Sanremo al via: giudizi e pagelle della prima serata

| Fiorello toglie la serialità, l’irruzione sul palco di uno sconosciuto e poi una lunga serata di brani prevedibili. Tutti pazzi per la ballerina 84enne de “Lo Stato Sociale”

+ Miei preferiti
Di Germano Longo
Dall'inviato GERMANO LONGO

Come fanno i marinai (per restare in tema musicale), non l’abbiamo ancora capito, ma come fa anche certa gente, a slalomare fra omaccioni con auricolari e pass per finire direttamente sul palco, non si sa. Chiedeva “un contatto con il procuratore della Repubblica o il Sindaco di Sanremo”, il tizio che ha tentato di prendere la parola sulle prime parole di Fiorello, e viene da chiedersi come mai, con tanta abilità, non sia riuscito a fare lo stesso con l’ufficio del Sindaco. Vabbè.

È il primo brivido di Sanremo, il secondo arriva dritto con la scollatura di Michelle Hunziker, tre figli, 41 anni e un fisico che tante ventenni se lo scordano. Fiorello riesce a farsi rimpiangere (lo vorrebbero da anni al comando, ma lui è tanto furbo quanto pigro), Baglioni pontifica sulla musica, poi si inizia: “la notte è piccola”, col fuso orario di Sanremo.

Annalisa “Il mondo prima di te” - voto: 4,5

Ligure, al quarto Festival e figlia di Maria (nel senso dei talent della De Filippi), vorrebbe raccontare un percorso di rinascita, ma se il tema è tosto, non altrettanto lo è il testo. Esibizione un po’ freddina, un po’ sussurrata, un po’ urlata. Un po’ troppi un po’.

Ron “Almeno pensami” - voto: 7

Considerata una delle canzoni più belle del Festival, è un inedito di Dalla. E Lucio sembra quasi di sentirlo, non si fatica a immaginare che sarebbe stato un altro dei suoi successi: c’è poesia, suggestione e il mestiere di chi non è mai caduto sulle rime baciate più facili. In più la voce di Ron, sulle note suggestive, si esalta: ad un bel brano non serve altro.

The Kolors “Frida”: voto: 6,5

Da un’altra nidiata della De Filippi, Stash e i suoi in un brano in lingua italiana. Con uno svolazzo da “Settimana Enigmistica”, prendono a prestito la vita movimentata della Khalo per spiegare “che nessun amore è per sempre”. Come partire da Gandhi per parlare di Malgioglio, vabbé. Brano scaltro, costruito per essere ricordato facilmente.

Max Gazzè “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” - voto: 6

Un tempo definirlo ironico era poco, così anche lui, per parlare d’amore (che questa volta non muore mai, gettando tutti nell’indecisione), sceglie un’antica storia popolare, per di più cantata nel nuovo stile “sintonico”, termine che starebbe a indicare l’unione fra la musica sinfonica e l’elettronica dei sintetizzatori.

Vanoni-Bungaro-Pacifico “Imparare ad amarsi” - voto: 5,5

Una primadonna della canzone italiana e due fra gli autori più originali in circolazione: a metterli insieme un’idea di Lavezzi, sostenuta da Baglioni in persona. Si parla della necessità di imparare a volersi bene, per poi volerne anche agli altri. Un cliché abusato, in fondo, a cui la sempiterna Ornella fa da traino fino al trionfo degli applausi (alla carriera).

Ermal Meta-Fabrizio Moro “Non mi avete fatto niente” - voto: 7

I superfavoriti della vigilia di Sanremo 2018: parlano di terrorismo e del paura del diverso. Temi universali, confezionati al meglio per piacere alle giurie del Festival. I bookmaker hanno già puntato su di loro.

Mario Biondi “Rivederti” - voto: 6

“Quando non sai cos’è, allora è Jazz”, recitava così una delle migliori battute di “Novecento”, il romanzo breve di Baricco. Mario “the voice” canta - meglio, sussurra - per la prima volta in italiano, ma cade un po’ sullo scontato: le rimette (“capelli tuoi, vissuto mai”) e le citazioni (“Averti qui, ha il sapore dell’eternità”), fanno rimpiangere l’inglese.

Facchinetti-Fogli “Il segreto del tempo” - voto: 5,5

Possono anche sciogliersi, ma i Pooh non moriranno mai: Facchinetti inizia a cantare e ti aspetti che da un momento all’altro saltino fuori gli altri tre e partano i laser. Ma sono due quinti dei Pooh, e a Sanremo portano un pezzo dal fondo amaro: veleggiano entrambi sui settanta e hanno avuto una carriera invidiabile. Ma chi è contento di vedere i calendari che volano via?

Lo Stato Sociale “Una vita in vacanza” - voto: 7

Alla banda elettropop bolognese spetta il ruolo del nuovo che avanza e convincono Sanremo con un ritornello giovane e fresco, da canticchiare quando l’estate si avvicina o nei momenti in cui si pensa che è troppo il tempo dedicato a lavoro e/o studio. Alla fine non prendersi sul serio è sempre una delle armi migliori e porta pure bene (leggasi “Occidentali’s Karma” dello scorso anno).

Noemi “Non smettere mai di cercarmi” - voto: 5

C’è un po’ l’attitudine di Veronica Scopelliti (in arte Noemi), a mettere in musica soffritti fatti di cuore, anima, delusioni e amarezze. Lo fa ancora, senza regalare sorprese, con la stessa cifra del suo stile: partenza lieve, crescendo e affondo con le corde vocali che più si alzano e più graffiano.

Decibel “Lettera dal Duca” - voto: 4,5

Erano punk agli inizi, nel 1980, ai tempi di “Contessa”, poi Ruggeri è andato a inseguire la sua carriera, e tornano trent’anni dopo con un omaggio a Davi Bowie, il “Duca bianco”. I capelli sono grigi (o non ci sono proprio), il punk è finito in cantina e tutto è tornato come allora: Ruggeri Enrico con la sua band, e la sua musica di sempre.

Elio e le Storie Tese “Arrivedorci” - voto: 4

Si è parlato fin troppo del loro scioglimento, e prima del tour finale, lanciare l’addio in diretta tivù non è male. Peccato che le valigie sul letto abbiano già limato un bel po’ dell’ironia su cui hanno costruito la carriera.

Giovanni Caccamo “Eterno” - voto: 3

Il testo è scritto da Cheope, pseudonimo del figlio di Mogol, per capire quanto la discografia punti su questo ragazzo, lanciato nel 2015 dalla vittoria nelle “Nuove Proposte”. Un brano sanremese che di più non si può, un po’ scontato e a tratti stucchevole (“per sempre gli occhi tuoi”), di chi sta ancora cercando un’identità musicale.

Red Canzian “Ognuno ha il suo racconto” - voto: 5,5

È un altro reduce dei Pooh, ma tenta di scrollarsi le melodie facili con cui ha campato per 40 anni per riscoprire gli inizi “prog”. Ne viene fuori un brano rock piuttosto energico, puntellato da batteria, percussioni e chitarre in evidenza. Il tutto per raccontare in quattro minuti il tempo, le preghiere, le sconfitte, le lacrime e i pericoli incontrati.

Luca Barbarossa “Passame er sale” - voto: 6

Un record ce l’ha già: è il primo brano cantato in romanesco mai apparso sul palco di Sanremo. In fondo, Barbarossa fa rima con Trilussa, e il sale passare è la metafora di un gesto abitudinario di una coppia un po’ grattugiata dal tempo.

Diodato-Roy Paci “Adesso” - voto: 5,5

Il trombettista ska-jazz siciliano e il giovane valdostano vanno sull’originale: quanto sarebbe bello mettere da parte la tecnologia per riscoprire il bello che ci circonda? Una domanda senza risposta e un predicozzo un po’ moralistico alla smartphone generation.

Nina Zilli “Senza appartenere” - voto: 6

I francesi la definiscono “engagé”: è un testo impegnato, o che almeno tenta di esserlo, come in questo caso. Si tenta di vincere facile, parlando di donne in un momento storico delicato, ma Nina sul palco ci sa fare.

Renzo Rubino “Custodire”- voto: 6,5

C’è una dolente nota autobiografica, nel brano di Rubino, che racconta una coppia che si ama e finisce per odiarsi con la stessa intensità. È il dolore mai superato per il divorzio dei genitori, raccontato con un testo sapiente, considerato fra i migliori del Festival.

Avitabile-Servillo “Il coraggio di ogni giorno” - voto: 6

Più vicino al dialogo che al duetto, per il brano sanremese di due artisti impegnati: Servillo, vincitore nel 2000 con gli “Aviontravel” e Avitabile, che ha sempre frequentato altri palchi. Testo nobile, a tratti suggestivo e dolente, con intarsi in napoletano puro.

Le Vibrazioni “Così sbagliato” - voto: 5,5

Mandati in crisi dalla fuga di Francesco Sarcina, tentato dalla carriera solista e ora tornato all’ovile, cavalcano l’onda rock con un testo non semplice e molto maturo, curiosamente quasi privo di verbi.

SANREMO 2018
Tim fa ballare milletrecento robot ed entra nel Guinness
Tim fa ballare milletrecento robot ed entra nel Guinness
Nel Festival lo spot su Ra1 in cui i robot danzeranno per 90 secondi. Li controlla un unico smartphone collegato alla rete Tim, sulla colonna sonora "Another day of Sun". Battuto record cinese
Sanremo highlights
Sanremo highlights
Mentre sul Festival si spengono le luci, c'è ancora il tempo per una carrellata di immagini raccolte nei cinque giorni di Sanremo. Con un piccolo spazio anche all'ultimo mistero...
“Baglionissima” come da previsioni: vincono Meta e Moro
“Baglionissima” come da previsioni: vincono Meta e Moro
Il Festival a immagine e somiglianza del sor Claudio mantiene le promesse, mandando sul podio i favoriti. Secondi Lo Stato Sociale, terza Annalisa
Sanremo hot, il Festival delle scollature
Sanremo hot, il Festival delle scollature
Quella sfacciata di Noemi, e quella discretamente sexy di Michelle: basta questo, per regalare picchi agli ascolti
Il Festival? Una roba da ridere
Il Festival? Una roba da ridere
Piccolo viaggio nelle ironie della rete, che hanno preso di mira i tre conduttori, in particolare il colorito cereo e smunto di Claudio Baglioni
Noemi denunciata, la Vanoni sbrocca
Noemi denunciata, la Vanoni sbrocca
Il Festival sull’orlo di una crisi di nervi: come se non bastasse l’incursore della prima sera, la stampa insorge contro la decisione di perdonare Meta e Moro. E siamo ancora lontani dalla finale…
Sanremo 2, quelli che le ricantano
Sanremo 2, quelli che le ricantano
Nuove pagelle, prove d’appello e giovani stipati in un angolo. A insegnare a tutti come si fa un duetto ci pensa Sting. Dieci campioni in gara, ma Meta e Moro restano in attesa di giudizio
Ermal Meta e Fabrizio Moro restano in gara
Ermal Meta e Fabrizio Moro restano in gara
Lo ha deciso l'ufficio legale Rai: una decisione annunciata che non scontenta il popolo del web e manderebbe a casa i probabili vincitori
Sanremo e la caccia all’anziano
Sanremo e la caccia all’anziano
Tentano di passeggiare come sempre nelle vie dove svernano, ma per una settimana diventano le prede di televisioni ed emittenti piombate sul Festival da ogni angolo d’Italia
Sanremo 4: the night of duets
Sanremo 4: the night of duets
Primi verdetti del Festival, con Ultimo che arriva primo e l’infilata dei duetti: qualcuno impreziosisce, altri sviliscono, altri ancora meglio dimenticarli in fretta