Il ritorno dei Jalisse: fiumi di divieti

| Da 21 anni provano ininterrottamente di tornare sul palco dell’Ariston di Sanremo, lo stesso dove vinsero nel 1997 finendo in un mare di polemiche. Ma non c’è niente da fare: per il Festival non esistono più

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Di Germano Longo
Il 9 maggio del 1997, un improvvisato commando della “Serenissima Repubblica di Venezia” dirotta un traghetto e occupa piazza San Marco. Nel luglio di quell’anno muore ammazzato Gianni Versace, seguito un mese dopo da Lady Diana. Insomma, un anno di cui parlare, o per dirla come la canzone vincitrice del Festival di Sanremo, “Fiumi di parole”.

A pronunciare le parole che tutti ripetono sono i “Jalisse”, coppia artistica e nella vita composta dal romano Fabio Ricci e la veneta Alessandra Drusian. Si presentano sul palco di Sanremo, quell’anno sotto i comandi dell’ultima conduzione di Mike Bongiorno, affiancato da Piero Chiambretti e Valeria Marini: sono semi-sconosciuti, ma da finalisti di “Sanremo Giovani” dell’anno precedente, entrano direttamente nella categoria “Big”, dove veleggia la solita litania Oxa, Al Bano, Leali, Bertè, Ranieri, New Trolls, Patty Pravo, Tosca, Cutugno.

Dopo cinque giorni di canzonette, veleni e dati della “Doxa”, sono proprio loro a trionfare, a sorpresa. Ma i veri “Fiumi di parole”, il titolo del loro brano, si scatenano subito dopo, trasformando la loro vittoria in una delle più discusse della storia del Festival. Polemiche a mai finire su presunte amicizie che contano, combine, intrallazzi discografici e l’ipotesi che il brano sia la copia conforme di “Listen to Your Heart”, un successo degli svedesi “Roxette”, duo a cui si ispirano.

I Jalisse vanno avanti per la loro strada: nuovo album, “Eurofestival”, tour europeo e una strada che sembra spianata verso una carriera inseguita fin dagli anni Novanta, quando si incontrano per caso in uno studio di registrazione e decidono di divedere carriere e vite private. Sul loro nome, da Sanremo in poi, cala l’oblio: la vittoria festivaliera gli permette di sopravvivere con serate soprattutto all’estero, ma in patria il nome dei Jalisse entra fra i misteri d’Italia.

E mentre si avvicina l’edizione numero 68 del Festival, i Jalisse prendono fiato e svelano un peso che si portano dietro da troppo tempo: “Con l’edizione 2018, sono 21 volte che proviamo il ritorno a Sanremo e ci escludono”.

Una condanna a cui quest’anno hanno deciso di reagire raggiungendo Sanremo in bici, con l’idea di “Promuovere la musica indipendente e il nostro programma radiofonico”.

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