fatale in soggetti con predisposizione, ad esempio su pazienti con malattie genetiche che possono condurre ad aritmie maligne ed a morte i

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