Il Festival chiama, ItaliaStar risponde

| Meno di 10 giorni alla 68esima edizione del Festival: ci saremo anche noi, con le dirette degli artisti e pronti a raccontare quel che in tivù non si vede. Perché tanto Sanremo sembra non volerlo nessuno, e poi lo guardano tutti

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Di Germano Longo
A Roma c’è un detto, utilissimo per definire nel miglior modo possibile il rapporto che corre fra l’Italia intera e il Festival di Sanremo: “La sora Maria, tutti la vogliono e nessuno se la piglia”. A parole non lo guarda nessuno, a nessuno interessa e tutti, quella settimana, ripetono che preferirebbero l’ennesima replica in bianco e nero di “Rintintin”, piuttosto che le lagne festivaliere.

Poi, però, nel segreto del proprio salottino, ogni edizione polverizza gli ascolti e attira l’Italia al completo davanti al piccolo schermo, ad aspettare l’orchestra, come sempre diretta da Peppe Vessicchio e le polemiche, che da copione non devono mancare mai.

Sanremo specchio d’Italia, snobbato da quell’intellighenzia pronta a ricredersi quando finisce nelle prime file delle 1.273 poltrone dell’Ariston. Ma snobbato anche nei bar, anche se dopo tre sere già tutti si accapigliano per questa o quella canzone, finendo nella più tipica rassegnazione italiana: che poi tanto chi vince è già deciso. Eppure, per una settimana, l’Italia si ferma e gli occhi di tutti sono puntati lì, sullo storico ingresso del teatro Ariston.

Che edizione sarà, quella numero 68, è ancora difficile dirlo: c’è il Baglioni Claudio, che per mestiere suona e canta, ma non ha mai presentato nulla per davvero. C’è la Hunziker Michelle, e lei non suona e forse canticchia, ma almeno sul palco sa quel che c’è da fare, e per finire c’è Favino Pierfrancesco, attore bravo e di presenza, ma non è ancora chiaro se sarà valletto, e a quel punto perché mai avrà accettato la disfida della Riviera di Ponente.

Le prime schermaglie

Baglioni e la commissione selezionatrice hanno ascoltato e valutato i brani di oltre 150 “seniores”, con il compito di selezionarne solo 20. Gli altri cestinati, qualcuno restando in silenzio d’ordinanza, altri un po’ lamentosi. Fra quelli che non ci saranno Morgan, la Bertè, Gatto Panceri, Emma Marrone, Arisa e L’Aura. Ci mancheranno? Boh.

Poi, però, parte l’indignazione vera, quando qualcuno ha svelato i compensi dei tre co-conduttori: Baglioni, che di piccolo ha solo il suo grande amore, si è assicurato 600 mila euro, la Hunziker si è fermata a 400 e Favino a 300, ovviamente mila. Messi insieme, un milione e tre, solo per quelli che ci mettono la faccia. Poi ci sono tutti gli altri, e non sono pochi.

Le anticipazioni

La rotta di avvicinamento a Sanremo è uno strip, lentissimo e cadenzato a tavolino: si inizia con i nomi, poi pian piano arrivano i dettali. L’ultimo, in ordine di apparizione, riguarda la scenografia. Quest’anno creata da Emanuela Trixie Zitkowsky, scenografa romana malgrado il cognome. “Maglie larghe in acciaio e il trionfo del bianco, per esaltare la purezza dell’arte”.

Gli ospiti

Sono i nomi internazionali che alzano il prestigio di ogni edizione, quelli che a volte finiscono per deludere: non cantano e non ballano, vengono a Sanremo, che non sanno neanche dove sia, parlano tre minuti, dicono “ciao Italia” e ripartono con in tasca un assegno. La tradizione vuole che siano snocciolati un po’ per volta, tenendo tutti col fiato sospeso.

Fra quelli sicuri, al momento, Sting e James Taylor, più glorie nostrane che non accettano di scendere in gara ma preferiscono l’apparizione celestiale: Laura Pausini, Biagio Antonacci, Gianni Morandi, Gianna Nannini, Negramaro.

Quelli in gara

Si fa notare la forte dose di quota Pooh, con Facchinetti e Fogli da una parte, e Canzian dall’altra. Magari spiegheranno, finalmente, perché si sono divisi, se poi continuano a sfornare roba che sembrano sempre i Pooh al completo. Debuttano all’Ariston i “The Kolors”, figli di talent come Annalisa e Noemi, e accetta la sfida perfino Mario Biondi, cavernosa voce internazionale. La novità sono “Lo Stato Sociale”, band indie-rock bolognese, mentre fra i favoriti molti indicano la strana coppia Ermal Meta e Fabrizio Moro.

I big

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli - Il segreto del tempo

Nina Zilli - Senza Appartenere

The Kolors - Frida

Diodato e Roy Paci - Adesso

Mario Biondi - Rivederti

Luca Barbarossa - Passame er sale

Lo Stato Sociale - Una vita in vacanza

Annalisa - Il mondo prima di te

Giovanni Caccamo - Eterno

Enzo Avitabile e Peppe Servillo - Il coraggio di ogni giorno

Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico - Imparare ad amarsi

Renzo Rubino - Custodire

Noemi - Non smettere mai di cercarmi

Ermal Meta e Fabrizio Moro - Non mi avete fatto niente

Le Vibrazioni - Così sbagliato

Ron - Almeno pensami

Max Gazzè - La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Decibel - Lettera dal Duca

Elio e le storie tese - Arrivedorci

Red Canzian - Ognuno ha un suo racconto

I giovani

Eva Pevarello - Cosa ti salverà

Mudimbi - Il Mago

Lorenzo Baglioni - Il Congiuntivo

Mirkoeilcane - Stiamo Tutti Bene

Giulia Casieri - Come stai

Ultimo - Il ballo delle Incertezze

Leonardo Monteiro - Bianca

Alice Caioli - Specchi rotti

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