Italia, paradiso delle zanzare tropicali

| A causa dei cambiamenti climatici, nei prossimi 30 anni il nostro Paese diventerà habitat naturale per due specie particolarmente aggressive del fastidioso insetto. I rischi che corriamo sono l’estensione di malattie come la febbre gialla

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di Marco Belletti

Dengue, zika e chikungunya non sono i nomi di esotiche danze tribali o di scatenati balli caraibici. Sono qualcosa di molto peggio, in quanto insieme alla febbre gialla sono le malattie virali gravi - a volte mortali - trasmesse dall’aedes aegypti (la cosiddetta zanzara dalla febbre gialla) e dall’aedes albopictus, più comunemente nota come zanzara tigre. Si tratta di insetti che vivono in zone particolarmente calde e umide, fino a qualche anno fa lontane dall’Italia ma che ormai sempre più spesso ci troviamo ad affrontare - in quelle che gli esperti definiscono “sacche di habitat” - nelle nostre calde, lunghe e afose estati. E le aree d’azione delle due tremende aedes sono destinate a espandersi sempre più verso il nord del nostro emisfero.

Sono tre i tipi di zanzara esistenti: le “culex” sono quelle comuni, molto stanziali, che “agiscono” soltanto all’alba e al tramonto. Anche le “anopheles” non hanno un raggio d’azione molto ampio e pungono dal tramonto e per tutta la notte. La famiglia delle “aedes” è invece la più temibile: si spostano percorrendo grandi distanze e sono attive 24 ore al giorno, trasmettendo pericolose febbri.

Secondo una ricerca del Boston Children’s Hospital, pubblicata sulla rivista “Nature Microbiology”, entro il 2050 il 49% della popolazione mondiale vivrà negli habitat ideali delle zanzare aedes, a causa del surriscaldamento globale causato dalle emissioni di gas serra. E questo significa che l’Italia sarà sempre più coinvolta dal problema.

Per i ricercatori di Boston, se al più presto non saranno avviate idonee azioni per ridurre il crescente tasso di riscaldamento, saranno molte le aree urbane finora senza la presenza dei due insetti killer che dovranno fronteggiarli. A suffragare questa tesi i dati storici raccolti dagli scienziati (principalmente relativi agli anni Settanta e Ottanta) sulle distribuzioni delle zanzare aedes aegypti e aedes albopictus in oltre 3 mila località di Europa e Stati Uniti, e li hanno proiettati al 2020, al 2050 e al 2080. I modelli emersi suggeriscono che, mantenendo le attuali condizioni climatiche e di densità di popolazione, entrambe le specie di zanzare continueranno a diffondersi rapidamente a livello globale nei prossimi decenni.

La zanzara dalla febbre gialla avrà una fortissima diffusione nella fascia tropicale del nostro pianeta e anche nelle nuove aree calde, raggiungendo senza difficoltà la latitudine di 40-45° (quella, per intenderci, della nostra pianura padana) anche se la sua presenza diminuirà nelle aree che i modelli climatici prevedono diventeranno più aride.

Decisamente più vasta l’area d’azione della zanzara tigre: si prevede che si diffonderà rapidamente e ampiamente in tutta Europa, raggiungendo nei prossimi 30 anni anche il nord della Francia e della Germania.

Per combattere queste zanzare particolarmente aggressive si ricorre a insetticidi chimici, bioinsetticidi oppure alla cosiddetta lotta biologica, sfruttando i loro predatori naturali: le larve possono essere divorate da cimici d’acqua e libellule, mentre gli animali adulti sono predati, per esempio, dai pipistrelli. Uno solo di questi mammiferi, che stanno gradualmente scomparendo dai centri abitati, in una notte può eliminare oltre 500 zanzare.

Una metodologia ancora in fase di sperimentazione ma che sembra posa fornire ottimi risultati è la tecnica del maschio sterile, basata sull’allevamento in laboratorio di una grande quantità di maschi sterilizzati e liberati nell’ambiente in modo che competano per le femmine (che in genere si accoppiano solo una volta) impedendo la produzione di uova.

Per malattie come dengue, zika, chikungunya e febbre gialla non esistono vaccini approvati e l’unico mezzo per combatterle è la prevenzione, iniziando dall’eliminazione dell’habitat naturale delle zanzare. Per esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di evitare la raccolta di acqua all’aria aperta e l’uso, da parte di chi risiede nelle zone infestate, di abiti che coprano completamente la pelle, di zanzariere e di repellenti per insetti.

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