Se n'è andata la "Nonna del Corsaro Nero"

| A quasi 101 anni si è spenta Anna Campori, la popolare attrice protagonista della serie televisiva che conquistò il cuore di milioni di bambini negli Anni Sessanta

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Si sono svolte venerdì 19 gennaio a Roma le esequie dell’attrice Anna Campori, un mito un’intera generazione di piccoli telespettatori, indimenticata protagonista dello sceneggiato musicale “Giovanna, la nonna del Corsaro Nero” trasmesso dalla Rai, la domenica pomeriggio, all’interno della tv dei ragazzi nel 1961. A quella prima serie ne seguirono altre due: nel 1962  “Le nuove avventure di Giovanna, la nonna del Corsaro Nero” e nel 1966  “Giovanna alla riscossa più forte di un bicchiere di gin”. Aveva compiuto 100 anni il 22 settembre scorso e viveva a Trastevere la “nonnina sprint” che ha saputo incantare milioni di bambini con la sua verve e la sua voce inconfondibile in quelle serie televisive ispirate ai personaggi dei romanzi di avventura di Emilio Salgari. Una morte serena, una vita bella e piena di successi professionali e di affetti. Anna ha raggiunto il suo amore, compagno e marito, Pietro De Vico con cui aveva condiviso vita e palcoscenico (anche cinematografico) e che era morto 18 anni fa.

La figlia  Alessandra, l’ha accudita sino alla fine: «Mamma è stata sempre una donna piena di energia molto amata e generosa - dichiara -. Era amata dal suo pubblico che l’ha apprezzata in televisione così come sui palcoscenici teatrali di tutta Italia».

Un ricordo particolare ce lo fornisce anche il giornalista Giorgio Levi legato a una puntata della trasmissione “Tutti in pista” del 1961: «Avevo nove anni ed ero ospite della trasmissione per ragazzi condotta da Walter Marcheselli.  Lo produceva la Rai di Torino, negli studi sotto la Mole, dove adesso c'è Teche Rai. In una puntata vengono ospiti Anna Campori, Pietro De Vico e Giulio Marchetti (che tutti ricorderanno come il maggiordomo Battista, ndr). Negli studi era stata ricostruita in legno la tolda della nave del Corsaro Nero. Anna saluta i piccoli concorrenti, poi mi prende per mano e mi fa salire a prua, sotto l'albero in cima al quale sventolava la bandiera pirata. Ero così emozionato che avrei potuto farmela addosso. Salgari non ha mai scritto di una "nonna del Corsaro Nero" ma quella fantasiosa rivisitazione della Rai era meravigliosa per i nostri sogni di bambini, che leggevamo con avidità di corsari e di Sandokan. Campori nel 1961 aveva compiuto 45 anni e a me sembrava vecchissima. E' morta a 101 anni, esattamente l'età che 57 anni fa immaginavo che avesse la mia "nonna del Corsaro Nero».

L’artista romana vanta una lunghissima carriera. Il debutto avviene negli Anni Venti, quando giovanissima esordisce nella compagnia teatrale paterna, come cantante d'operetta. Nel decennio successivo conosce a Napoli  Pietro De Vico, anch’egli figlio d’arte, che diverrà dopo qualche anno il suo compagno di vita, con il quale compie tournée teatrali per tutta Italia durante gli anni della seconda guerra mondiale. Gli Anni Cinquanta la vedono sul palcoscenico al fianco di Erminio Macario, Nuto Navarrini, Elvio Calderoni, ma pure come caratterista sul set di diversi lungometraggi, dove sovente interpreta la compagna di Totò: da “Chi si ferma è perduto a “Gli onorevoli”, tanto per citare due dei film più popolari. Ma la grande popolarità arriva con l'interpretazione del trittico per la tivù legato alle avventure piratesche tratte dai romanzi di Salgari. La nonna del Corsaro Nero è a capo di una ciurma bizzarra di personaggi, affiancata da oltre che Nicolino dal maggiordomo Battista. Di quei programmi non esistono purtroppo registrazioni che, non si sa perché furono cancellate, ma grazie all’impegno di Barbara Scaramucci e Claudio Ferretti, autori del volume edito da Eri-Edizioni Rai “Un doppio hurrà per nonna sprint”,  sono stati riportati alla luce diversi documenti: fotografie, bozzetti dei costumi, copioni originali, schede sui personaggi e sulle singole puntate delle tre serie della trasmissione, nonché i ricordi di molti protagonisti, le testimonianze di tanti noti fan del programma: Gabriele Salvatores, Milly Carlucci Piero Chiambretti. Il volume, in effetti, è una vera e propria esegesi storiografica della trasmissione, un vero e proprio tributo a chi l’ha realizzata, ma anche una sorta di risarcimento verso i telespettatori che non l’hanno dimenticata.

Negli  Anni Settanta, oltre a continuare la sua carriera teatrale, Anna Campori partecipa ai film "Io non spezzo... rompo" (1971) , Storia di fifa e coltello (1972) e "Un uomo, una città " (1974). E’ anche al fianco di Renato Rascel, mentre a partire dal decennio successivo inizia una luna collaborazione con il il regista teatrale Antonio Calenda, che la vuole nella messa in scena di diversi classici. Continua intanto a lavorare per il cinema e nel 1991 al film tv "Ladri di futuro" l'ultimo nel quale recita il marito Pietro. La sua ultima apparizione cinematografica è nel film "The Accidental Detective" del 2003: è il settantesimo di una lunga serie che l’ha vista protagonista di mezzo secolo di spettacolo . Ma non è questa l’ultimissima apparizione . Nel 2013, infatti, Daniele Lucchetti la chiama per un cameo in "Anni felici". sarà soprattutto grazie al cinema che Anna continuerà a vivere nella memoria collettiva anche dei più giovani che non potranno apprezzarne , ahinoi, la bravura nella serie della nonna del Corsaro Nero. 

                  Piero Abrate

 

 

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